<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996</id><updated>2011-10-10T20:29:28.142+02:00</updated><category term='Giornata ufficiale della Festa federale del tiro della gioventù 2007'/><title type='text'>Gabriele Gendotti</title><subtitle type='html'>Benvenuti nel blog di Gabriele "Lele" Gendotti&lt;br&gt;&lt;br&gt;Avvocato e attuale Consigliere di Stato della Repubblica e Cantone Ticino (Svizzera), Direttore del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS).</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>101</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-7308592548637493269</id><published>2007-11-19T07:55:00.000+01:00</published><updated>2007-11-19T07:56:55.736+01:00</updated><title type='text'>Inaugurazione di Castellinaria 2007</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - in occasione dell'Inaugurazione di Castellinaria 2007 di sabato 17 novembre 2007 a Bellinzona)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mi congratulo prima di tutto con il direttore e tutte le persone che con rinnovato entusiasmo e grande competenza ogni anno offrono una nuova, variopinta edizione di Castellinaria. Vent’anni di vita si festeggiano in un modo speciale, perché concludono un periodo della vita durante il quale le idee originali di un progetto – quello di Castellinaria - si sono consolidate e l’evento cinematografico è diventato ormai attesa presenza di un contesto culturale e sociale che è quello del nostro cantone. E non solo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma siamo anche all’inizio di un nuovo periodo della vita. Le conoscenze acquisite e le esperienze fatte permettono di corredare la manifestazione di nuovi contenuti che diventano sempre piú la vetrina di un mondo, il nostro, di immagini e di parole o, come disse un critico di cinema&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;[1]&lt;/a&gt;, “un mondo scandito da immagini potenti che attraversano e modificano l’immaginario cosmico.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo che il mondo di oggi ha capovolto persino certi rapporti tra le generazioni. E’ la bambina o il bambino, ai nostri giorni, che insegna al nonno come caricare un dvd e come scegliere la lingua giusta e le prime parole che i bambini imparano a leggere non sono oramai piú quelle degli oggetti dell’aula scolastica o dei componenti della famiglia, ma i titoli e i sottotitoli del dvd. La parola “Enter” fa ormai parte di un moderno vocabolario di base, importante da saper leggere, altrimenti il dvd non parte!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Semmai agli educatori fa riflettere il fatto che ciò che viene visto diventa per il ragazzo a poco a poco piú significativo di ciò che si è vissuto. E se è vero che l’immagine è l’espressione della contemporaneità&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn2" name="_ftnref2"&gt;[2]&lt;/a&gt;, assume particolare importanza un evento come Castellinaria che propone attività in cui la ragazza e il ragazzo sono invitati a ragionare su quello che hanno visto. Dunque contemporaneità non supinamente accettata, ma parte di essa, da costruire insieme agli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi piace la preoccupazione di introdurre anche in un film ricco di immagini vivaci e di parole gridate al vento momenti di poesia che inducano chi guarda a riflettere e a sognare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggo nel testo di presentazione di uno dei film in cartellone: “Tutti hanno un sogno, e sognare non è mai una cosa stupida.” E’ quel vissuto di cui ho detto prima, attraverso il quale la ragazza e il ragazzo diventano grandi e forgiano il loro carattere. Cambieranno idee ed esperienze, ma i tratti peculiari di un carattere nascono e si sviluppano presto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono due temi, legati ai film in programma, che hanno attirato la mia attenzione e penso anche l’attenzione di chi, per sua missione, è chiamato a educare i giovani: il tema dell’impegno per arrivare a un risultato e il tema del diverso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è, infatti, da poco attirare l’attenzione delle ragazze e dei ragazzi sul fatto che – cito - “per affrontare la realtà della vita ci vuole impegno e fatica e non si può pensare solo al divertimento e al piacere”.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn3" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn3" name="_ftnref3"&gt;[3]&lt;/a&gt; Viviamo purtroppo in un mondo in cui la realtà è troppo spesso presentata – e gridata - come qualcosa in cui tutto è semplice ed è ottenibile facilmente e subito (persino a diventare milionari da un giorno all’altro).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sappiamo che cosa vuol dire non essere in grado di affrontare le difficoltà prima di tutto nella scuola, ma sopra tutto nella vita. Sappiamo che cosa vuol dire pensare che la soluzione consista nel perdersi in una realtà virtuale nella quale affogare le proprie difficoltà, con l’illusione di uscirne sani e salvi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è altrettanto importante far capire che anche – cito - “il diverso è portatore di valori che vanno rispettati”&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn4" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn4" name="_ftnref4"&gt;[4]&lt;/a&gt;. In un momento di greggi con pecore bianche e pecore nere, è fondamentale infondere già nei ragazzi il senso del rispetto di chi ha dietro di sé storie diverse, magari anche tristi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ la realtà di molte classi delle nostre scuole. E come sarebbe bello se la convivenza senza problemi che si può vedere a livello di bambine e di bambini delle scuole dell’infanzia rimanesse intatta anche negli anni successivi, compresi gli anni degli adulti. E non dimentichiamo che in molte persone c’è anche – cito – “il desiderio opposto a quello dell’emigrazione: voler tornare a casa&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn5" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn5" name="_ftnref5"&gt;[5]&lt;/a&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre in questo ambito che non è altro che quello dell’integrazione, c’è una frase che fa riflettere: “C’è ancora lo sport che può però aiutarli.”&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn6" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn6" name="_ftnref6"&gt;[6]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dirigo un Dipartimento che si occupa anche di sport. Si stanno scrivendo di questi tempi – ma è anche storia di un passato recente – pagine poco edificanti sul mondo dello sport, pagine di cattivo esempio per le ragazze e i ragazzi che si avvicinano a quel mondo. Dobbiamo impegnarci per uno sport pulito, che sia occasione per acquisire il senso dell’amicizia e della tolleranza e il rispetto dell’altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Castellinaria insegna alle ragazze e ai ragazzi a leggere il linguaggio delle immagini, a capirlo e a interpretarlo. Vuol dire cercare di capire situazioni completamente diverse da quelle che viviamo quotidianamente qui da noi. Vuol dire anche aprirsi al mondo e in questo senso Castellinaria è una finestra sul mondo con il compito precipuo di accompagnare i giovani alla sua scoperta e alla miriade di realtà di cui è composto e delle quali veniamo a conoscenza attraverso chi ha scelto di vivere con noi o di seguire le stesse scuole dei nostri figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rinnovo dunque la riconoscenza dell’autorità cantonale – agli organizzatori, agli sponsor e tutte le persone coinvolte in un modo o nell’altro nella manifestazione. Mi congratulo per quello che Castellinaria offre alla popolazione e per i problemi che le immagini presentate suscitano in chi le vede, nella speranza che aiutino ad affrontare con chiaroveggenza il futuro del paese che è poi il futuro delle ragazze e dei ragazzi che oggi si esprimono sui film in cartellone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie dell’attenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;[1]&lt;/a&gt; Giuseppe Pannicelli di e-generation&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref2" name="_ftn2"&gt;[2]&lt;/a&gt; Giuseppe Tornatore&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn3" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref3" name="_ftn3"&gt;[3]&lt;/a&gt; Fiaba dei tre porcellini&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn4" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref4" name="_ftn4"&gt;[4]&lt;/a&gt; Il brutto anatroccolo di Andersen&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn5" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref5" name="_ftn5"&gt;[5]&lt;/a&gt; Testo “A grandi passi”, www.castellinaria.ch&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn6" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref6" name="_ftn6"&gt;[6]&lt;/a&gt; Nota 5&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-7308592548637493269?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/7308592548637493269/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=7308592548637493269' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/7308592548637493269'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/7308592548637493269'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/inaugurazione-di-castellinaria-2007.html' title='Inaugurazione di Castellinaria 2007'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-4084755142125968487</id><published>2007-11-19T07:51:00.000+01:00</published><updated>2007-11-19T07:55:10.014+01:00</updated><title type='text'>Saluto all’Assemblea generale ordinaria dell’Associazione cantonale ticinese di ginnastica (ACTG)</title><content type='html'>(Saluto di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - all’Assemblea generale ordinaria dell’Associazione cantonale ticinese di ginnastica - ACTG - del 17 novembre 2007 a Chiasso)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signor presidente,&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vi porgo il cordiale saluto dell’autorità cantonale e il mio in particolare, come responsabile del dipartimento che si occupa anche di sport. Quando, qualche anno fa, la denominazione del dipartimento è stata completata con la parola “sport” non si è trattato di un atto formale, ma della consapevolezza che lo sport, e dunque la ginnastica, fa parte dell’educazione dei giovani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Circa tre anni fa, la Conferenza dei direttori della pubblica educazione aveva identificato diversi obiettivi, a cui mirare con la pratica dello sport, poi riassunti nella carta dei diritti del giovane e in quella del fair play e con i quali la vostra Associazione è confrontata nelle sue varie attività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attraverso la pratica dello sport&lt;br /&gt;- si prova un sentimento di piacere&lt;br /&gt;- si impara a rispettare la natura&lt;br /&gt;- a esprimersi attraverso il movimento&lt;br /&gt;- a esplorare le proprie possibilità&lt;br /&gt;- a riconoscere i propri limiti&lt;br /&gt;- a rispettare l’avversario e le regole del gioco&lt;br /&gt;- a essere tolleranti&lt;br /&gt;- a vivere nuove esperienze di vita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raggiungere questi obiettivi vuol dire accompagnare i giovani&lt;br /&gt;- a conoscere se stessi&lt;br /&gt;- a capire il mondo&lt;br /&gt;- a condurre una vita dignitosa&lt;br /&gt;- a sviluppare le proprie capacità&lt;br /&gt;- ad accettare la presenza di altri giovani, diversi da noi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto fa l’Associazione cantonale ticinese di ginnastica è tanto più meritevole, in quanto&lt;br /&gt;- fa da complemento all’attività ginnica praticata nelle scuole;&lt;br /&gt;- collabora a creare un equilibrio tra scuola e sport in funzione della formazione della personalità del giovane, ed è qui che risalta il lato educativo della pratica dello sport;&lt;br /&gt;- promuove la cooperazione tra partner pubblici e privati, secondo il principio della sussidiarietà, sulla base del quale lo Stato pone le premesse per la promozione e la pratica delle attività sportive. A tale proposito è da sottolineare l’uso razionale delle infrastrutture sportive dello Stato da parte delle società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è qualcosa che ci accomuna tutti quanti, quando pratichiamo lo sport e siamo responsabili della formazione dei numerosi giovani che formano i ranghi di un’ Associazione come la vostra: quel qual cosa è la trasmissione dei valori dello sport, come l’amicizia, la tolleranza, il rispetto degli altri, e – ma potrebbe essere il primo valore di una lunga lista – l’impegno per così dire a “giocare puliti” per uno sport altrettanto “pulito”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per dire che nella vita, come nello sport, niente ci è dato senza sacrifici e senza sforzi. Tentare di aggirare l’ostacolo vuol dire mentire a se stessi e agli altri. La vita nel mondo dello sport ci insegna che è facile cadere dall’altare nella polvere e che oltre un certo limite non è lecito barare. Lo dimostra la storia dello sport di questi tempi, - come in un recente passato – purtroppo ricca anche di pagine ingloriose, di cui qualche volta ci si può anche vergognare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So che nelle vostre palestre si respira un’aria di sana competizione e che si suda tanto per raggiungere un traguardo. Conosco la costanza di chi studia, movimento dopo movimento, un esercizio a un attrezzo perché ne esca un’esecuzione piena di ritmo e di armonia. Conosco l’impegno delle monitrici e dei monitori, le gioie e le delusioni di un momento. In una palestra si succedono momenti di grande soddisfazione e di delusione, così come nella vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi interesserà per concludere sapere, anche perché non avete ancora discusso il preventivo, che il Dipartimento, grazie al Fondo Sport Toto, è intenzionato a confermare anche per i prossimi anni il contributo straordinario per favorire la promozione e il consolidamento dello sport in ambito giovanile con il rinnovo della misura a favore delle federazioni sportive cantonali, pari almeno al 40% del sussidio ordinario alle federazioni del 1°gruppo.&lt;br /&gt;Prorogheremo sino al 2010 anche l’azione speciale per il sostegno finanziario alle federazioni e alle società sportive per l’acquisto di veicoli di trasporto, i così detti mini bus,&lt;br /&gt;azione coronata da grande successo e che va ad aumentare la sicurezza dei trasporti dei nostri giovani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E in Dipartimento stiamo inoltre seriamente valutando, e una decisione potrebbe cadere già nelle prossime settimane, di costituire un credito annuo prelevato sempre dal Fondo Sport Toto, per il sostegno di centri regionali di allenamento e di formazione per sportivi d’élites in età giovanile gestiti dalle federazioni sportive cantonali. Misura che verrebbe incontro alle aspettative dell’ACTG molto attiva, e con risultati lusinghieri, in questo ambito con il progetto pilota al CST di Tenero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;Grazie di quello che fate perché la nostra gioventù decida di venire in palestra piuttosto che frequentare magari altri lidi, in cui si fabbricano realtà virtuali dalle quali è poi difficile uscire.&lt;br /&gt;Un grazie particolare da parte di chi è convinto che lo sport fa parte dell’educazione della cittadina e del cittadino di domani. Questo è il vostro grande merito.&lt;br /&gt;Un augurio di buon lavoro a questa assemblea e di un futuro in cui non venga mai meno la consapevolezza di lavorare per i giovani, che vuol dire lavorare per tutta la comunità, per il suo domani, per la qualità della sua esistenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-4084755142125968487?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/4084755142125968487/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=4084755142125968487' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/4084755142125968487'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/4084755142125968487'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/saluto-allassemblea-generale-ordinaria.html' title='Saluto all’Assemblea generale ordinaria dell’Associazione cantonale ticinese di ginnastica (ACTG)'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-1876325935351295344</id><published>2007-11-19T07:48:00.000+01:00</published><updated>2007-11-19T07:51:31.483+01:00</updated><title type='text'>Presentazione della mostra per i lavori di restauro del Palazzo degli studi di Lugano</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - per la Presentazione della mostra per i lavori di restauro del Palazzo degli studi di Lugano di venerdì 16 novembre 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signor direttore del liceo di Lugano&lt;br /&gt;Membri del Consiglio di direzione, docenti, allieve e allievi, signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sono qui anzitutto per ascoltare le esposizioni dei progettisti e degli addetti ai lavori e per vedere la mostra, evito dunque lunghi discorsi e mi permetto pertanto soltanto di brevemente ripercorrere alcuni passaggi della storia che hanno visto la nascita di questo palazzo.&lt;br /&gt;Già ai primi dell'800 il Gran Consiglio della giovane Repubblica e Cantone Ticino invitò il Governo a dare le necessarie disposizioni affinché si ponesse mano all'istituzione di un Liceo cantonale. Da poco il Ticino era uscito da 300 anni di dominazione svizzera, per dirla con il Franscini da "quella maledetta servitù di tre secoli che fece gli uomini dell'un baliaggio stranieri a quei dell'altro".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il liceo di Lugano ha da poco compiuto 150 anni, più di 100 dei quali trascorsi nel Palazzo degli studi che ci ospita oggi. Lascio, come detto, volentieri agli specialisti il compito di presentare il progetto di risanamento dell'involucro del Palazzo degli studi, un progetto necessario sotto molti punti di vista.&lt;br /&gt;Un risanamento necessario, che verosimilmente si realizza un po’ in ritardo, ma che è comunque l’espressione della volontà politica di governo e parlamento di voler salvaguardare un edificio di importanza storica, sia dal profilo architettonico, sia e soprattutto per quello che ha rappresentato e rappresenta per la crescita intellettuale e culturale di un Ticino moderno e votato al progresso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 4 dicembre 1904 fu segnato da un grande avvenimento per la Città e per il Cantone tutto: "l'inaugurazione officiale del Palazzo degli studi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cronache dell'epoca&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;[1]&lt;/a&gt; dissero che "La cerimonia riuscì modesta, quasi famigliare, ma solenne nello stesso tempo". "Il Palazzo sorge maestoso, degno d'ospitare la futura Università della Svizzera Italiana, e la facciata artisticamente ricca e corretta .. desterà l'ammirazione dei visitatori che la scopriranno dietro i vetusti alberi della villa Ciani. L'esterno aspetto è regale non è per nulla affievolito dalla ripartizione degli ampi locali. Gli scaloni rammentano lontanamente il Palazzo Federale. Fin dall'entrare, la sovrabbondante ricchezza di spazio e di luce vivamente impressiona ed un pensiero corre spontaneo alla mente: questo è un tempio degno dell'arte e della scienza".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Le effigie di uomini benemeriti (Franscini, Lavizzari, Cattaneo, ecc.) la cui memoria è cara a tutti i ticinesi, si ammirano sugli scaloni e nei corridoi - doveroso tributo di affetto a quei grandi, costante esempio di virtù civile e di amore alla scienza per la nostra gioventù".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cerimonia di inaugurazione si tenne al terzo piano, con la musica di Lugano che allietava il pubblico "numeroso e distinto".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continuano le cronache dell'epoca: "Poi s'alzò a parlare l'on. Simen. Il Palazzo degli studi è una delle migliori opere colle quali il Ticino intese festeggiare il primo centenario della propria autonomia. Dall'antica casa dei Somaschi i giovani studenti sono passati in questo edificio maestoso nel quale la geniale arte costruttiva profuse le sue ricchezze, mirando a che l'imponenza e l'armoniosità avessero per base le ragioni d'igiene. Alcuni pensano che s'è fatto troppo in grande: è un errore. L'opera non è per oggi soltanto. Si deve precorrere i bisogni dell'avvenire".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Simen passò in quell'occasione in "rassegna l'opera compiuta dallo Stato per l'istruzione secondaria e superiore, dalla legge del 28 maggio 1832 che istituiva le scuole maggiori e di disegno … a quella del 9 giugno 1852 che fondava il Liceo e ginnasio cantonale di Lugano e le scuole tecnico-ginnasiali di Mendrisio, Bellinzona, Locarno, Pollegio".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egli concluse con un pensiero rivolto ai giovani: "di qui sortano dei giovani educati alla vita, soldati del dovere, apostoli dell'ideale e della scienza. Si rifugga dallo scetticismo che tarpa le ali d'ogni identità".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"In nome della Repubblica e del popolo egli inaugura questo edificio che sarà indice ai presenti ed ai venturi del progresso conseguito e della solida educazione nella quale il paese affida".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo intervento fu accolto da "vivissimi applausi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Palazzo degli studi ha poco più di 100 anni. Il mondo è cambiato in tutto. Gli spezzoni di articolo che ho appena citato poco fa ci ricordano che non sono però cambiati gli ideali e i principi, anzitutto quelli per così dire “fransciniani”, come la necessità di garantire a tutte e a tutti una solida educazione, la fiducia che ci porta a credere nel progresso, nell'arte e nella scienza oppure la necessità  di pensare non solo ai bisogni presenti, ma di anticipare quelli dell'avvenire. Sono proprio stati grandi, e a loro dobbiamo molta riconoscenza, questi politici di altri tempi che hanno gettato le basi per la costruzione del Ticino moderno così come lo conosciamo oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coraggio, spinta ideale, capacità di guardare al futuro: è con questo spirito che a nome del Consiglio di Stato saluto i lavori di risanamento dell'involucro di un edificio tanto caro ai luganesi e a tutti coloro che hanno studiato e studieranno fra queste pareti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;[1]&lt;/a&gt; Corriere del Ticino, 5 dicembre 1904&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-1876325935351295344?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/1876325935351295344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=1876325935351295344' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/1876325935351295344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/1876325935351295344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/presentazione-della-mostra-per-i-lavori.html' title='Presentazione della mostra per i lavori di restauro del Palazzo degli studi di Lugano'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-6106602996078930494</id><published>2007-11-16T11:03:00.000+01:00</published><updated>2007-11-16T11:06:00.240+01:00</updated><title type='text'>Consegna dei diplomi della Scuola superiore medico-tecnica di Locarno</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - in occasione della Consegna dei diplomi della Scuola superiore medico-tecnica di Locarno del 15 novembre 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signor Direttore,&lt;br /&gt;Signor Capoufficio della formazione sanitaria e sociale,&lt;br /&gt;Signore e signori docenti e operatrici e operatori pubblici e privati,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;partecipo con grande piacere a questa cerimonia di consegna dei diplomi di tecnico in analisi biomediche (5 diplomati) e di tecnico in radiologia medica (6 diplomati), che mi offre l'occasione di congratularmi con i neodiplomati, ma anche di ringraziare pubblicamente docenti, datori di lavoro, parenti, amici e tutti quanti, qui presenti o no, hanno contribuito a raggiungere questo importante risultato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima della consegna ufficiale dei titoli di studio e dei meritati festeggiamenti ai neodiplomati permettetemi solo alcune considerazioni sugli studi che avete appena concluso e sull'evoluzione degli stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima considerazione riguarda la qualità della scuola e la sua vicinanza con il mercato del lavoro. Infatti, devo constatare con soddisfazione che da quanto mi ha indicato la Direzione tutti i neodiplomati hanno già trovato un posto di lavoro - chi in Ticino e chi anche oltre Gottardo - il che testimonia la validità della formazione teorica e pratica che viene impartita da questa scuola e dagli istituti di formazione pratica in cui avete svolto gli stages. E' del resto una conferma che in Svizzera il fabbisogno di personale in questo settore d'attività rimane elevato e che il titolo da voi acquisito viene riconosciuto e apprezzato sia sul piano cantonale che nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D'altro canto la Scuola superiore medico-tecnica di Locarno si sta sempre più profilando come un vero e proprio centro di competenza nel campo della formazione in diagnostica del settore sanitario, a vantaggio evidentemente delle strutture di analisi e di ricerca nel Cantone, ma anche di altri istituti di formazione. Basti citare ad esempio che la scuola collabora ormai in modo consolidato con attività di formazione rivolte a docenti ad allievi dei licei cantonali e che ormai già da alcuni anni organizza corsi di biologia molecolare per la Scuola cantonale dei tecnici in analisi biomediche del Canton Neuchâtel, che so essere particolarmente apprezzati dall'istituto neocastellano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda considerazione riguarda gli sviluppi prospettati per la scuola. E' risaputo che il mondo del lavoro in cui operate è estremamente innovativo ed è caratterizzato da un notevole dinamismo e dalla rapida evoluzione tecnologica. Ciò implica per tutti quanti lavorano in questo contesto la necessità di mantenersi aggiornati e di curare costantemente la propria crescita professionale ma anche, per la scuola, di rivedere continuamente programmi e contenuti di formazione per garantire livelli di competenza aggiornati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti la scuola è alla vigilia di importanti cambiamenti dettati dai nuovi piani-quadro che saranno emanati fra pochi mesi a livello federale e che permetteranno di incrementare l'interazione fra teoria e pratica attraverso il cosiddetto "training e transfert". Un miglioramento che certamente imporrà ai partner della formazione - scuola e luoghi di stage - un maggior impegno formativo, che consentirà però di ottenere - stando alle esperienze maturate oltre Gottardo - risultati ritenuti molto positivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La terza e ultima considerazione riguarda – è ormai un tema ricorrente – i riflessi finanziari di questi sviluppi. Sono ben consapevole che gli sviluppi prospettati potranno avere ripercussioni finanziarie per gli istituti di formazione pratica, laboratori e centri sanitari, i luoghi in cui si svolge una parte importante del ciclo di studi delle scuole specializzate superiori del settore sanitario e medico tecnico. Gli istituti di formazione pratica sono stati confrontati finora anche con l’impegno finanziario determinato dal versamento delle retribuzioni agli allievi che fra l'altro non hanno permesso di aumentare la disponibilità di posti di stage e quindi, in definitiva, di offrire ai giovani ticinesi un maggior numero di posti di formazione in questo settore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio per ovviare a questi problemi abbiamo deciso di introdurre a partire da questo anno scolastico una nuova modalità di retribuzione degli allievi che frequentano le scuole superiori del settore sociosanitario. Il nuovo sistema garantisce da una parte agli allievi una retribuzione mensile regolare di 800 franchi durante i tre anni di studio, versata dalla scuola, e, dall'altra, la fatturazione all'istituto di pratica dei soli mesi effettivi di stage, con una spesa ridotta di un terzo circa rispetto alle retribuzioni attuali. Questi risparmi per gli istituti di formazione pratica dovrebbero perciò liberare le risorse finanziarie necessarie per assorbire il maggior impegno richiesto per la formazione degli allievi nell’ambito del cosiddetto “training &amp;amp; transfert” e – lo spero vivamente - per poter incrementare il numero dei posti di formazione messi a disposizione della scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludo: le misure prese sul piano federale e cantonale con i nuovi programmi e con i nuovi flussi finanziari e la stretta collaborazione con le associazioni professionali dei tecnici in analisi biomediche e dei tecnici in radiologia medica dovrebbero contribuire a rafforzare ulteriormente il ruolo di centro di competenza della scuola sul territorio cantonale, non solo per la formazione di base ma anche per sviluppare con le organizzazioni del mondo del lavoro un programma di formazione continua secondo il sistema di accreditamento che è attualmente in fase di progettazione in accordo con una prestigiosa istituzione sanitaria lombarda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' con questo auspicio che chiudo il mio intervento rinnovando ai neodiplomati le mie più vive congratulazioni per il risultato raggiunto e augurando loro un futuro professionale e personale ricco di soddisfazioni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-6106602996078930494?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/6106602996078930494/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=6106602996078930494' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/6106602996078930494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/6106602996078930494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/consegna-dei-diplomi-della-scuola.html' title='Consegna dei diplomi della Scuola superiore medico-tecnica di Locarno'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-7610649178775724060</id><published>2007-11-14T08:02:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T08:03:51.217+01:00</updated><title type='text'>Conferenza stampa per la messa in rete del CSCS</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - durante la Conferenza stampa per la messa in rete del CSCS del 12 novembre 2007 a Lugano)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentili Signore e Signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto di messa in rete del CSCS si inserisce nel contesto più ampio del "Ticino della conoscenza" i cui obiettivi sono descritti nelle linee direttive elaborate dal Governo. Lo sviluppo delle formazioni universitarie - e in particolare della ricerca a sostegno di un solido contesto scientifico residente - costituiscono l'elemento centrale di una politica universitaria in grado di sostenere lo sviluppo economico, sociale, culturale e scientifico del Cantone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello specifico, il progetto va contestualizzato nel credito quadro generale stanziato dallo Stato per la ricerca scientifica, attingendo al capitale di 70 milioni di franchi liberato grazie al versamento dei proventi dell'oro della BNS.&lt;br /&gt;È un progetto dapprima letteralmente “inventato” e poi fortemente voluto dal DECS, che ha del resto dovuto superare non poche resistenze e convincere qualche scettico, ma che ha sin dall’inizio avuto come obiettivo quello di finanziare progetti di ricerca come quello che viene presentato oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel definire il finanziamento di sostegno alla ricerca, il DECS ha identificato dapprima i poli di eccellenza già affermati o emergenti sul territorio. Accanto al settore biomedico (che ha già raggiunto una solida reputazione internazionale) è emersa anche l'importanza crescente del settore dell'informatica di punta. In questo senso, la presenza sul territorio del CSCS non poteva essere assolutamente ignorata, nonostante alcuni problemi gestionali legati allo stesso. Anzi, proprio per consolidare la valenza territoriale del CSCS, il Cantone ha voluto lanciare un segnale che permettesse lo sviluppo di una collaborazione scientifica concreta con le istituzioni locali che hanno valenze affini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è dunque pensato non solo agli istituti che si occupano di informatica nei nostri due atenei, ma di strutturare un vero e proprio consorzio che includesse anche gli istituti di ricerca nel settore biomedico. Non si tratta di una scelta casuale: da qualche anno il settore delle scienze biologiche si avvale infatti sempre di più di capacità di super-computing (super calcolo) per l'elaborazione di modelli molecolari o fisiologici complessi. I due istituti sul nostro territorio (IRB e IOSI) hanno già progetti avanzati in tal senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella riflessione strategica che ha portato alla struttura finale di progetto che vi verrà presentata nel dettaglio fra poco dai responsabili scientifici dei vari istituti, non si sono dimenticati anche i segnali derivanti dai progetti di cooperazione e innovazione della Confederazione, di cui uno specificatamente dedicato alle nano-apparecchiature ed alle loro esigenze di calcolo super-dimensionato in tempo reale. L'idea di sostenere lo sviluppo dell'informatica di punta coincide quindi con una strategia condivisa a livello federale, nella quale il nostro Cantone  può (e vuole) inserirsi a pieno titolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tramite il sostegno ad un'iniziativa interdisciplinare come la messa in rete del CSCS, Il Cantone ha dimostrato la chiara volontà di fare dialogare in modo sinergico e costruttivo le migliori valenze scientifiche e tecniche presenti sul territorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi non abbiamo la pretesa, come scioccamente preteso da qualcuno, di diventare il, sottolineo “il”, campus universitario del centro Europa imitando Haward e Berkeley, anche perché USI e DECS sono diretti da due montanari abituati a fare il passo secondo la gamba, ad avanzare passo dopo passo, ma comunque a progredire e a raggiungere le cime rispettivamente i traguardi che si sono prefissati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non siamo nemmeno degli sprovveduti senza idee, come ha scritto qualcuno ancora poche settimane fa che non ha capito che uno dei progetti per il futuro del Ticino che guarda avanti, quello giustamente preconizzato dal presidente Piero Martinoli, quello di creare una collaborazione fra IRB, IOSI, USI e SUPSI, non è un sogno nel cassetto, ma qualcosa di concreto già pronto per essere consegnato alla fase operativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E anche su altri progetti del Ticino della conoscenza e della ricerca noi stiamo lavorando seriamente per consolidare quanto è stato realizzato, ciò che non è sempre così scontato, e per individuare nuove strategie da seguire consapevoli che lo sviluppo di questo paese in termini di produzione di ricchezza e di posti di lavoro, nonché di crescita culturale ed intellettuale passa proprio da questa capacità di trasformare le buone idee in fatti concreti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Confido infine che anche il Politecnico di Zurigo comprenda lo sforzo che il Cantone Ticino produce per consolidare la presenza sul territorio ticinese del CSCS e che si adoperi per reperire tutte le risorse necessarie dalla Confederazione per finanziare la strategia nazionale per il calcolo ad alta potenza e la sua messa in rete. Ciò che permetterà di creare un vero polo di eccellenza e di dare alla Svizzera italiana, quale parte integrante di questo paese, la possibilità di collocarsi con un forte valore aggiunto nel paesaggio universitario svizzero e favorire la sua visibilità sulla scena internazionale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-7610649178775724060?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/7610649178775724060/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=7610649178775724060' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/7610649178775724060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/7610649178775724060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/conferenza-stampa-per-la-messa-in-rete.html' title='Conferenza stampa per la messa in rete del CSCS'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-2772423615103286718</id><published>2007-11-14T08:00:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T08:02:25.771+01:00</updated><title type='text'>HCAP 70 anni Club</title><content type='html'>HCAP 70 anni Club in un intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - del 11 novembre 2007 a Bellinzona)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presidente, dirigenti, giocatori, amiche e amici dell'Ambrì&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;oggi è una giornata speciale anche per il tendone del circo Knie: non ci sono i leoni né gli elefanti. Ci sono invece i tifosi dell'Ambrì, quelli veri, quelli che sarebbero pronti a metter sotto i pattini anche su una pista circolare non fatta di ghiaccio, ma di trucioli (da resegadüsc) tanto è l'amore per una squadra che accompagniamo, da 70 anni, con passione e fierezza tanto nei momenti di gioia (quando vinciamo per intenderci) e quanto con un po' di magone in gola quando il tabellone ci dà sconfitti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci sono i funamboli, gli equilibristi, gli acrobati che ci fanno venire i brividi alla schiena solo a guardarli, ma ci sono i nostri giocatori che partita dopo partita ci fanno vivere momenti di suspence, di emozioni, di eccitazione quando inseguono come gazzelle (ci saranno poi anche al circo?) il puck.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei loro movimenti, i nostri giocatori sono forse meno eleganti delle trapeziste che volteggiano a dieci metri da terra, ma la loro velocità, potenza, precisione ci fanno venire il batticuore. Quello del batticuore è il destino di noi tifosi anche di chi, fra di noi, un tempo ha calzato i pattini per pattinare sul ghiaccio da una parte all'altra della pista e che oggi, con qualche capello bianco, s'infuria in tribuna quando il disco non va dove vorrebbe che andasse, cioè in porta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con un po' di retorica diciamo allora che la Valascia è il nostro Tempio che ci fa sognare, così come ci fa ha fatto sognare il circo Knie quando da bambini entravamo in questo magico tendone, gli occhi strabuzzati quasi uscissero dalle orbite sospesi in aria per la meraviglia e l'incredulità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia dell'Ambrì è un po' la storia della nostra Valle, fatta di passioni, di orgoglio, di sentimenti di unità attorno al nostro Club del cuore. Una storia scolpita nella nostra memoria, fatta di nomi come Bob Kelly o Bixio Celio - che magari, prima di giocare la partita, dovevano spalare un po' di neve - oppure come…………….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Auguri e grazie a tutti, dai dirigenti ai giocatori, dagli allenatori ai tifosi, dai simpatizzanti ai volontari per questo importante traguardo. I primi 70 anni non sono pochi, li abbiamo percorsi con il nostro "passo montanaro" che è espressione di lungimiranza, di chi vuole sempre raggiungere la vetta. Perché questo è il nostro obiettivo, questa è la nostra ragione di vita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-2772423615103286718?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/2772423615103286718/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=2772423615103286718' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/2772423615103286718'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/2772423615103286718'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/hcap-70-anni-club.html' title='HCAP 70 anni Club'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-2512819851012443773</id><published>2007-11-14T07:59:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T08:00:47.692+01:00</updated><title type='text'>Inaugurazione mostra Franscini a Faido</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - per l'inaugurazione mostra Franscini a Faido del 5 novembre 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signor Sindaco,&lt;br /&gt;gentili signore,&lt;br /&gt;egregi signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;intervengo, credo per la sesta volta in occasione di manifestazioni per la commemorazione del 150° anniversario della morte di Stefano Franscini. Lo faccio con ancora maggior entusiasmo e coinvolgimento personale qui a Faido, Comune che ospita nella piazza a lui dedicata la statua inaugurata nel 1896 in occasione del centesimo della sua nascita con quella scritta che tutti noi, che attorno a quel monumento abbiamo giocato giorno dopo giorno nelle pause scolastiche, abbiamo impresso nella memoria: “All’educatore, storico e statista insigne”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché il Franscini non fu soltanto il padre della pubblica educazione, come tutti noi lo ricordiamo, non fu soltanto maestro, educatore e pedagogista, egli fu studioso di storia patria, di economia politica e anzitutto di statistica, della quale fu precursore con opere fondamentali, penso in particolare al suo capolavoro “La svizzera italiana” che lo fece conoscere ed apprezzare anche al di fuori dei confini cantonali e nazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu anche pubblicista formidabile, capace con la sua fervida e acuminata penna di far crollare i governi e di porre le basi per le riforme di cui aveva bisogno un Paese che si doveva incamminare sulla via del Progresso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu protagonista di una lunga e appassionata carriera politica che lo portò sino a sedere nelle supreme magistrature dello Stato: segretario di Stato prima, Consigliere di Stato poi e infine Consigliere federale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma fu anche deputato alla Dieta, capace di dirimere complessi problemi doganali, postali, commerciali, così come seppe assumere compiti diplomatici per affrontare alcune delicate missioni, ad esempio nell’esacerbato Vallese del dopo Sonderbund o tra le truppe mercenarie svizzere al soldo del re di Napoli, accusate di massacri nei confronti di rivoltosi durante i moti popolari del 48.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Franscini aveva una forma mentis anche scientifica che gli permise di approfondire aspetti, ad esempio sulla flora e la fauna nella zona di Piora, che ancora oggi formano oggetto di studi e ricerche che lui in qualche modo già aveva approfondito duecento anni fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attitudini ad approcci scientifici che gli permisero, non solo di essere ricordato come il padre della statistica svizzera, ma che gli fecero intuire l’importanza delle professioni tecniche e scientifiche con la creazione, per merito suo, e non tanto dell’Escher, del Politecnico federale di Zurigo.&lt;br /&gt;Ma evidentemente anche qui a Faido il prestigio del Franscini è legato in maniera indissolubile alla scuola, la scuola pubblica (quando giocavamo attorno al monumento in piazza lo si indicava, non sempre con ammirazione, come quello che “ha inventato la scuola”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno seppe sintetizzare meglio dello storico Giuseppe Martinola quello che Stefano Franscini concretamente fece per la scuola ticinese:&lt;br /&gt;Ci volevano scuole: le creò.&lt;br /&gt;Ci volevano libri: li scrisse.&lt;br /&gt;Ci volevano maestri: li preparò.&lt;br /&gt;Ci volevano leggi: le dettò.&lt;br /&gt;Ci volevano denari:li trovò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egli partì con le sue riforme scolastiche praticamente da zero: anche se è vero che nel 1804 il Cantone si era dotato di una legge che stabiliva come in “ogni Comune vi sarà una scuola ove si insegnerà almeno a leggere e scrivere ed i principi di aritmetica”.&lt;br /&gt;Legge che di fatto rimase lettera morta, ritenuto che non vi erano docenti preparati all’insegnamento, non vi erano locali adatti al di fuori delle sacrestie delle parrocchie, non c’era il tempo e l’attitudine giusta per istruirsi in un paese poverissimo ove i giovani erano anzitutto forze lavoro irrinunciabili nelle attività domestiche ed agricole. Non vi era nemmeno una parità di istruzione tra bambini e bambine: con riguardo all'istruzione femminile tuonò: "va male per i maschi; ma va peggio per le femmine".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Franscini cambiò le cose con l’entrata in governo cantonale nel 1830, dopo la riforma costituzionale del 29 affrontata come segretario di Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi propongo alcune riflessioni sull'azione realizzativa di Franscini. Un Franscini che entra nel Governo cantonale nel 1830, dopo la riforma costituzionale del ‘29, come segretario di Stato, alternando questa carica a quella di Consigliere di Stato fino al 1848.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scuola elementare venne fortemente potenziata per meglio diffondere l’istruzione indispensabile a tutti, anche ai più poveri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando Franscini, nel 1848, divenuto Consigliere federale, si apprestava a partire per Berna, in Ticino non si contavano ormai più comuni senza scuola. Le scuole elementari risultavano frequentate complessivamente dal 77% delle alunne e  dall’87% degli scolari obbligati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i traguardi raggiunti, uno dei più rilevantI, a detta dello stesso Franscini, fu l’istituzione&lt;br /&gt;dei corsi teorici-pratici di metodica, che consentirono, grazie ad una frequenza sempre crescente di insegnanti e aspiranti tali, un significativo innalzamento qualitativo dell’insegnamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il corpo insegnanti d’altronde, dai 150 maestri - per tre quarti ecclesiastici - salì a 430 unità (di cui 147 laici e 159 maestre), di cui la metà circa aveva seguito  la scuola di metodica, e abbandonato l’inefficace pratica individuale, per praticare il metodo simultaneo, propugnato da Franscini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1841 istituì la scuola maggiore, destinata ad una formazione più elevata per artigiani, commercianti, possidenti, agricoltori – coloro insomma che costituivano la gran parte del ceto medio di allora -,  che offriva lungo un ciclo triennale, l’insegnamento di principi di letteratura italiana, geografia, storia, elementi di storia naturale, economia agraria, contabilità, lingue vive, calligrafia, canto, ed esercizi militari, in funzione dell’educazione fisica e civile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altre riforme seguirono, l’azione realizzativa del Franscini fu ampia, costante ed incisiva: ma fondamentale fu il salto culturale che seppe generare nelle teste dei ticinesi che capirono che le ambizioni di crescita civile e di benessere dei cittadini di una comunità passavano attraverso l’istruzione  e l’educazione dei giovani. La scuola doveva diventare il luogo deputato all’educazione, educazione ai nuovi valori democratici, liberali e laici figli dell’illuminismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’educazione, ebbe modo di scrivere il Franscini, “è in uno Stato e della massima importanza e di prima necessità. Da lei dipende la formazione dei futuri cittadini”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il merito suo, che è di grandissima attualità per la crescita del Ticino della conoscenza che ruota oggi attorno a USI, SUPSI, ASP e istituti di ricerca, è quello di aver compreso come la scuola avesse un ruolo strategico nella realizzazione di quel progetto di modernizzazione e democratizzazione della società che egli chiamava “incivilimento”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lungi da me l’intenzione di elencare i meriti del Franscini, e ancor meno di ripercorrere le tappe della sua azione politica fra il Ticino e Berna. Consentitemi però di ricordare un aspetto qualche volta trascurato: quello del Franscini ribelle, dell’innovatore, del precursore di una visione della politica intesa come azione volta a promuovere e cementare lo sviluppo materiale del paese con il progresso delle menti. Quanto il Franscini proclama la necessità dell’”incivilimento del paese” pensa proprio a questa sintesi fra sviluppo materiale e maturità delle coscienze. Mi pare che, almeno in parte, il mistero del Franscini celebrato oggi, ma qualche volta sottovalutato, frainteso e addirittura ripudiato con fastidio dagli uomini del suo tempo, stia proprio in questi suoi atteggiamenti innovativi in politica: infastidiva il suo “J’accuse” senza appello rivolto ai colleghi parlamentari, agli appaltatori scellerati, ai politici avidi, che al bene generale anteponevano l’utile privato o tutt’al più l’egoismo regionale e corporativo, infastidiva la sua avversione alle fazioni e alle contrapposizioni rigide, infastidiva la sua condanna di ogni forma di esclusivismo e della faziosità esasperata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come leventinese, forse anche come uomo di montagna, sono sempre stato impressionato dalla semplicità, dalla modestia del Franscini che non ha mai tradito le sue origini, capace di accettare e persino di valorizzare con la forza e la dignità dei grandi le sue tribolazioni economiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è quanto enuncia una scritta che campeggia sulla lapide della tomba di famiglia nel cimitero di Bodio:&lt;br /&gt;“Nacque povero, visse povero, morì povero”, che riassume un tratto distintivo dell’esistenza del Franscini: le umili origini, malgrado le quali riuscì col suo ingegno e la sua tenacia a raggiungere le più alte cariche dello Stato, e soprattutto la povertà, che lo accompagnò anche quando era Consigliere federale, e che è rimasta impressa nelle coscienze di generazioni di Ticinesi, che quella dignitosa povertà hanno condiviso. Una povertà che secondo la mia lettura personale, già più volte espressa, rappresenta più che un destino, una scelta etica: la scelta di chi assume il compito, nei confronti dello Stato, di servirlo, anziché di servirsene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Integrità morale, spirito di abnegazione e di servizio, impegno per il bene comune, al di là dei vieti campanilismi e dalle faziosità politiche settarie; dopo la secolare inerzia della dominazione landfogtesca e i decenni dell’assolutismo dei landamani, la repubblica richiedeva una rigenerazione politica, che per essere tale doveva essere una rigenerazione della coscienza morale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Franscini la incarnò, eccome la incarnò questa rigenerazione etica e politica, guidando il Paese verso una difficile opera di modernizzazione, democratizzazione e liberalizzazione, durante una lunga e intensa carriera politica, che hanno evidenziato doti politiche e umane che gli permettono di essere ricordato anche dopo 150 anni dalla sua morte come il più grande uomo di Stato della storia del Cantone Ticino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io, che sono certamente un po’ di parte, lo considero il più grande dei ticinesi di tutti i tempi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-2512819851012443773?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/2512819851012443773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=2512819851012443773' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/2512819851012443773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/2512819851012443773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/inaugurazione-mostra-franscini-faido.html' title='Inaugurazione mostra Franscini a Faido'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-13871850583451809</id><published>2007-11-14T07:54:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:59:19.758+01:00</updated><title type='text'>Presentazione del libro “Il viaggiatore della parola”</title><content type='html'>"Presentazione del libro “Il viaggiatore della parola” sulla vita di G.B. Angioletti in Ticino"&lt;br /&gt;(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - del 4 ottobre 2007 a Ascona)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signor Ministro Console generale d’Italia (Pietromarchi),&lt;br /&gt;Professor Antonio Colombo,&lt;br /&gt;dott. Luca Saltini, autore della ricerca,&lt;br /&gt;signor Luciano Nessi, rappresentante di ICOFIN di Ascona,&lt;br /&gt;dottor Gerardo Rigozzi, direttore della Biblioteca cantonale di Lugano,&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l’evento culturale di questa sera mi suggerisce qualche riflessione di carattere generale, lasciando a chi prenderà la parola dopo di me – e ne ha la competenza – l’onore e il piacere di presentare la ricerca del dottor Saltini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima riflessione è uno sguardo indietro nella storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cammino della storia è costellato di anni o di tempi che gli storici definiscono “difficili”. La storia degli ultimi due secoli delle regioni in cui viviamo e di quelle a noi vicine, di là dalla linea di confine, insegna che proprio le vicende degli anni difficili hanno avvicinato le terre lombarde alle terre ticinesi. Le vicissitudini lombarde, quelle dei momenti critici della storia, hanno sempre influito, in un modo o nell’altro, sul comportamento dei ticinesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ capitato nell’Ottocento quando il giovane cantone Ticino si schierò dalla parte della popolazione lombarda nelle guerre d’indipendenza contro l’Austria. Il Ticino ebbe uomini politici che non cedettero alle minacce austriache, anche quando fu occupata una parte del suo territorio, o quando furono bloccate le frontiere, e nemmeno quando i ticinesi, espulsi dalla Lombardia, vennero accolti in patria. Sono stati anni di fame. Si chiamano proprio così: i fortini della fame, costruiti in vista di una possibile invasione delle truppe di Radezky.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ capitato nel Novecento, negli anni in cui l’Angioletti soggiornò nel nostro cantone, pur in una situazione politica completamente diversa. Il Ticino visse nuovamente anni difficili, con alle sue frontiere un paese in guerra e, di nuovo, con la reiterata minaccia di vedersi staccato dalla Svizzera. Il Ticino accolse i rifugiati militari e civili proprio “in quell’ora storica assurda e drammatica”&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;[1]&lt;/a&gt; come la definí Vincenzo Snider, allora professore di italiano alla Magistrale di Locarno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’arrivo di intellettuali e artisti venuti dall’Italia svegliò “una provincia sonnolenta”, come ebbe a dire Pio Ortelli&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn2" name="_ftnref2"&gt;[2]&lt;/a&gt;. Forse mai come in quegli anni i valori della cultura italiana furono affermati nel Ticino e in Svizzera con tanta forza e difesi accanto ai valori di uno Stato, la Svizzera, che accoglie dentro i suoi confini lingue e culture diverse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda riflessione concerne il nostro tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è qualcosa di amaro nel riassumerla in una domanda: nel discorso politico di oggi, in che considerazione sono tenuti i valori delle diverse culture che formano la Svizzera federalista?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diceva un politico&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn3" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn3" name="_ftnref3"&gt;[3]&lt;/a&gt; qualche decennio fa: “la vita culturale non coincide sempre con la forza del numero né con la potenza economica”. Forse un tempo gli ideali erano più profondamente radicati nell’animo degli svizzeri e dei suoi politici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco un esempio recente: ragioni di carattere economico hanno portato alla decisione delle camere federali di seguire il cantone economicamente più forte della Svizzera, il canton Zurigo: i cantoni sono liberi di insegnare come prima lingua straniera l’inglese al posto di una lingua nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La decisione non mette certo in pericolo il federalismo svizzero. Le drammatizzazioni non ci piacciono. Ma indebolisce il federalismo. Fa riflettere quell’assoluto predominio delle ragioni di carattere economico su quelle di natura politico-culturale, e non soltanto nel campo dell’insegnamento. E chi a Berna ha cercato di attirare l’attenzione su questo aspetto, è stato elegantemente rimbeccato dai colleghi.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn4" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn4" name="_ftnref4"&gt;[4]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la decisione preoccupa o deve preoccupare la Svizzera italiana, perché aumenta il pericolo che la lingua italiana – e dunque anche la cultura italiana - scompaia dai piani di studio della Svizzera tedesca e francese. E purtroppo siamo già a buon punto! Il Ticino rimane per intanto fedele alle sue decisioni secondo le quali lo studio delle lingue nazionali precede quello dell’inglese, anche se qualche voce ci rimprovera una certa mancanza di pragmatismo. Ma fino a quando perdurerà questa situazione non è dato di saperlo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La terza riflessione è uno sguardo verso il futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un passo decisivo per l’affermazione della sua identità culturale il Ticino lo ha fatto con l’apertura dell’università, alla quale si sono aggiunte altre scuole del terzo livello, istituti di ricerca che hanno acquisito rinomanza internazionale e una rete di biblioteche. Il progetto universitario si consolida oggi attraverso una fitta rete di collaborazioni locali e internazionali che consentono la produzione e la messa in rete del sapere. Diversi centri di eccellenza si trovano in Lombardia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla minaccia di un ridimensionamento della lingua e della cultura italiane a livello svizzero, il Ticino dunque reagisce, cosciente della propria forza e dei valori della propria cultura, attraverso iniziative che guardano al futuro e approfondimenti di capitoli del proprio passato, come è il caso di questa ricerca del dottor Saltini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ringrazio tutti gli enti e le persone che hanno reso possibile questo lavoro di ricerca e  in particolare ringrazio la ICOFIN di Ascona del contributo concesso per sottolineare il ventennale della sua esistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi felicito con il dottor Saltini del lavoro fatto, attraverso il quale si approfondiscono fatti salienti del nostro passato e della cultura italiana. Alle mie congratulazioni si aggiungono quelle del Consiglio di Stato ticinese e mi auguro che lo studio intrapreso risvegli la curiosità di molti studiosi e no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie dell’attenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;[1]&lt;/a&gt; Citato da Marino Vigano in Storia del Cantone Ticino, Il Novecento, a cura di Raffaello Ceschi, pag. 543, edizione Stato del Cantone Ticino&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref2" name="_ftn2"&gt;[2]&lt;/a&gt; Ibidem, pag. 543&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn3" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref3" name="_ftn3"&gt;[3]&lt;/a&gt; Brenno Galli a cura di Carlo Speziali, ed. Casagrande, 1989, pag. 258&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn4" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref4" name="_ftn4"&gt;[4]&lt;/a&gt; Couchepin rimbeccò con ironia la Ory del canton Neuchâtel.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-13871850583451809?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/13871850583451809/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=13871850583451809' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/13871850583451809'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/13871850583451809'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/presentazione-del-libro-il-viaggiatore.html' title='Presentazione del libro “Il viaggiatore della parola”'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-1555464596565962187</id><published>2007-11-14T07:52:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:54:14.815+01:00</updated><title type='text'>“Euro 2008: la GERMANIA ha scelto il Ticino”</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - “Euro 2008: la GERMANIA ha scelto il Ticino” del 30 ottobre 2007 a Tenero)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentili signore,&lt;br /&gt;egregi signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;porgo ai convenuti a questa Conferenza stampa il cordiale benvenuto del Consiglio di Stato del Cantone Ticino e mio personale, come direttore del dipartimento che si occupa della promozione dello sport.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un piacere e un onore accogliere la squadra di calcio e la delegazione della Repubblica federale tedesca per la preparazione dei prossimi Campionati europei di calcio EURO 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era per noi un obiettivo quello di ospitare una squadra di prestigio, una di quelle in grado di vincere il titolo europeo, una squadra con grande visibilità mediatica in grado di far parlare bene del Ticino al di fuori dai nostri confini nazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un piacere e un onore per il Ticino turistico e culturale. Sono numerosi i cittadini germanici che, già a partire dall’inizio del secolo scorso hanno scelto e scelgono il nostro Cantone come mèta di vacanze o che si sono stabiliti qui da noi per trascorrere anni felici della loro vita. Mi basta ricordare, anche come presidente della Fondazione, il ruolo giocato da artisti e uomini di cultura tedeschi per la nascita e la crescita del Monte Verità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La squadra della Germania viene dunque in un angolo di mondo in cui sarà accolta con simpatia non solo da noi ticinesi, ma anche da numerosi connazionali, residenti in Ticino. Ma il cantone turistico è anche fiero di poter mettere a disposizione dell’ospite strutture alberghiere di altissimo livello internazionale. Anche per questo ci aspettiamo molta copertura televisiva della presenza della squadra della Germania per un periodo il più lungo possibile, tiferemo tutti, oltre che per la Svizzera a questo punto anche per loro, presenza che rappresenterà per il Cantone un’ulteriore opportunità di farsi conoscere nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un piacere e un onore per il Ticino sportivo che ha il privilegio di avere sul proprio suolo il Centro sportivo nazionale, un vero e proprio gioiello voluto dalla Confederazione, non penso solo perché il Ticino ha un clima tutto speciale (anche se nella "Sonnenstube" se si mette a piovere, lo fa sul serio e per numerosi giorni), ma anche perché il nostro Cantone ha sempre voluto essere in prima fila nella promozione e nel sostegno dello sport.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Ticino ha accolto con convinzione i postulati del Concetto del Consiglio federale per una politica dello sport in Svizzera e con la stessa convinzione li mette in atto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Ufficio federale dello sport, proprio in occasione di EURO 2008, ha deciso di proporre progetti sportivi per la promozione dell’attività fisica e sportiva dei ragazzi e degli adolescenti. Proprio a favore di questa fascia d’età, il cantone Ticino ha compiuto grandi sforzi nell’ambito di Gioventù e Sport che lo situa numericamente al quinto posto nella classifica dei cantoni svizzeri, ma al primo posto se si considera il rapporto tra popolazione e giovani di età G+S, cioè da 10 a 20 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci aspettiamo molto dalla presenza di una squadra sportiva di grande qualità e di grande prestigio proprio per promuovere i contenuti più nobili dello sport, quelli che attraverso la personalità di giocatori dotati di grande professionalità vanno presi da modello dai nostri giovani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono gli ideali di sempre dello sport, quello vero e sano, fondato sulla correttezza, sul rispetto delle regole del gioco, sul rispetto dell’avversario, sulla capacità di sapere accettare con la dovuta modestia e autocritica la sconfitta, lo sport che unisce e lancia messaggi positivi e che non tollera espressioni di razzismo e di intolleranza, lo sport che fa del fairplay il suo principale obiettivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un piacere e un onore per il Ticino politico che ha dato il proprio appoggio finanziario e logistico al progetto di EURO 2008. L’autorità cantonale, nel limite delle sue possibilità, è stata sin dall’inizio d’accordo di assicurare ogni tipo di appoggio finanziario e logistico per consentire la messa a disposizione da parte della Confederazione di questo Centro sportivo, da parte del DECS delle vicine palestre delle scuole medie e naturalmente un appoggio concreto nell’ambito del dispositivo di sicurezza con risorse umane da definire. In altre parole, dietro le quinte e cercando in tutti i modi di non farci rovinare la festa da fughe in avanti della stampa, di fronte alla quale abbiamo anche dovuto trincerarci dietro qualche piccola bugia a fin di bene, la squadra della Germania l’abbiamo corteggiata: e visto come sono andate le cose oggi possiamo dire che è stato un corteggiamento coronato da successo, una storia d’amore che promette bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rinnovo dunque il compiacimento dell’Autorità cantonale per la scelta fatta dalla Federazione di calcio germanica e ringrazio tutte le persone, in particolare i signori Matthias Remund e Bixio Caprara per il lavoro svolto, così come ringrazio sin d’ora tutte le persone e gli enti che si adopereranno per rendere il più accogliente possibile il soggiorno della squadra nazionale tedesca nel Ticino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludo con un auspicio: che EURO 2008 sia l’occasione, nell’attuale tribolato settore dello sport, per dimostrare al mondo che si può fare dello sport in maniera pulita e che, pur nel mondo delle emozioni che una partita di calcio sa offrire – specie a livello di squadre nazionali – ognuno conservi in sé quell’equilibrio di giudizio che significa maturità e rispetto dell’altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cedo ora la parola a chi, nell’una o nell’altra veste, illustrerà altri aspetti legati alla graditissima presenza della squadra tedesca in Ticino per prepararsi e poi magari vincere il campionato europeo del 2008.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-1555464596565962187?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/1555464596565962187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=1555464596565962187' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/1555464596565962187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/1555464596565962187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/euro-2008-la-germania-ha-scelto-il.html' title='“Euro 2008: la GERMANIA ha scelto il Ticino”'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-1491980864516385692</id><published>2007-11-14T07:50:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:52:01.324+01:00</updated><title type='text'>Inaugurazione mostra “Inchiostri fransciniani”</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - per l'inaugurazione mostra “Inchiostri fransciniani” del 29 ottobre 2007 a Bellinzona)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;150 anni fa, nel 1857, Stefano Franscini moriva improvvisamente nella sua casa di Berna, all’età di 61 anni.&lt;br /&gt;Era infatti nato a Bodio, nel 1796, suddito urano; il Cantone Ticino non era infatti ancora sorto.&lt;br /&gt;Bisognerà aspettare il vento impetuoso che spirava dalla Francia e le decisioni del Bonaparte, per spazzar via nel 1798 il secolare dominio landfogtesco che aveva dominato le nostre terre dal Cinquecento, con la nascita della Repubblica elvetica, una e indivisibile.&lt;br /&gt;Ma soprattutto si dovette attendere il 1803, quando il Primo Console sancì con l’Atto di Mediazione la nascita del Ticino come nuovo Cantone sovrano in seno alla Confederazione.&lt;br /&gt;Quando  Franscini dunque spirava sulle rive dell’Aar, il Cantone non esisteva che da 54 anni.&lt;br /&gt;Ma un Cantone che – come ha scritto lo storico Andrea Ghiringhelli – “nasceva come una fragilissima collezione di territori giustapposti e di popolazioni litigiose che non si riconoscevano né in una patria comune né in una comunanza di interessi. Ciò delegittimava le istituzioni e le leggi dello Stato cantonale ritenute delle intrusioni indebite nelle realtà locali.”&lt;br /&gt;Ai nostri governanti apparve chiaro che tale delegittimazione nasceva dalla mancanza del cittadino ticinese.&lt;br /&gt;Si cercò perciò – cito sempre Ghiringhelli - “di plasmare una coscienza cantonale attraverso un profluvio di stemmi, stendardi, bandiere e divise. Furono perfino commissionate opere che dovevano suscitare salutari slanci patriottici, come l'enorme tela di Antonio Baroffio collocata nel 1805 nelle sale del Gran consiglio o il Dizionario degli uomini illustri del Cantone Ticino di Gian Alfonso Oldelli. E non si lesinò sulle feste civico-patriottiche.”&lt;br /&gt;Il problema si presentò analogo a livello nazionale, dopo la Costituzione del 1848 e la nascita della Svizzera moderna, e, mutatis mutandis, negli altri stati ottocenteschi, come ad esempio l’Italia.&lt;br /&gt;Fu Massimo D’Azeglio ad avvertire che fatta l’Italia, andavan fatti gli Italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per cementare l’unità e fortificare l’identità nazionale uno strumento parve particolarmente efficace: l’individuazione di un eroe nazionale, di un pater patriae, di un esempio in cui riconoscersi.&lt;br /&gt;La Svizzera, guazzabuglio di etnie e tradizioni diverse, non riuscì a trovarne di storici e ne cavò uno rimescolando nel cilindro delle leggende medievali: Guglielmo Tell, il balestriere di Uri, paladino della libertà e dell’indipendenza fino al sacrificio, che ebbe una fortuna larghissima, complice il genio di Schiller e di Rossini.&lt;br /&gt;L’Italia, invece, puntò sulla “diarchia di bronzo” – come la chiamò lo storico Mario Isnenghi - di Vittorio Emanuele II, il “re galantuomo” e di Garibaldi., l’”eroe dei due mondi”, eroi con la spada in pugno, incarnazione del condottiero del risorgimento e dell’unità d’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Franscini, con le dovute proporzioni, si affermò ben presto come figura in grado di incarnare il pater patriae della nostra piccola repubblica.&lt;br /&gt;Lo attesta a suo modo la colletta che venne organizzata quando egli era ancora in vita per realizzare un suo ritratto da diffondere nelle scuole del Cantone. Il gesto lusingò Franscini, che però per natura schivo e altruistico chiese che i soldi raccolti fossero devoluti ai bisognosi.&lt;br /&gt;Il ritratto però si fece, dopo la sua morte, per la mano di Vincenzo Vela, e campeggiò nelle aule scolastiche di tutto il Ticino sino a non tanti anni fa, imprimendo nella memoria collettiva di tutti i Ticinesi quel volto e decretando la popolarità dello statista di Bodio. La scuola, creazione di Franscini, ne diventava così anche il sacrario laico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Additare il busto in gesso del Franscini al centro della mostra) Questo stupendo busto d’altronde è una, e forse la più bella più bella, delle tante rappresentazioni che poi arricchirono molti istituti scolastici del Cantone: è il gesso originale del busto marmoreo  del Vela che si trova presso il Liceo Carlo Cattaneo di Lugano.&lt;br /&gt;Il Ticino aveva così trovato un padre capace di coagulare attorno a sé comuni sentimenti di devozione patriottica, ma disarmato, dai tratti antieroici.&lt;br /&gt;La litografia del  Vela consegnava ai Ticinesi non un monarca-soldato, né un guerriero romantico e leggendario, ma un padre pacato, severo e amorevole, tra libri e carte, armato solo di una totale dedizione allo Stato, della sua povertà proverbiale e della  penna.&lt;br /&gt;Quella penna d’oca che nelle sue mani fu feconda e autorevole, e quando volle, tagliente, come uno stiletto.&lt;br /&gt;Se ne avvide Gian Battista Quadri quando apparve, nel 1830 - anonimo, per sfuggire alla censura - un opuscoletto che chiedeva una nuova carta costituzionale. A poco valse la replica del Landamano: il governo si sbriciolò e si inaugurò una nuova era, salutata come quella della rigenerazione, che si cibava di ideali quali libertà, progresso, modernizzazione e democratizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La creazione del sistema scolastico ticinese fu la realizzazione più grande che Franscini ci ha lasciato, perché fu ed è lo strumento strategico per attuare quegli obiettivi .&lt;br /&gt;Franscini voleva trasformare la plebe in popolo, i sudditi in cittadini e puntare all’incivilimento delle nostre terre, facendo del Ticino e della Svizzera un paese unito e moderno.&lt;br /&gt;La sua penna, le sue carte, i suoi scritti - di politica, di statistica, di storia, di pedagogia, di dialettologia, di divulgazione del sapere pratico; articoli giornalistici, opuscoli, libri, leggi, rapporti, lettere -, i suoi scritti, dicevamo, per tutta la sua esistenza spalleggiarono la sua azione politica, la sostennero, la suffragarono, la inverarono.&lt;br /&gt;Mai come in Franscini, per un’alchimia che era l’arte del suo fare politica, le parole diventano cose.&lt;br /&gt;Quando morì, consigliere federale in carica, non lasciò che le sue carte.&lt;br /&gt;E’ pertanto con rinnovato interesse, con emozione e devozione, che possiamo accostarci - grazie a questa mostra dell’Archivio di Stato, depositario istituzionale della nostra memoria - a quegli inchiostri fransciniani che rappresentano il sillabario della nostra storia moderna.&lt;br /&gt;Grazie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-1491980864516385692?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/1491980864516385692/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=1491980864516385692' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/1491980864516385692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/1491980864516385692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/inaugurazione-mostra-inchiostri.html' title='Inaugurazione mostra “Inchiostri fransciniani”'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-4641491203986627235</id><published>2007-11-14T07:48:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:50:37.475+01:00</updated><title type='text'>Inaugurazione di ExpoPIUmogna</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - per l'inaugurazione di ExpoPIUmogna del 26 ottobre 2007 a Bodio)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signora presidentessa del Gran Consiglio (Monica Duca Widmer),&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vi porgo il mio cordiale saluto personale e quello del Consiglio di Stato e mi felicito con gli organizzatori di questa manifestazione per la molteplicità degli eventi previsti e la varietà degli avvenimenti collaterali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto accade in questi tre giorni è qualcosa di importante per la regione, perché ne dimostra la vitalità e la voglia di mantenere vivi usi e costumi di un tempo oltre che attività che contraddistinguono i settori del commercio e dell’artigianato, peculiarità di questo territorio e dei nostri tempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cultura, scuola, fotografia, sport e turismo compongono un ventaglio di attività che gli awards premiano. Mi fa piacere poter partecipare alla loro consegna ed esprimere il riconoscimento dell’autorità cantonale per gli sforzi che gli organizzatori della manifestazione hanno compiuto e continueranno a compiere negli anni a venire per dare visibilità a una regione del Ticino lontana dai grandi agglomerati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abito anch’io nella regione delle Tre Valli e so quali sforzi si devono oggigiorno fare per non lasciar morire attività che hanno dietro di sé lunghi anni di vita. Penso allo sport dello sci e alle stagioni sempre più calde con la neve che si fa ormai desiderare. Penso anche alle attività che roteano interno al piccolo, ma importante mondo dell’artigianato, che non attira più tanti giovani come un tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà la conseguenza del così detto progresso o della tecnologia più recente, ma l’interesse ormai scemato per tante professioni dell’artigianato preoccupa chi si occupa dei giovani, in primo luogo di chi è alla ricerca di un posto di lavoro. Mi auguro vivamente che questa “Fiera del commercio e dell’artigianato” sia anche una vetrina grazie alla quale mettere in mostra prodotti e aspetti di un mestiere, capaci di risvegliare l’interesse dei giovani. Solo così la tradizione può sopravvivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ questo l’auspicio che esprimo oggi: che queste manifestazioni oltre che a rinfrescare la memoria storica di una regione e a presentare quello che si fa oggi, servano anche a profilare il mondo futuro delle Tre Valli, affinché i grandi sconvolgimenti del territorio di cui siamo oggi tutti testimoni, non impoveriscano la vita della regione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E con questi sentimenti di gratitudine per quello che avete preparato e di speranza nel futuro, possiamo ormai tagliare il nastro ed entrare nel vivo della manifestazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-4641491203986627235?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/4641491203986627235/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=4641491203986627235' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/4641491203986627235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/4641491203986627235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/inaugurazione-di-expopiumogna.html' title='Inaugurazione di ExpoPIUmogna'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-8119516941854715500</id><published>2007-11-14T07:46:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:48:15.419+01:00</updated><title type='text'>Seminario Arbitri A - Federazione Svizzera di nuoto</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - durante il Seminario Arbitri A - Federazione Svizzera di nuoto del 13 ottobre 2007 a Bellinzona)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signore e signori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ho accolto con piacere l'invito a partecipare al vostro seminario per parlarvi di un tema che mi sta a cuore: lo sport, con un riferimento particolare allo "Sport d'élite e scuola".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi propongo dapprima alcune riflessioni su un piano generale dalla prospettiva del politico che, con l'aggiunta della "S" al Dipartimento, ha fermamente voluto attribuire un preciso ruolo istituzionale allo sport.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Conciliare sport e studio è spesso molto complicato". Questo era il titolo di un articolo pubblicato da un quotidiano ticinese nel 1996 in occasione di una conferenza attorno al tema del "Diritto all'istruzione anche per gli sportivi d'élite"  alla quale parteciparono due giovani che erano riusciti a conciliare l'attività sportiva e l'impegno scolastico Paolo Della Bella (portiere dell'Ambrì) e Christoph Bottoni (velista). A quei tempi erano appena state introdotte le prime classi liceali per sportivi d'élite, dapprima a Lugano e Bellinzona, poi solo a Lugano. Erano classi con orario completo, ma con un pomeriggio libero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A poco più di 10 anni di distanza possiamo tranquillamente dire che la situazione è parecchio cambiata: sicuramente è migliorata la sensibilità del mondo politico e sicuramente la scuola è riuscita ad affinare i suoi programmi formativi per consentire agli sportivi d'élite un adeguato compromesso fra le esigenze sportive e quelle scolastiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Consigliere federale Schmid ha sottolineato come “La promozione dei talenti è molto più dell’anticamera alla promozione dello sport d’élite! Lo Stato s’impegna nella promozione dei giovani talenti dello sport perché assume responsabilità nella relazione scuola – sport – famiglia.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quando sono al DECS - dal 2000 - ho sempre cercato di ritagliare allo sport lo spazio necessario perché si possa sviluppare. Uno sport a tutto campo, per tutti, a tutte le età e a tutti i livelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vediamo quali sono le principali novità che hanno caratterizzato questi ultimi anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.         Un primo elemento di novità è stata la creazione della scuola professionale per sportivi d'élite di Tenero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scuola esiste da 5 anni (dal 2001) quale sottosede del CPC di Bellinzona. Durante questo periodo ha ottenuto la certificazione ISO ed il label di Swiss Olympic Partner School (sussidio di fr. 20'000.-). A dicembre 2005 il CdS ha riconosciuto ufficialmente e sine die questa sottosede nell’ambito del professionale-commerciale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Struttura scolastica attuale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scuola al termine dei 3 anni di studio a tempo pieno prevede due curricoli ( che si differenziano al termine del primo anno che è comune):&lt;br /&gt;-     curricolo per l’ottenimento della maturità professionale-commerciale&lt;br /&gt;-     curricolo per l’ottenimento del certificato di impiegato di commercio&lt;br /&gt;Attualmente sono un centinaio gli studenti- sportivi che frequentano la scuola professionale a tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Organizzazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-    Frequenza a orario ridotto ma a calendario prolungato:l’anno scolastico inizia a metà agosto e termina a fine giugno, durante le vacanze di carnevale è prevista la cosiddetta settimana dell’insegnamento a distanza che é parte integrante del programma scolastico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-    L’orario giornaliero delle lezioni è di regola così strutturato:&lt;br /&gt;     -   il lunedì, mercoledì e venerdì le lezioni terminano alle 12.45. Gli studenti  studiano o si allenano in modo indipendente;&lt;br /&gt;     -   il martedì ed il giovedì sono previste due ore di allenamento fisico per tutti presso le infrastrutture del CST con conseguente spostamento alle 15.00 del termine delle lezioni.&lt;br /&gt;  - Ogni allievo paga una tassa annuale (è prevista la possibilità dell’ottenimento di un assegno di studio) ed all’inizio del primo anno è obbligatorio l’acquisto di un PC&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.         Un secondo elemento di novità è stata l'introduzione, con l'anno scolastico 2006/2007 del Programma per talenti sportivi e artistici nelle Scuole medie superiori del Canton Ticino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Scolarizzazione dei talenti sportivi e artistici nelle SMS del Cantone Ticino”: dopo l’entrata in vigore (1997) del nuovo modello di Liceo l’organizzazione delle “classi per sportivi d’élite e artisti” è venuta per svariate ragioni a perdere buona parte della sua ragione d’essere. Da qui la necessità di verificare l’esistenza di alternative percorribili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un gruppo di lavoro formato dal capo ufficio UEFS, da 3 direttori di SMS, dal delegato cantonale SOT e da due docenti di SMS ha elaborato un progetto che si basa su una struttura snella ed efficiente che garantisca la gestione ottimale di questo aspetto sul piano cantonale con un occhio di particolare riguardo al contenimento dei costi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La firma finale al rapporto è stata apposta nel corso del 2006.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un apposito gruppo di lavoro composto da 3 direttori di SMS, dal capo dell’UEFS, dal delegato cantonale Swiss olimpic talents SOT e da due docenti SMS ha elaborato il rapporto sul “Progetto di scolarizzazione dei talenti sportivi e artistici nelle SMS del Cantone Ticino” e sottoporrà nelle prossime settimane alle istanze superiori detto rapporto per la discussione in merito. La nuova struttura organizzativa si prefigge di meglio qualificare e di “fare ordine” rispetto a quanto proposto finora in questo particolare campo.&lt;br /&gt;I giovani richiedenti che postulano l’ammissione al curricolo studio-sport saranno valutati secondo le ultime direttive emanate da Swiss Olympic Talents (SOT). Per il settore artistico valgono i parametri degli enti riconosciuti e dei progetti già realizzati in Svizzera nell’ambito culturale-artistico per quanto concerne in particolare la musica e la danza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Procedure d’ammissione, non scolastiche, al progetto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’UEFS attraverso il coordinatore cantonale delegato DECS di SOT e di un gruppo di consulenza per il settore artistico è responsabile:&lt;br /&gt;-          dell’analisi dei dossier inoltrati  entro la fine di maggio da parte di ogni allievo che si candida a far parte di questo curricolo speciale;&lt;br /&gt;-          di redigere all’indirizzo delle direzioni e delle famiglie interessate un rapporto individualizzato di ammissione o non ammissione;  &lt;br /&gt;-          di  monitorare regolarmente l’attività sportiva o artistica dei talenti ammessi;&lt;br /&gt;-          di collaborare regolarmente con gli istituti scolastici (direzioni, tutor di sede)  segnalando se del caso difficoltà o abbandoni dell’attività sportiva o artistica;&lt;br /&gt;-          di riesaminare ogni anno scolastico l’adempimento da parte di ogni talento del rispetto dei parametri d’appartenenza al curricolo dal punto di vista sportivo e artistico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Modalità organizzative&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-    Individualizzazione delle esigenze del giovane talento e messa in atto di particolari misure di sostegno da parte della direzione attraverso la stretta collaborazione tra direzione-tutor di sede-coordinatore cantonale-famiglia-federazione sul calendario e sui programmi da seguire.&lt;br /&gt;-    Eventuale dispensa da alcune ore-lezione con possibilità di recupero tramite disponibilità di un pool di docenti (ore pagate dalla famiglia o enti interessati).&lt;br /&gt;-    Gli obblighi e le competenze previsti dai piani di studio valgono in tutto e per tutto anche per i talenti ammessi al progetto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.         Un terzo elemento di novità è stata la collaborazione delle Scuole medie di Gordola e di Minusio con i Centri regionali di allenamento e formazioni creati in questi ultimi anni dalla federazioni nazionali e/o cantonali al CST di Tenero&lt;br /&gt;Partecipanti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Centro regionale dell’ACTG:&lt;br /&gt;L'anno scorso erano in totale 23 i giovani (10 maschi e 13 ragazze) provenienti da tutto il Cantone.&lt;br /&gt;La maggior parte frequenta la Scuola Media.&lt;br /&gt;Alcune ragazze sono ancora inserite nella Scuola Elementare del loro circondario e si recano per l’allenamento a Tenero.&lt;br /&gt;4 giovani frequentano il secondario superiore (2 il Liceo di Locarno e 2 la SPSE).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Centro di preformazione dell’ASF:&lt;br /&gt;Nello scorso anno scolastico in corso (primo anno di esperienza) sono stati selezionati 12 ragazzi provenienti da tutto il Cantone che frequentano la 3 media.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Organizzazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-    Frequenza scolastica nelle sedi di SM nelle immediate vicinanze (ginnasti/e solo nella sede di Gordola, calciatori nelle sedi di Gordola, Minusio, Losone).&lt;br /&gt;-    Allenamenti giornalieri al vicino CST facilitati nel loro svolgimento grazie ad un accordo con l’UIM e con le rispettive direzioni scolastiche.&lt;br /&gt;-    Allenamenti gestiti interamente, dal profilo tecnico-logistico-amministrativo, da parte della cellula federativa nazionale/cantonale.&lt;br /&gt;-    Possibilità di soggiornare presso alcune famiglie della zona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prospettive&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-    Il centro ACTG non prevede grossi cambiamenti nel numero mentre per il centro di preformazione ASF il numero dei ragazzi selezionati dovrebbe raddoppiare: i “vecchi” passeranno infatti in 4 media mentre entreranno 12-14 nuovi ragazzi al livello di 3 media. I responsabili del centro ASF intendono consultare la Divisione della scuola e l’UIM per sondare la possibilità di ridurre a due le sedi di frequenza.&lt;br /&gt;-    Al centro di pre-formazione ASF, a partire dal 2007 e dopo 2 anni di esperienza (minimo previsto dal rispettivo regolamento), si intende iniziare la procedura per l’ottenimento del label di Swiss Olympic Partner School (assegnato alle sedi scolastiche coinvolte). Questa certificazione prevede un sussidio una tantum di una certa entità e una certificazione di competenza (sia organizzativa che tecnica) di un certo prestigio.&lt;br /&gt;-    La nascita di questi centri di competenza (Stützpunkt) è stata fortemente caldeggiata anche dal presidente della CDIP (prof. HU Stöckling) durante la sua relazione nell’ambito della “Conferenza straordinaria sulla promozione dei talenti” svoltasi a Berna il 24 marzo u.s.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4.         Un quarto elemento di novità è stata la continuazione, dopo la fase sperimentale, del programma "Occhio al talento" anche nel 2007 con l'estensione dei centri d'attività, oltre a Tenero, a Biasca e a Lugano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Occhio al talento”: un progetto polisportivo proposto ad un gruppo di 25 bambini di 3 elementare al mercoledì pomeriggio e, ogni 3 settimane, al sabato mattina. L’obiettivo è quello di orientare e consigliare i partecipanti verso un’attività sportiva che risponda alle loro caratteristiche, bisogni e aspettative. La concretizzazione di questa attività è stata resa possibile grazie al finanziamento per metà pubblico (Fondo Sport-toto) e per metà privato (3 sponsor).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’adesione è stata soddisfacente (più di 50 iscrizioni), durante il mese di novembre si è poi proceduto alla dovuta, per questioni di budget e di spazio, selezione dalla quale sono risultati i 25 prescelti che a partire da metà gennaio 2006 si ritroveranno al centro sportivo di Tenero per 48 unità d’attività. E’ opportuno rilevare come la parte tecnica del progetto (organizzazione dei test, delle lezioni, ecc.) sia stata presa a carico da un gruppo di docenti di educazione fisica particolarmente sensibili all’attività sportiva e che non hanno ancora trovato il pieno impiego.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l’avvio di questo progetto pilota è intenzione dell’UEFS di sensibilizzare le direzioni scolastiche di SE e i responsabili comunali dello sport di altri centri del Cantone Ticino allo scopo di poter estendere “Occhio al talento” almeno a un centro nelle 3 Valli, uno nel Luganese e uno nel Mendrisiotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5.         Un quinto elemento di novità è il supporto convinto del fondo dello Sport-Toto per gli sportivi d'élite&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo in particolare istituito un credito annuo per il sostegno di centri di formazione per sportivi d'élite in età giovanile gestiti dalle federazioni sportive cantonali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie a Fondo dello Sport-toto siamo riusciti anche ad erogare preziosi contribuiti come:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;·      contributo straordinario per favorire la promozione e il consolidamento dello sport in ambito giovanile con il rinnovo della misura a favore delle federazioni sportivi cantonali per il 2005, 2006 e 2007 (40% del sussidio ordinario ricorrente alle federazioni e del 1. gruppo e del 50% a quelle del 2. e del 3. gruppo). È stato stanziato un importo complessivo di 1,5 mio di franchi (che si assomma a quello di 1,8 mio di franchi per il periodo 2002-2004;&lt;br /&gt;·      contributo per un trasporto sicuro degli atleti o dei giocatori in età giovanile (azione "minibus" bilancio dell’azione (conclusa il 31 dicembre 2005) e rinnovo fino alla fine del 2007 (sino al 2006 si è sostenuto l'acquisto di 43 nuovi veicoli con un sussidio per un ammontare totale di oltre 400'000 franchi)&lt;br /&gt;·      senza dimenticare il sostegno dato a investimenti (oltre 3 milioni) per le costruzioni di impianti sportivi e nel sostegno delle manifestazioni sportive a carattere nazionale e internazionale (circa 400'000 franchi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6.         Un sesto elemento di novità è stata la concessione di assegni di studio attraverso il fondo dello Sport-toto agli sportivi d'élite che frequentano le scuole dell'obbligo pubbliche o private fuori Cantone&lt;br /&gt;Il Cantone promuove, incoraggia e sostiene la formazione scolastica e professionale postobbligatoria con una politica di aiuti finanziari erogati attraverso le borse di studio. Le normative che regolano il settore prevedono la concessione di assegni e di prestiti di studio unicamente per la frequenza di scuole o studi postobbligatori. Risultano di conseguenza esclusi gli sportivi d'élite in obbligo scolastico che, per l'esercizio delle loro attività sportive, sono tenuti a frequentare in Svizzera un istituto scolastico fuori Cantone. Tenuto conto che situazioni del genere sono poco frequenti e considerato che l'aiuto alla formazione è considerato di primaria importanza nella politica di sostengo alle famiglie per la formazione scolastica e professionale dei figli, il DECS ha deciso di sostenere questi casi attraverso il Fondo dello Sport-Toto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La concessione degli aiuti finanziari è subordinata:&lt;br /&gt;·      all'accertamento che la frequenza fuori Cantone è imposta da necessità sportive e che non possono essere soddisfatte in Ticino;&lt;br /&gt;·      all'attestazione rilasciata dalla federazione sportiva nazionale di riferimento sullo statuto di "sportivo d'élite" dell'allievo e/o il rilascio, da parte della federazione sportiva nazionale della carta Swiss Olimpic Talents;&lt;br /&gt;·      alla partecipazione finanziaria della federazione sportiva nazionale di riferimento al costo annodi frequenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'importo massimo attribuito è fissato in 4'000 franchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7.         Un settimo elemento di novità è legato al ruolo dell'Ufficio dell'educazione fisica scolastica del DECS in collaborazione con il mondo dello sport&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal mese di settembre 2004 nell’Ufficio dell’educazione fisica scolastica (UEFS) è stata integrata a orario ridotto la figura del delegato cantonale di Swiss Olympic Talents (SOT). Attualmente questo ruolo è occupato dal collaboratore Amedeo Rondelli; il suo campo di attività è abbastanza ampio e variegato e spazia dal proporre, consolidare ed avviare alcuni progetti che la centrale di SOT emana fino al curare tutti quegli aspetti che riguardano l’impegnativo sviluppo dei giovani dentro l’altrettanto impegnativo binomio scuola-sport/arte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gestione amministrativa dei talenti sportivi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tradizionale e un tantino obsoleta procedura di gestione dei cosiddetti talenti è destinata ad essere sostituita da un nuovo modello. Infatti durante l’anno 2005 l’UFSPO ha elaborato le nuove direttive che definiscono in modo rigoroso i parametri di appartenenza allo statuto di “talento sportivo” con tutti i benefici (per il giovane) che da esso ne derivano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il delegato UEFS/SOT, assieme ai suoi omonimi degli altri cantoni, ha partecipato in modo attivo all’elaborazione di questi nuovi parametri e riceverà a partire dalla fine di gennaio 2006 l’accesso alla banca dati che permetterà di gestire direttamente tutte le informazioni inerenti questo settore. La conseguenza sarà che si consolideranno i rapporti fra l’UEFS e le federazioni nazionali e cantonali di riferimento e si avrà un quadro più chiaro per poter definire l’appartenenza o meno di un giovane allo statuto di talento con tutte le conseguenze anche nell’ambito scolastico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ulteriori attività svolte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-     continuazione dell’opportunità data ai giovani talenti ticinesi che frequentano una scuola per sportivi di élite in altri cantoni della Svizzera (allestimento di un parere e di regolamenti all’indirizzo delle istanze responsabili-ufficio sussidi e borse di studio del DECS);&lt;br /&gt;-     incremento dei contatti fra l’UEFS e le federazioni sportive attraverso la partecipazione diretta a manifestazioni e assemblee;&lt;br /&gt;-     organizzazione di momenti di promovimento in ambiti scolastico a vari livelli della prevenzione alle varie dipendenze;&lt;br /&gt;-     orientamento, secondo gli attuali parametri, di alcuni giovani talenti verso un curricolo scolastico confacente al doppio impegno scuola-sport;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7.         Concludo con un riferimento particolare alle attività di Gioventù e sport&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo che nel 2005 è stato l’anno in cui si sono potuti valutare nel dettaglio tutti gli aspetti del passaggio definitivo alla struttura GS 2000.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione del Ticino, confrontata con la tendenza generalizzata nel resto della Confederazione, è ancora una volta molto positiva grazie allo sforzo comune di tutti i partner coinvolti con lo sport giovanile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quell'anno oltre 45'000 giovani hanno partecipato alle 750 offerte sportive organizzate da club e associazioni cantonali con un ritorno finanziario di contributi federali per 3'500'000.- fr.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda constatazione molto positiva è sulla qualità del personale insegnante a disposizione dei club dove i 7000 monitori G+S formati, malgrado che la riforma abbia imposto una scadenza più corta per l’aggiornamento dei brevetti, seguono ancora i corsi d’aggiornamento e si mettono a disposizione delle loro società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il settore della formazione di base e metodologica dei monitori si conferma in controtendenza alla situazione nazionale con 438 nuovi monitori di base e 98 nella formazione superiore con un incremento quindi del 12% .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa situazione ci permette quindi di affrontare con certo ottimismo il futuro perché riteniamo che il normale ricambio e avvicendamento del personale insegnante nelle società sarà garantito e i nostri giovani potranno ancora contare su delle valide offerte di attività sportiva nel tempo libero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G+S Ticino, oltre ai compiti principali che gli sono affidati dalla Confederazione, ha potuto intensificare l’attività a sostegno di singoli eventi sportivi e delle animazioni sportive regionali nell’ambito della promozione delle reti sportive locali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre nel corso dell’anno la Confederazione ha ceduto al Cantone le sue infrastrutture del campo di Oilvone che è stato affidato a G+S Ticino per la gestione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l’acquisizione del Palasport di Bellinzona nel 2004 e con gli alloggi a disposizione a Olivone, che possono pure contare sulla struttura dello stabile Polisport, siamo convinti che le associazioni sportive hanno ora a disposizione un’ulteriore offerta a prezzi contenuti per l’organizzazione delle loro attività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi segnalo infine che stiamo affrontando il tema di un nuovo centro G+S a Bellinzona. Si tratta di una realizzazione importante che intendiamo avviare ancora nel corso di questa legislatura.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-8119516941854715500?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/8119516941854715500/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=8119516941854715500' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/8119516941854715500'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/8119516941854715500'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/seminario-arbitri-federazione-svizzera.html' title='Seminario Arbitri A - Federazione Svizzera di nuoto'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-2938704587541423906</id><published>2007-11-14T07:44:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:46:23.685+01:00</updated><title type='text'>Premiazione 3° concorso di scrittura Tre Valli per giovani autori</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - in occasione della  Premiazione 3° concorso di scrittura Tre Valli per giovani autori del 12 ottobre 2007 a Biasca)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;rivolgo un cordiale saluto&lt;br /&gt;al direttore della Bibliomedia della Svizzera italiana (Orazio Dotta),&lt;br /&gt;ai presidenti dei circoli di cultura di Biasca e Lodrino (Leonia Menegalli, Franchino Sonzogni),&lt;br /&gt;ai direttori e ai docenti degli istituti scolastici e ai membri della giuria,&lt;br /&gt;ai genitori, alle allieve e agli allievi delle scuole elementari e delle scuole medie partecipanti al concorso,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;scriveva un grande scrittore circa 120 anni fa che “la scrittura si intreccia di continuo con la vita e che sono “le piccole cose, i piccoli particolari che svelano un carattere, un ambiente, una condizione.”&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;[1]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che bello leggere queste parole così semplici, proprio nel nostro tempo in cui invece ci giungono agli orecchi paroloni del tipo “rivoluzione digitale”, “ipertesto” “multimedialità” e, sopra tutto, in cui tutto deve potersi fare in modo semplice e veloce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora mi sono chiesto se scrivere al computer è come metter giù i propri pensieri su un foglio bianco e se leggere un testo al computer è come leggere un libro. Mi sono detto di no, ma bisognerebbe sentire che cosa ne pensano i partecipanti a questo concorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E prima di tutto chiedere loro perché scrivono. Anche qui tento di dare una risposta e cioè credo che chi scrive lo fa perché ha qualcosa da dire: possono essere le emozioni di un momento della vita, magari qualche sogno ad occhi aperti, o di raccontare una storia oppure ancora di parlare dei rapporti con qualcuno della famiglia, il fratello o la sorella. O ancora perché si vuol raccontare un momento di paura, come l’argomento del concorso di quest’anno. E magari c’è qualcuno che sogna di fare lo scrittore da grande.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se poi prendo in considerazione il numero dei lavori che sono giunti alla segreteria del concorso (854), allora vuol dire che la voglia di scrivere è grande. E’ una constatazione che consola pensando a tutte le discussioni che oggi si fanno sul problema dei figli, sulle tante ore passate davanti allo schermo televisivo e sui pochi minuti dedicati alla lettura di un libro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Salire sulle spalle dei giganti”&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn2" name="_ftnref2"&gt;[2]&lt;/a&gt; dice cosí uno scrittore del nord a proposito del leggere le opere dei piú grandi scrittori, perché attraverso la lettura si impara a scrivere, perché lo scrivere, a sua volta, dice quello scrittore “è il ritmo, è la melodia, come nel canto degli uccelli.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so come cantino gli uccelli della così detta “scrittura utile”, quella degli sms e degli e-mail, una scrittura che fatica a star dietro al pensiero che invece corre veloce. Non c’è tempo per una correzione e nemmeno per scrivere per intero le parole. Per è un “x”, perché usare tre lettere quando basta il segno ics! Com’è facile disegnare un cuore. Non hai nemmeno da risolvere il problema dell’ortografia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda che molti specialisti si pongono è se questo tipo di struttura sia d’ostacolo all’apprendimento dello scrivere o se invece sia veramente utile per introdurre nella propria maniera di scrivere quel tocco in più che parla all’anima di chi scrive e lo rende libero di esprimersi come vuole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lascio agli specialisti la risposta. Per quel che mi concerne, come responsabile di un dipartimento che si occupa di scuola, mi fa piacere prendere atto dell’alto numero di partecipanti al concorso. Vuol dire che la scuola riesce, in questo contesto, a contrapporre alla frenesía del tempo, la lentezza della riflessione, perché scrivere è riflettere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se mi rivolgo, solo con il pensiero, alle giovani e ai giovani qui presenti, sbaglio di molto se penso che, oltre allo scrivere, provano il piacere di leggere un libro? E che quel piacere è nato tra i banchi di scuola, o ancor prima, in famiglia quando padre o madre dedicano alcuni minuti della giornata a leggere un libro alla figlia o al figlio ancora in età prescolastica?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludo con un bravo a tutti quelli che hanno concorso, ai premiati e ai non premiati, con l’augurio che non abbandonino mai la voglia di scrivere e di leggere. Un plauso esprimo al direttore della Bibliomedia della Svizzera italiana e ai presidenti dei circoli di cultura di Biasca e di Lodrino oltre che a tutte le persone che nel modo o nell’altro contribuiscono a mantenere vivo l’interesse per questo concorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ringrazio infine genitori e docenti che compiono ogni sforzo perché nei loro figli rimanga vivo l’interesse per il libro e per la scrittura.&lt;br /&gt;A tutti esprimo la gratitudine del Dipartimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;[1]&lt;/a&gt; Anton Cechov, www.interruzioni.com/cechovscrivere.htm&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref2" name="_ftn2"&gt;[2]&lt;/a&gt; Olof Lagercrantz, &lt;a href="http://www.interruzioni.com/lartedileggerescrivere.htm"&gt;www.interruzioni.com/lartedileggerescrivere.htm&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-2938704587541423906?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/2938704587541423906/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=2938704587541423906' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/2938704587541423906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/2938704587541423906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/premiazione-3-concorso-di-scrittura-tre.html' title='Premiazione 3° concorso di scrittura Tre Valli per giovani autori'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-645018612937140641</id><published>2007-11-14T07:43:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:44:03.049+01:00</updated><title type='text'>Fatti! Contano più dei cartelloni</title><content type='html'>(da un articolo pubblicato da Gabriele Gendotti su Opinione Liberale del 11 ottobre 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi sono due modi di fare politica: con i fatti e con i cartelloni. Preferisco il primo perché sono convinto che il compito della politica sia quello di dare risposte concrete ai problemi dei cittadini, non di far leva su paure - o presunte tali - tappezzando strade e marciapiedi con pecore bianche e pecore nere. Il livello del dibattito politico si fa sempre più scadente e i suoi contenuti sempre più inconsistenti; le parole che pensavamo di aver sepolto (ma non dimenticato perché scolpite nella memoria) come "propaganda" o "collaborazionista" stanno di nuovo e pericolosamente tornando sulla bocca di chi non ricorda qualche cinegiornale in bianco e nero o gli sconquassi delle teorie sulla superiorità della razza ariana. La scorsa settimana la destra e la sinistra non si sono fatte molti problemi nell'irrompere, in modo sfacciato, nelle attività del Parlamento federale con un dibattito vergognosamente preelettorale che nulla ha a che vedere con la gestione della cosa pubblica e gli interessi superiori di una Nazione. Ha fatto bene Fulvio Pelli a denunciare questo "show politico di democentristi e socialisti" che con la loro banalizzazione e personalizzazione della politica rendono un pessimo servizio al Paese. Per noi liberali radicali potremmo dire: oltre il danno, la beffa. Sì, perché se da un lato sappiamo di aver dato un contributo decisivo alla costruzione della Svizzera moderna dal Franscini in poi (e continuiamo a farlo affrontando i temi di fondo sui quali costruire il nostro futuro che si chiamano occupazione, riforme sociali, economiche e fiscali, sostegno all’educazione, alla ricerca, all’innovazione, ambiente, interculturalità,..), dall’altro ci siamo ormai rassegnati al fatto che l’attenzione dei media (il vero potere del Paese assieme a qualche potente lobby) si concentra sulla politica spettacolo, sui gossip, su decine di sondaggi a fondo perso, quindi non sul lavoro serio e discreto di chi pensa, propone e costruisce. È uno spettacolo triste e privo di contenuti – triviale come il Grande Fratello - che però rende e porta voti. Ma questo connubio fra uno stile di far politica sempre più urlato, superficiale, deviato - dai toni forti che spaccano il Paese in bianchi e neri - e il megafono (voluto o no poco importa) di chi avrebbe l’importantissimo compito di proporre uno spazio di mediazione delle opinioni ci sta sempre più avvicinando a una pericolosa soglia di intolleranza che prima o dopo faticheremo a gestire. Chi semina vento raccoglie tempesta. Un Partito di governo ha il compito e la responsabilità di sostenere il confronto politico – anche duro - sul piano delle idee e dei progetti, ma sempre dimostrando una volontà aggregante, capacità di ascolto, propensione alla costruzione del consenso. La politica è oggi invece divenuta cosa strana che fa leva sulle emozioni usa e getta: ci sono due poli estremi che, abilmente, continuano senza pudore a fare proposte provocatorie e al limite del temerario il cui destino è segnato sin dalla loro genesi e c’è un centro che arranca sempre più nel garantire un equilibrio politico e istituzionale di cui andavamo fieri, perché funzionava bene e perché consideravamo diverso da quello dei nostri vicini. Chi ci perde sono la democrazia e lo Stato. Dobbiamo allora celebrare il funerale dei partiti tradizionali e abbandonarci alla demagogia e al populismo degli uni (a sinistra) e degli altri (a destra)? Mai! Anche perché in politica, come nelle maratone, conta avere fiato a lungo termine al di là dell’effimero e delle mode. Ma se è vero che i Partiti si sono (erano?) sempre più identificati come organismi dello Stato, la loro legittimazione dipenderà dalla loro capacità di ristabilire un forte legame con le cittadine e di cittadini e di riaffermare la loro forza propositiva che li metta nella condizione di non dover subire gli umori della politica-spettacolo, bensì “di individuare, selezionare e pilotare le grandi ristrutturazioni economiche e sociali”. Gli effetti della politica che vende paure e butta benzina sul fuoco li abbiamo visti ancora sabato scorso a Berna. È il Paese che vogliamo? No, noi liberali radicali non possiamo adagiarci su queste derive della politica. Forti dei nostri valori di sempre dobbiamo continuare a batterci per proteggere la dignità dell’uomo, per difendere le conquiste di libertà e promuovere la responsabilità individuale, per garantire pari opportunità, per far capire la ricchezza che sta dietro alle diversità culturali, per adottare quelle riforme che fanno crescere il Paese dal profilo sociale ed economico, per riconoscere all’educazione e alla cultura un ruolo fondamentale nella formazione dell’individuo e nell’introduzione ai valori della democrazia. Ricordiamocene il prossimo 21 ottobre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-645018612937140641?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/645018612937140641/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=645018612937140641' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/645018612937140641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/645018612937140641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/fatti-contano-pi-dei-cartelloni.html' title='Fatti! Contano più dei cartelloni'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-2022104144655268699</id><published>2007-11-14T07:40:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:42:44.688+01:00</updated><title type='text'>Presentazione del 2° volume su: Stefano Franscini il politico educatore</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - in occasione della presentazione del 2° volume su: Stefano Franscini il politico educatore del 8 ottobre 2007 a Bellinzona)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentili signore,&lt;br /&gt;egregi signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non ho timore di confessarvi quanta sia la mia ammirazione e quasi meraviglia nei confronti dell’operato di Stefano Franscini, per l’ampiezza e la profondità che lo caratterizzarono.&lt;br /&gt;Franscini fu maestro, educatore, pedagogista.&lt;br /&gt;Fu studioso di storia patria, di economia politica e soprattutto di statistica, la sua diletta statistica; autore di opere fondamentali come La Statistica della Svizzera e – quello che è considerato il suo capolavoro - La Svizzera italiana, apprezzati anche fuori dai confini cantonali e nazionali.&lt;br /&gt;Fu pubblicista formidabile, capace con la sua fervida e acuminata penna di far crollare i governi.&lt;br /&gt;Percorse una lunga e appassionata carriera politica che lo portò fino a sedere nelle supreme magistrature dello Stato: Segretario di Stato prima, Consigliere di Stato poi e infine Consigliere federale.&lt;br /&gt;Ma fu anche deputato alla Dieta, capace di dirimere complessi problemi doganali, postali, commerciali, e diplomatico, pronto ad affrontare delicate missioni nell’esacerbato Vallese del dopo Sonderbund o tra le truppe mercenarie svizzere al soldo del Re di Napoli, accusate di massacri nei confronti di rivoltosi durante i moti popolari del ’48.&lt;br /&gt;Vasta, incessante e incisiva fu l’azione di Franscini, tanto da guadagnarsi il titolo di padre della statistica Svizzera e quello di padre del Politecnico federale di Zurigo.&lt;br /&gt;Ma su tutto, soprattutto per i Ticinesi, egli è stato e rimane il padre della popolare educazione.&lt;br /&gt;Franscini, senza ombra di dubbio, ha legato il suo nome indissolubilmente a doppio filo alla scuola.&lt;br /&gt;Non sorprende quindi troppo se quell’opera di mitizzazione che conobbe la sua figura - e che ha permesso al suo nome di perpetuarsi fino ad oggi, a 150 anni di distanza dalla sua morte, a differenza di pur altri importanti personaggi della vita politica del Ticino dell’Ottocento, caduti nell’oblìo -, sia avvenuto proprio o primariamente nella scuola.&lt;br /&gt;Credo di non sbagliare dicendo che come cittadino di Faido sono tra i pochi nel Cantone ad avere la possibilità di ammirare una statua di dimensioni colossali che raffigura il Franscini nella piazza del proprio paese. Non ve ne sono altrove, né a Bellinzona, né a Lugano, né a Locarno o in altri centri del Cantone. E pure le raffigurazioni di Franscini non si contano, tanto d’aver dato vita a quello che lo storico Carlo Agliati ha chiamato un “autentico furore celebrativo”.&lt;br /&gt;A parte la lapide che ovviamente si trova nel cimitero di Bodio, suo villaggio natale, e il busto del Vela nel palazzo delle Orsoline, dove troviamo l’effige del nostro Franscini?&lt;br /&gt;Presso le scuole comunali di Bodio, dove campeggia una lapide marmorea voluta nel 1892 dalla Società svizzera di statistica e una lapide in marmo del 1952 di Apollonio Pessina, che ritrae Franscini fra gli alunni.&lt;br /&gt;Alla ex Magistrale di Locarno, dove troviamo il volto in bronzo di Franscini, opera di Pedro Pedrazzini, e dove esisteva anche l’originale in gesso del monumento di Faido, sfregiato e bruciato nel 1968 da un vandalo.&lt;br /&gt;Presso il Liceo Carlo Cattaneo, che egli creò, possiamo ammirare un altro busto marmoreo del Vela, mentre presso la casa comunale di Breno è stato collocato un basso rilievo di Emilio Brignoni.&lt;br /&gt;Presso le Scuole comunali di Biasca esiste un bassorilievo di Apollonio Pessina che raffigura Stefano Franscini tra gli alunni e un altro bassorilievo sempre del Pessina si trova al Politecnico federale di Zurigo.&lt;br /&gt;Mi fermo qui, in questo sin troppo lungo elenco. Ma appare evidente che al di là del caso di Bodio, di Faido e della sede del Governo, busti e lapidi di Franscini trovano ricetto essenzialmente in quell’istituzione di cui egli è unanimemente riconosciuto come il padre, cioè la scuola.&lt;br /&gt;La scuola è nel contempo figlia e sacrario laico del Franscini, la depositaria della sua memoria da tramandare alle giovani generazioni. E questo sin da quando Franscini era in vita.&lt;br /&gt;E’ noto l’episodio della colletta che venne organizzata per realizzare un ritratto di Franscini da collocare nelle aule scolastiche di tutto il Cantone, e che in effetti si fece dopo la sua morte, per la mano di Vincenzo Vela e che per generazioni ha accompagnato gli allievi delle nostre scuole, stampando nella loro memoria un ‘immagine divenuta patrimonio familiare dell’immaginario collettivo dei Ticinesi.&lt;br /&gt;Ma il ricorso al mezzo iconografico e monumentale probabilmente sarebbe bastato a trasmettere soprattutto l’immagine del grande magistrato e del severo studioso, ma non a perpetuare quel colloquio con il popolo che caratterizza la figura del Franscini.&lt;br /&gt;Nato povero e morto povero, Franscini oltre che ammirato per le sue indubbie qualità di statista, è personaggio amato per una dirittura morale esemplare, che non ha mai conosciuto cedimenti e soprattutto per quella sua umile origine sociale, inedita per un alto magistrato di quei tempi, che gli permetteva da un lato di conoscere dal di dentro l’orizzonte materiale e spirituale di quel popolo di cui continuò a spartire angustie e tribolazioni.&lt;br /&gt;E allora ecco – accanto alle commemorazioni, ai libri, agli studi e ai saggi biografici – sussidi didattici più appropriati per far conoscere ai ragazzi le vicende del pastorello di Bodio, che grazie alla sua vivace intelligenza, alla sua strenua tenacia, alla sua generosa umanità riuscì a salire sino al gradino più alto del potere politico svizzero.&lt;br /&gt;Una vita esemplare, per dirla con Guido Calgari, autore di una biografia romanzata del Franscini edita nel 1956 da Pedrazzini, in occasione del centenario della nascita di Franscini, riedita più volte e ancora in circolazione.&lt;br /&gt;Una vita esemplare che trovava una sorta di compendio di grande fattura nel libriccino che nel 1958 lo storico Giuseppe Martinola pubblicava per le Edizioni svizzere per la gioventù, ancora offerto agli allievi di scuola elementare quarant’anni dopo, nel 1996 dal Dipartimento istruzione e cultura, in occasione del bicentenario della nascita di Franscini, in un cofanetto che conteneva l’audiocassetta del discorso di Martinola letto durante la giornata commemorativa della morte di Franscini a Bodio nel 1957 e una raccolta di testi e documenti ad uso dei docenti delle scuole elementari.&lt;br /&gt;Sempre in quell’occasione le scuole medie in particolare poterono fruire di due nuove raccolte di documenti, tramite il fascicolo “Materiali e documenti di storia ticinese dell’Ottocento”, raccolti dagli esperti di storia di scuola media e tramite l’antologia dello storico Raffaello Ceschi “&lt;a href="javascript:open_window(" func="service&amp;amp;doc_number=000011583&amp;amp;line_number=0011&amp;amp;service_type=TAG%22);'"&gt;Stefano Franscini :”la vita e l’opera”. &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Documenti compilati e presentati con rigore scientifico e cura didattica, e ormai lontani dai testi agiografici che a lungo avevano circolato nelle nostre scuole.&lt;br /&gt;Non sfugga dunque come il Dipartimento dell’educazione abbia sempre curato gli anniversari fransciniani, proponendo di volta in volta alle scolaresche e agli insegnanti materiali didattici e occasioni di riflessione e approfondimento su Franscini: un tributo che è sempre parso doveroso e che ancora oggi, nell’anno del 150 della sua morte, si è voluto celebrare – crediamo - degnamente.&lt;br /&gt;Oltre alla pubblicazione di una nuova edizione dell’epistolario fransciniano, che presenteremo in novembre, e che evidentemente va al di là del mondo della scuola, penso alla grande mostra allestita presso Villa Ciani a Lugano, che sta riscuotendo un ottimo successo, suscitando interesse tra i docenti e gli allievi, anche grazie ad un allestimento voluto proprio per cercare di carpire l’attenzione degli studenti e a una seconda mostra che verrà allestita nell’atrio dell’Archivio di Stato sugli scritti fransciniani e che inaugureremo in novembre.&lt;br /&gt;E’ con particolare soddisfazione che ad ogni modo, al di là dei doverosi sforzi del mio Dipartimento di rinnovare il ringraziamento del paese a questo nostro padre riverito ed amato, riceviamo dei doni preziosi e inaspettati, e per questo ancor più graditi.&lt;br /&gt;E’ grazie a quella passione che solo Franscini e la scuola sanno trasmettere, ad una generosità sincera, ad una volontà ammirevole e a competenze specifiche, che oggi la nostra scuola può mettere sul suo già affollato palchetto di materiali fransciniani, un altro contributo, originale e utile, voluto da uomini di scuola come Domenico Bonini, Sandro Bottani, Franco Cavani, Amleto Pedroli, Roberto Ritter, Franco Zambelloni, che ringrazio calorosamente per il lavoro svolto, assieme alla Fondazione del Giubileo del Credit Suisse, nella persona di Alberto Petruzzella per aver voluto sostenere finanziariamente ed intelligentemente questo progetto editoriale.&lt;br /&gt;“Cose” e non “parole” invocava il Franscini: ed ecco dopo l’operetta presentata proprio un anno fa e distribuita nelle scuole elementari e nelle scuole medie, “Franscini e la scuola”, il secondo volume di questa antologia di scritti fransciniani, ”Stefano Franscini. Il politico educatore”, corredato anche da un CD-Rom.&lt;br /&gt;Franscini sfida il tempo e raggiunge l’elettronica, ed è giusto che sia così. La scuola – sosteneva – è bene che “cammini col tempo il quale non si arresta mai”.&lt;br /&gt;Ed è bene che i nostri insegnanti facciano tutti gli sforzi necessari per utilizzare con discernimento le metodologie e i mezzi didattici più appropriati per coltivare quell’educazione, quella istruzione e quella cultura, indispensabili alla crescita civile dei cittadini di una comunità.&lt;br /&gt;L’educazione è in uno stato e della massima importanza e di prima necessità. Da lei dipende la formazione dei futuri cittadini, scriveva Franscini.&lt;br /&gt;Il merito suo più alto rimane infatti quello di aver compreso come la scuola avesse un ruolo strategico nella realizzazione di quel progetto di modernizzazione e democratizzazione della società che egli chiamava ”incivilimento”.&lt;br /&gt;Noi oggi crediamo che tale intuizione rimanga ancora centrale, pur in una società in gran parte mutata, e che gli sforzi per un sistema educativo moderno ed efficiente - di cui l’antologia che oggi presentiamo dà conto - non debbano cessare, ma anzi, visto le sfide a cui siamo chiamati, ormai planetarie, essere rafforzati.&lt;br /&gt;Per questo e non per vuota retorica, continuiamo a leggere e a commemorare Franscini.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-2022104144655268699?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/2022104144655268699/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=2022104144655268699' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/2022104144655268699'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/2022104144655268699'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/presentazione-del-2-volume-su-stefano.html' title='Presentazione del 2° volume su: Stefano Franscini il politico educatore'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-5855674122296912851</id><published>2007-11-14T07:39:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:40:36.474+01:00</updated><title type='text'>Inaugurazione della scuola dell’infanzia di Losone</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - per l'inaugurazione della scuola dell’infanzia di Losone del 6 ottobre 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro sindaco (Corrado Bianda)&lt;br /&gt;Autorità politiche, patriziali e religiose,&lt;br /&gt;Gentili ospiti,&lt;br /&gt;Signore e signori&lt;br /&gt;né voglio dimenticare le bambine e i bambini che ogni giorno varcano la soglia della nuova scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inaugurare una scuola è sempre un compito gradito per il consigliere di Stato responsabile dell’educazione, lo è ancora di più consegnare ufficialmente ai bambini ed alla popolazione tutta una scuola dell’infanzia, perché parliamo di quella particolare fascia di età – importante per il seguito della vita dell’individuo – che va dei tre ai sei anni di età.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è uno dei momenti belli della vita per le ragazze e i ragazzi che ogni giorno varcano la soglia della nuova scuola con il sorriso di chi è curioso di conoscere e di fare cose nuove. Ed è una soddisfazione per chi li accompagna durante tutta la giornata e di vedere quel sorriso ancora la sera quando tornano a casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un momento bello per le famiglie perché sanno che la loro figlia o il loro figlio passa alcune ore della giornata in un ambiente pensato apposta per loro, in spazi pieni di luce e di aria, nei quali lasciar prorompere la propria spontaneità, ma nel contempo imparare a vivere, direi a convivere con gli altri. Insomma qui si seguono le prime lezioni di democrazia, di pacifica convivenza sociale e s’impara che la mia libertà arriva fino a dove comincia la libertà degli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E sappiamo che costruire scuole è uno degli aspetti piú significativi della democrazia. Ne abbiamo costruite tante nel mondo dove non ce n’erano e il sorriso di quelle bambine e di quei bambini cosí lontani, ma non tanto diversi dai nostri figli, è il ringraziamento piú bello per chi crede ancora nella buona volontà delle persone e nell’affermarsi attraverso la formazione del senso dell’equità e della giustizia in seno a una comunità.&lt;br /&gt;E il senso del rispetto dell’altro e del diverso, non fosse che per evitare, almeno all’interno delle mura scolastiche, la distinzione fra pecore bianche e pecore nere da espellere a calci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Comune di Losone ha compreso la valenza sociale ed educativa della consegna di un nuovo edificio scolastico e così ha trasformato le sedi ormai non più funzionali in questa struttura – che coniuga passato e presente – che può ospitare ben otto sezioni prescolastiche. Losone risulta così la sede più grande del Cantone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’iter per Losone non è stato né facile né rapido. Ma ci si può anche domandare che cosa al giorno d’oggi avvenga ancora in maniera facile e rapida e senza qualche “rogna”. E ben si capisce la soddisfazione dell’autorità comunale di questo comune per il risultato raggiunto. Infatti l’inizio del nuovo anno scolastico ha visto la conclusione dell’opera che si situa in una “cittadella degli studi” in quanto su questo territorio troviamo ubicate tutte le scuole  dell’obbligo, dovendo risolvere anche le problematiche legate al piano viario della zona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questa edificazione Losone permette l’accesso ai bambini dai tre anni compiuti e quindi non dimentica le grandi potenzialità del bambino del primo livello prescolare , livello che viene finalmente valorizzato anche dalla riforma prevista dal progetto di accordo intercantonale di armonizzazione dei sistemi scolastici della Svizzera e che renderà obbligatoria la scolarità a partire dai 4 anni. Noi, sulla scorta di un collaudato e lungimirante modello siamo molto più avanti e, non da ultimo anche come conseguenza di un calo demografico in atto, siamo in grado di offrire scuole dell’infanzia pubbliche e gratuite per i bambini già a partire dai tre anni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo insomma, in questo ambito, piú avanti degli altri e non mancano responsabili dell’educazione prescolastica di altri cantoni che scendono al sud delle Alpi per informarsi su quanto è stato fatto e si fa, da anni, qui da noi. Oppure ci invitano a casa loro per saperne di piú.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facciamo insomma cose ottime e magari qualcuno qui nel Ticino non se ne accorge nemmeno. Ma è una malattia tipica di noi ticinesi il piangerci addosso e il vedere talvolta prevalentemente il lato negativo delle vicende di casa nostra, persino laddove altri esprimono compiacimento e ammirazione per quello che facciamo.&lt;br /&gt;E del “Tessiner Modell” per ciò che riguarda la scuola dell’infanzia non possiamo che andare fieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’opera che qui inauguriamo è segno di progresso. Disporre di spazi adeguati per queste tre età di riferimento ha un valore funzionale, psicologico e educativo, ampiamente sottolineato dagli esperti del settore e che ha visto il suo apice nel cantone negli anni sessanta/settanta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proseguiamo dunque il cammino su una strada imboccata da anni grazie a chi, a livello dipartimentale, ha operato secondo i piú moderni e aggiornati concetti educativi e a chi, a livello comunale, ha dimostrato di condurre una politica scolastica lungimirante, nell’interesse dei giovani, cioè di chi sarà la cittadina e il cittadino di domani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non dimentichiamo che il cantone Ticino ha saputo costruire un sistema formativo completo, che va dalla scuola dell’infanzia all’università e ha una ricca offerta di iniziative della formazione continua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ringrazio le insegnanti della scuola di infanzia per il loro onere di lavoro che, oggi più che mai, risulta non facile e complesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo proposito mi piace citare gli Orientamenti programmatici per la scuola dell’ infanzia del 2000 con una affermazione legata al ruolo dell’insegnante oggi: “…..l’insegnante è mediatore tra bambino e realtà con lo scopo di dare risposte pedagogicamente e didatticamente congrue ai bisogni di crescita affettiva e cognitiva del bambino dai tre ai sei anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludo ringraziando l’autorità comunale di Losone per aver condotto in porto un progetto moderno e funzionale. Estendo il mio ringraziamento all’architetto progettista che ha saputo accomunare le esigenze della costruzione con quelle della pedagoa, alle maestranze e a tutte le persone che hanno concorso alla realizzazione del nuovo edificio.&lt;br /&gt;È mia abitudine concludere i miei interventi in occasione di inaugurazioni di edifici scolastici ricordando  un caro amico dal quale ho imparato molte cose, Alfredo Giovannini, che non perdeva occasione per ricordare in Gran Consiglio, “beati quei paesi in cui ancora si rubano i libri. “ Beati quei paesi in cui ancora si costruiscono nuove scuole” aggiungo io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie dell’attenzione e auguri alla nuova scuola.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-5855674122296912851?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/5855674122296912851/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=5855674122296912851' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/5855674122296912851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/5855674122296912851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/inaugurazione-della-scuola-dellinfanzia.html' title='Inaugurazione della scuola dell’infanzia di Losone'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-5417746484123546986</id><published>2007-11-14T07:37:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:39:07.259+01:00</updated><title type='text'>Inaugurazione della nuova Scuola Club Migros, Locarno</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - per l'inaugurazione della nuova Scuola Club Migros di Locarno del 5 ottobre 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egregio direttor Emma,&lt;br /&gt;Gentile signora Pesenti, responsabile Percento culturale di Migros Ticino,&lt;br /&gt;signor direttore del Museo Cantonale d'Arte,&lt;br /&gt;Signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ho aderito con piacere alla proposta di intervenire all’inaugurazione della nuova sede di Locarno della Scuola Club Migros.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport seguo con vivo interesse le proposte formative e culturali promosse da più di 60 anni dalla Scuola Club e sostenute dal Percento culturale, grazie ad una visione pionieristica e lungimirante del fondatore della cooperativa Migros, Gottlieb Duttweiler.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi ultimi anni, il settore della formazione ha vissuto un formidabile sviluppo. Un fermento che non ha toccato unicamente la formazione di base e superiore ma anche quella continua, che attualmente può contare sull’esistenza di un’ampia e diversificata offerta di corsi organizzati sia da enti pubblici sia privati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In altre parole, oltre all’istituzione dell’Università della Svizzera italiana, della Scuola universitaria professionale, dell'Alta scuola pedagogica e dell'Istituto universitario federale per la formazione professionale, oltre alle nuove possibilità date a giovani e adulti di accedere a nuovi percorsi formativi, si è osservato lo sviluppo costante di un’offerta di formazione che dà l’occasione ai cittadini di ogni età di soddisfare la sete di sapere, di vivere nuove esperienze e migliorare le proprie competenze, a beneficio di chi desidera capire e sentirsi parte di una società in costante evoluzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra gli obiettivi dichiarati della Scuola Club v’è la volontà di offrire alla popolazione l’opportunità di accrescere costantemente le conoscenze e le capacità, di migliorare le competenze professionali e trascorrere il tempo libero svolgendo attività costruttive e salutari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad orientare le attività ed i progetti del Dipartimento da me diretto figurano gli stessi obiettivi appena citati. Gli scopi che guidano la nostra e la vostra azione sono dunque gli stessi ed è per questo che lo Stato plaude a questo tipo di iniziative, volte a rafforzare le opportunità di formazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggendo il vostro rendiconto annuale m’è balzato all’occhio che la Scuola Club, con le sue 4 sedi nei principali centri del Cantone ed un programma che tocca un ampissimo ventaglio di discipline, registra più di 290'000 ore di frequenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se aggiungiamo a questa cifra le ore di partecipazione totalizzate dai Corsi per adulti organizzati dalla Divisione della formazione professionale oltrepassiamo agevolmente il mezzo milione di ore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si parla di crescita dell’economia non ci si deve dimenticare del nesso che esiste tra quella crescita e la qualità della formazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da un lato ogni istituzione formativa – le scuole di ogni genere e grado, quelle pubbliche e istituzioni come appunto la Scuola Club Migros - è chiamata a trasmettere agli studenti, giovani o adulti, nozioni, a far loro acquisire competenze e a fornir loro gli strumenti necessari perché siano in grado di assumere responsabilità nel mondo del lavoro, di lavorare in maniera autonoma, di prendere decisioni e di saperle sostenere. Senza dimenticare uno degli obiettivi di ogni ente formativo che è quello di rispondere all’esigenza principale del nostro tempo che è quella di imparare durante tutta la vita. Chi ama l’inglese sopra ogni cosa parla di “longlife learning”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall’altro l’economia è chiamata a far conoscere alle istituzioni formative i suoi bisogni per poter, in seguito, contare su personale qualificato e perché ogni scuola, che opera nel mondo delle professioni, sia in grado di aggiornare i propri curricoli formativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò non significa che l’istituzione formativa è sottomessa all’economia, ma che essa intende formare le persone secondo obiettivi ben definiti che spaziano da quelli di natura formativa in generale a quelli fissati dai vari settori del mondo del lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma e in altre parole: chi frequenta i nostri corsi vuole avere qualche opportunità in piú per migliorare la propria posizione nel lavoro o per accedere a una determinata carriera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono convinto che questa complementarità tra pubblico e privato è nell'interesse del Paese. Mi auguro che questa stimolante concorrenza contribuisca al miglioramento costante dell’offerta formativa alla nostra popolazione ed in futuro possa condurci, chissà, ad innovative forme di collaborazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi nuovi e funzionali spazi che oggi inauguriamo fungeranno da palestra per l’apprendimento, da luogo di incontro e promozione dell’integrazione, che è uno degli aspetti piú significativi, ma delicati, del nostro tempo. Un tassello in più di quel ricco mosaico che è il Ticino della cultura e della formazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi complimento perciò per questa iniziativa e mi auguro che possa riscontrare un meritato successo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-5417746484123546986?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/5417746484123546986/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=5417746484123546986' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/5417746484123546986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/5417746484123546986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/inaugurazione-della-nuova-scuola-club.html' title='Inaugurazione della nuova Scuola Club Migros, Locarno'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-4814246994814303333</id><published>2007-11-14T07:32:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:37:18.860+01:00</updated><title type='text'>Nuovi spazi alla Scuola media di Gravesano</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - per l'inaugurazione dei nuovi spazi alla Scuola media di Gravesano del 29 settembre 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro sindaco,&lt;br /&gt;Signora presidente del Gran Consiglio,&lt;br /&gt;Autorità civili e religiose,&lt;br /&gt;Caro direttore di questa rinnovata sede,&lt;br /&gt;Signore e signori docenti,&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;Care allieve e cari allievi,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dopo aver letto la cronistoria della ristrutturazione e dell’ampliamento di questa scuola, scritta dall’ex-direttore Siro Casari, capisco perché l’eco del grande sospiro di sollievo, emesso da tutta la comunità scolastica e civile di Gravesano al vedere finalmente lo smontaggio dell’enorme gru verde di cantiere, sia arrivato fino nel mio ufficio di Bellinzona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma quanto più tribolati siano stati i lunghi mesi di forzata convivenza tra i momenti di studio e i rumori di cantiere, tanto più grande è oggi la soddisfazione di avere un edificio scolastico rinnovato ed elegante nella sua architettura, dove la sobrietà delle linee del vecchio stabile “Istituto Rusca” si sposa all’essenzialità delle linee del nuovo edificio.&lt;br /&gt;E in più avete salvato anche i tigli il cui profumo – scrive Siro Casari – fa “sognare le imminenti vacanze estive”.&lt;br /&gt;Siamo fuori stagione, ma l’idea è bella lo stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho partecipato, in questi anni, a numerose cerimonie d’inaugurazione di nuovi o rinnovati edifici scolastici con sentimenti di gioia e di soddisfazione.&lt;br /&gt;E’ la gioia di poter offrire alle ragazze e ai ragazzi e al corpo docente sedi scolastiche piene di luce e ben attrezzate che invogliano a scoprire e a far scoprire cose nuove perché la scoperta del nuovo dà senso alla nostra vita ed è uno dei compiti essenziali della scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La soddisfazione – ma c’è anche fierezza - è quella del capo del dipartimento che ottiene dal Gran Consiglio i crediti necessari per costruire o rinnovare le sedi scolastiche.&lt;br /&gt;Viviamo momenti difficili per le finanze del Cantone.&lt;br /&gt;Non è una novità. La richiesta di un credito comporta uno studio attento delle necessità.&lt;br /&gt;Il senso dello Stato esige che le risorse finanziarie siano distribuite secondo precisi ordini di priorità.&lt;br /&gt;E’ un atteggiamento di lealtà e di rispetto verso le istituzioni.&lt;br /&gt;La scuola è una priorità perché l’istruzione è uno dei punti qualificanti della democrazia.&lt;br /&gt;Ecco perché oggi siamo qui tutti riuniti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Care ragazze e cari ragazze che ogni giorno varcate la soglia di questa scuola,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avete la fortuna di poter andare a scuola. Ci sono ragazze e ragazzi nel mondo che questa fortuna non l’hanno ancora.&lt;br /&gt;Questa scuola è stata rinnovata e ampliata prima di tutto per voi, perché quando entrate ogni mattina da quella porta possiate dire:&lt;br /&gt;Com’è bella la mia scuola e com’è bello lavorare in una scuola in cui ci sono tutte le cose necessarie per imparare.&lt;br /&gt;Anche questo è una fortuna e mi auguro che la voglia di imparare rimanga sempre dentro di voi.&lt;br /&gt;E sopra tutto abbiate rispetto del nuovo edificio e tenetelo pulito come lo è adesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle docenti e ai docenti auguro di avere sempre davanti a sé giovani curiosi.&lt;br /&gt;Lo so che oggi il mestiere di docente – ma non è solo un mestiere – è più complicato di un tempo.&lt;br /&gt;Mi auguro comunque che l’edificio rinnovato vi aiuti, più di prima, a organizzare il vostro lavoro e a creare quell’ambiente di studio in cui la curiosità dei giovani è appagata e in cui, passo dopo passo, essi acquisiscono quel sapere, necessario per potersi affermare, come individui, più tardi nella vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho espresso la mia gioia e la mia soddisfazione per questa nuova opera che arricchisce l’inventario degli stabili dello Stato e che si aggiunge alla già lunga lista degli edifici scolastici ristrutturati o costruiti di bel nuovo perché alla nostra gioventù siano garantite condizioni ottimali di studio.&lt;br /&gt;A voi, docenti di questa scuola, il dovere di assolvere il delicato compito di aiutare i giovani a crescere nel nome della libertà che ha i suoi limiti nella libertà degli altri; che vuol dire imparare a crescere nel rispetto dell’altro, diverso da noi per cultura, lingua e mentalità, ma che vive ormai vicino a noi per le vicissitudini della vita.&lt;br /&gt;Nella scuola non ci sono pecore nere da scacciare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai politici di Gravesano, il compito di gestire con onestà e fermezza la cosa pubblica e di seguire con particolare attenzione la vita della comunità scolastica, nella quale si formano le cittadine e i cittadini di domani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo Stato il compito di assicurare le necessarie risorse, laddove servono perché sia garantito il progresso dell’intera comunità.&lt;br /&gt;Ecco perché incontri come questi oltre alla gioia e alla soddisfazione per l’opera realizzata fanno crescere dentro di noi il sentimento che quell’opera rientra nel quadro di un programma che si ispira a una politica seria e coerente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludo ringraziando tutti coloro che hanno reso possibile questa realizzazione, dalle persone attive nella scuola all’architetto che ha saputo accomunare le esigenze dell’architettura con quelle della pedagogica, dalle maestranze a tutte le persone del comune e del cantone che hanno contribuito a trasformare un progetto in realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie dell’attenzione e buon anno scolastico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-4814246994814303333?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/4814246994814303333/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=4814246994814303333' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/4814246994814303333'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/4814246994814303333'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/nuovi-spazi-alla-scuola-media-di.html' title='Nuovi spazi alla Scuola media di Gravesano'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-8437575126817936150</id><published>2007-11-14T07:30:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:32:20.478+01:00</updated><title type='text'>50 anni della SFG di Bioggio</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - per i 50 anni della SFG di Bioggio del 28 settembre 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signor presidente della Società federale di ginnastica Bioggio-Agno (Athos Nesa)&lt;br /&gt;Signor presidente dell'Associazione cantonale ticinese di Ginnastica (Jvan Weber)&lt;br /&gt;Autorità&lt;br /&gt;Ragazze e ragazzi e giovani speranze&lt;br /&gt;Signore e signori, amiche e amici dello sport&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;50 anni di vita sono un bel traguardo: vuol dire che l’attività della SFG di Bioggio/Agno è apprezzata dalla popolazione; significa anche che lavorate bene per cui esprimo subito alle monitrici e ai monitori e a tutte le persone che lavorano per la SFG Bioggio/Agno un plauso per il loro impegno a favore dei giovani e dei meno giovani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partecipo sempre volentieri a manifestazioni in cui lo sport è protagonista. Intendo lo sport vero, quello che non conosce trucchi, quello che si pratica perché così ci si sente in buona salute, perché ci si diverte, perché si vedono i progressi che si fanno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo che per progredire si deve sudare, ma la vita è fatta così. Se vogliamo ottenere qualcosa, uno sforzo dobbiamo pur farlo. Ma c’è, dopo, la soddisfazione di aver raggiunto un altro traguardo. Poi ne verranno altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quelli che si esprimono con parole difficili parlano di “palestra di vita”. Vuol dire che in una palestra in cui si fa ginnastica s’imparano anche cose per la vita: s’impara a dominare i propri nervi, a conoscere i propri limiti, a sudare per riuscire a fare bene un esercizio a terra o un volteggio alla parallela, e sopra tutto si impara a conoscere nuovi amici e a rispettarli. Come nello sport – e purtroppo non è sempre così – s’impara a rispettare il così detto avversario, che è un individuo come noi e non una persona da abbattere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ il concetto di sport, sostenuto dal Consiglio federale, quando si afferma che lo sport è uno strumento per diffondere i veri valori dello sport, ma anche della vita: l’amicizia, la tolleranza, la solidarietà, l’integrazione, la giustizia, in una parola usata e strausata nello sport: il fair play.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ognuno di noi sa, se è attento a quanto capita oggi nel mondo, come certi valori siano oggi calpestati laddove non c’è tolleranza né solidarietà. Ma attenti che certe cose possono capitare anche da noi, per cui deve rimanere viva in noi la preoccupazione affinché una comunità possa vivere e prosperare secondo determinate regole, rispettate da tutti. La comunità non è un gregge di pecore, non importa di che colore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosciente dell’importanza dello sport, come strumento di coesione a ogni livello della società, dunque anche al livello di una società di ginnastica come la vostra, lo Stato mette a disposizione delle società le infrastrutture costruite per le scuole secondo il principio della sussidiarità con l’obiettivo – ma è uno tra molti altri – di sfruttare nel miglior modo possibile le risorse finanziarie, ma anche le risorse umane quando permette a chi ne ha le doti di dedicarsi allo sport come monitrice o monitore e a chi ne sente il bisogno di praticare la disciplina sportiva preferita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è stato un atto formale, qualche anno fa, quello di completare la denominazione del mio dipartimento con la parola “sport”, inteso come educazione o come strumento che concorre all’educazione dei giovani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei diritti della carta dei ragazzi e della carta del fair play è definito come “il sentirsi bene e in buona salute per cui praticare lo sport procura piacere.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questo pensiero concludo il mio intervento, cioè con l’augurio che quello che fate qui in palestra – ma vale anche per chi fa sport come me camminando per le montagne – vi mantenga tutti in buona salute, perché è qualcosa che fate, provando piacere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla SFG di Bioggio/Agno, alle monitrici e ai monitori e a tutte le persone che si adoperano per mantenere dinamica la società auguro lunga vita. Ed esprimo, infine, la riconoscenza dello Stato per ogni attività che contribuisce a formare la cittadina e il cittadino di domani e a promuovere il progresso della società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie dell’attenzione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-8437575126817936150?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/8437575126817936150/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=8437575126817936150' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/8437575126817936150'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/8437575126817936150'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/50-anni-della-sfg-di-bioggio.html' title='50 anni della SFG di Bioggio'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-8078816687336154774</id><published>2007-11-14T07:28:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:30:22.713+01:00</updated><title type='text'>Campus scienza e sport e Istituto alpino di chimica e tossicologia</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - del 28 settembre 2007 a Olivone per il Campus scienza e sport e Istituto alpino di chimica e tossicologia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[fa stato il testo parlato]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signor sindaco,&lt;br /&gt;Presidente e direttore della fondazione alpina per le scienze della vita,&lt;br /&gt;Rappresentanti dei servizi dell'amministrazione, architetti, del mondo della formazione e della ricerca,&lt;br /&gt;Autorità,&lt;br /&gt;Signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;quando, nel corso del 2003, siamo venuti a conoscenza che la Confederazione era intenzionata a vendere le sue strutture militari di Olivone non abbiamo esitato un attimo ad intavolare trattative con Armasuisse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci siamo immediatamente resi conto che l'acquisto del "lazzaretto di Olivone" - così chiamato dalle migliaia di soldati che qui hanno trascorso i corsi di ripetizione fra i prati di Piansegno e le rocce della Val Camadra - costituiva un'interessante opportunità per la Valle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco tempo dopo - il 28 giugno 2005 - il Consiglio di Stato decideva l'acquisto degli immobili e del sedime con queste principali motivazioni:&lt;br /&gt;·      Prima motivazione: "le infrastrutture rispondono già da parecchi anni alle necessità promosse o sostenute direttamente dal Cantone", come i soggiorni per persone anziane o disabili oppure le attività di Gioventù e sport e Lingue e sport;&lt;br /&gt;·      Seconda motivazione: "la posizione geografica di Olivone e la presenza, nelle immediate vicinanze, di strutture sanitarie d'appoggio e di impianti sportivi e ricreativi di interesse cantonale [che consente] l'organizzazione in Ticino di settimane verdi e bianche delle scuole… senza dover far capo a soluzioni fuori Cantone".&lt;br /&gt;·      Terza motivazione: il sostegno alle attività della Fondazione alpina per le scienze della vita nell'ambito della Nuova politica regionale; Fondazione che promuove "attività di [ricerca], aggiornamento, perfezionamento e riqualificazione professionali nell'ambito della fitofarmacologia e l'introduzione di nuove tecnologie nel campo dei servizi delle analisi tossicologiche".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'acquisto del "lazzaretto" si fonda sulla precisa volontà di sviluppare e consolidare un "centro … di formazione e di servizi"; un "[luogo] di pratica sociopedagogica nell'ambito di soggiorni di cura per anziani e portatori di handicap" e un "centro sportivo per attività destinate soprattutto ai giovani che frequentano le nostre scuole e nell'ambito [di] Gioventù e sport".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo: dal punto di vista politico l'acquisto delle strutture di Olivone va letto come un sostegno concreto ad iniziative che creano nuove opportunità di sviluppo, di lavoro e di crescita nelle regioni di montagna. Al consolidamento delle attività legate allo sport e ai soggiorni per anziani che animano le strutture preesistenti e la vita del Paese - strutture che conosceranno nel corso dei prossimi anni interventi di manutenzione, conservazione e rinnovamento che renderanno gli spazi ancora più funzionali ed accoglienti - si è aggiunta la nuova costruzione della Fondazione alpina per le scienze della vita che inauguriamo oggi e della quale ha già parlato chi mi ha preceduto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il "lazzaretto" risorge dunque a nuova vita come "Campus scienza e sport": non è un semplice cambiamento di etichetta o un'operazione di marketing politico come se ne fanno tante di questi tempi. È un cambiamento sostanziale che getta le basi per rafforzare attività legate allo sport e allo svago con indubbie ricadute positive sull'economia della Valle e che getta soprattutto le premesse per un inserimento, discreto ma convinto, della Valle di Blenio nel Ticino della conoscenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La presenza di attività legate alla formazione e alla ricerca fanno di Olivone un ulteriore, piccolo, ma significativo tassello di un Ticino nuovo, aperto, capace di coniugare la sua storia, la sua identità culturale e le sue tradizioni, con l'esigenza di volgere lo sguardo su nuovi orizzonti; con la necessità di assumere un ruolo attivo e convinto per affrontare le sfide del futuro. Il progetto universitario iniziato un decennio fa con la creazione dell'Università della Svizzera italiana e della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana cresce, si consolida attraverso la creazione di una fitta rete di collaborazioni locali e internazionali che consentono la produzione e la messa in rete del sapere. È un sapere costruito sull'eccellenza e anche Olivone potrà fare la sua parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto dunque con un sentimento di soddisfazione l'inizio delle attività nei nuovi laboratori di chimica e tossicologia forense e ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del "Campus scienza e sport". Ringrazio in particolare le autorità federali e comunali per il loro concreto e convinto appoggio nonché la Sezione del promovimento economico, la Sezione della logistica del Dipartimento delle finanze e dell'economia, il Dipartimento delle istituzioni per le prospettive di collaborazione in gioco e il nostro Ufficio gioventù e sport e Armasuisse e tutti coloro che credono in questa nuova e importante opportunità per la Valle di Blenio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il "Campus scienza e sport" è aperto. Approfittiamo di questa nuova e moderna struttura.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-8078816687336154774?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/8078816687336154774/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=8078816687336154774' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/8078816687336154774'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/8078816687336154774'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/campus-scienza-e-sport-e-istituto.html' title='Campus scienza e sport e Istituto alpino di chimica e tossicologia'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-3368429901901750291</id><published>2007-11-14T07:26:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:28:47.914+01:00</updated><title type='text'>Commemorazione del quarto centenario della morte di Domenico Fontana</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - per la Commemorazione del quarto centenario della morte di Domenico Fontana del 15 settembre 2007 a Melide)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egregio signor Sindaco,&lt;br /&gt;Egregio direttore dell’ufficio federale della cultura,&lt;br /&gt;Egregio signor Console generale d’Italia,&lt;br /&gt;Gentili signore, egregi signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;celebriamo oggi i 400 anni della morte del grande architetto Domenico Fontana di Melide.&lt;br /&gt;Un uomo che a quattro secoli di distanza ancora desta la nostra ammirazione per le sue doti artistiche, ingegneristiche e imprenditoriali, per la sua capacità di assumersi compiti impegnativi e per la capacità di portarli a termine con maestria e determinazione.&lt;br /&gt;Innumerevoli e importanti sono le realizzazioni di Domenico Fontana a Roma come a Napoli, ma come a volte succede il suo nome rimane indissolubilmente legato ad un episodio per certi versi del tutto eccezionale.&lt;br /&gt;L’episodio, come voi tutti sapete, è il trasporto e l’innalzamento dell’obelisco di Piazza San Pietro a Roma, dovuto alla determinazione di Papa Sisto V, che, eletto al soglio di Pietro nel 1585, aveva fatto di Domenico Fontana Architetto Generale pontificio.&lt;br /&gt;La titanica impresa fece accorrere curiosi da ogni dove. Un editto venne promulgato per evitare disordini, precisando che “a chi avesse forzato li cancelli v’era pena di vita; di più che nessuno parlasse, o sputasse, o facesse strepito di sorta alcuna, sotto gravi pene; acciocché non fossero impedite le ordinazioni dell’architetto”. Sisto V si giocava la reputazione e il Fontana la testa, benché il severo Pontefice avesse segretamente ordinato di tener pronti dei cavalli per permettere a Domenico di fuggire qualora qualcosa fosse andato storto.&lt;br /&gt;907 uomini e 65 cavalli assieme a capomastri, falegnami, tecnici, sotto la direzione dell’Architetto di Melide – nel silenzio assoluto, misero in moto la macchina.&lt;br /&gt;L’operazione richiese parecchi giorni, ma andò a buon fine: l’obelisco venne innalzato, Fontana venne portato in trionfo e a Roma non si sentiva che risuonare il suo nome.&lt;br /&gt;Il Papa, entusiasta, creò Domenico Fontana Cavaliere dello Speron d’oro, lo fece patrizio romano, assegnandoli una cospicua somma e una lauta pensione, e ordinando di iscrivere il nome dell’architetto di Melide alla base dell’obelisco, ad imperitura memoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se oggi ci ritroviamo assieme per celebrare il nome di Domenico Fontana, in questo rito collettivo, non è solo per la singolare impresa della Guglia, com’era chiamato l’obelisco, né forse neppure per quella lunga serie di opere che l’architetto di Melide dapprima a Roma e poi - morto Papa Sisto V, suo gran protettore, nel 1590 - a Napoli, invitato dal viceré di Spagna Conte di Miranda, a cui certamente l’arrivo dell’architetto più famoso di Roma portava lustro.&lt;br /&gt;Perché a Domenico Fontana è toccato, assieme ad altri grandi architetti ticinesi, come Carlo Maderno, Francesco Borromini, Carlo Fontana ecc, di rappresentare il meglio del Cantone Ticino; l’espressione più alta – si sarebbe detto un tempo - del nostro genium loci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne abbiamo un’eloquente testimonianza nel grande dipinto di Angelo Baroffio per la nascita del nostro Cantone nel 1803, che possiamo ammirare a Palazzo delle Orsoline, nel corridoio del primo piano.&lt;br /&gt;Questa tela raffigura in modo allegorico l’unione tra il Ticino, impersonato da un vecchio barbuto, con Helvetia, nelle vesti di una graziosa giovine: entrambi alzano gli occhi al cielo, dove la Giustizia da sopra le nubi sovrasta tutta la scena. Sulla destra, in secondo piano, è riconoscibile Ercole che atterra con la sua clava tre figure femminili, l’Avarizia, la Schiavitù e la Discordia; sulla sinistra invece, le Belle Arti porgono le loro preci alla Giustizia per la felicità del nuovo Cantone. Più a sinistra ancora - ed è quello che qui più ci interessa -, un piccolo putto indica una lapide con scolpiti appunto i nomi dei più grandi ticinesi, ossia i nostri grandi architetti. Manco a dirlo, il primo nome della lista è quello di Domenico Fontana.&lt;br /&gt;La tela del Baroffio non è certo un capolavoro; il suo impianto storico-allegorico può apparire un po’ scontato, ma certo questo dettaglio della lapide con l’elenco degli artisti ticinesi è a suo modo una testimonianza eloquente e ben conosciuta dagli storici e dagli storici dell’arte, dell’appropriazione del mito comacino.&lt;br /&gt;Il Ticino, nato come Cantone grazie all’Atto di Mediazione napoleonico, presenta – diciamo così – le sue credenziali al resto della Confederazione, offrendo un’immagine di grande profilo, che punta tutto sul fenomeno dei grandi architetti.&lt;br /&gt;Non uomini d’arme, non poeti o filosofi o musicisti sono gli uomini illustri che il Ticino accampa nel suo pantheon, ma quei geniali interpreti di un’arte che aveva nobilitato Roma come Venezia, Vienna come San Pietroburgo, e dietro cui stava il vasto, ricco, diversificato e duraturo fenomeno dei maestri comacini.&lt;br /&gt;Il mito ha avuto straordinaria fortuna e lo possiamo ritrovare ancora in campagne pubblicitarie del turismo ticinese di non tanti anni fa: con il noto slogan di Ticino terra d’artisti, che spazzava via l’immagine di un allegro Ticino rurale di boccalini e zoccolette che aveva imperversato per anni, ricuperando questa nostra antica e aulica tradizione.&lt;br /&gt;Questione di marketing turistico si dirà, che poco ci tocca, ma anche questione di identità, che ci tocca invece moltissimo.&lt;br /&gt;Perché non possiamo scordare che l’immagine che di noi offriamo agli altri, altri non è se non uno specchio di quel che crediamo di essere.&lt;br /&gt;E allora studiarne la storia e le dinamiche diventa fondamentale per capire noi stessi, quel che siamo stati o che volevamo apparire, quel che siamo e che vorremo essere.&lt;br /&gt;E’ significativo in questo senso che già il primo governo ticinese, desideroso di promuovere una propria identità culturale, diede l’incarico a padre Oldelli di redigere un Dizionario storico ragionato degli uomini illustri del Canton Ticino, che vide la luce nel 1807, in cui, inutile dirlo, dava gran spazio agli architetti ticinesi.&lt;br /&gt;E ancora oggi, possiamo affermare, è soprattutto grazie al prestigio internazionale dei suoi architetti, che il Ticino è conosciuto e apprezzato.&lt;br /&gt;Non è un caso, d’altronde, se in Ticino, a Mendrisio, ha potuto nascere e crescere un’Accademia d’architettura.&lt;br /&gt;Accademia, che accanto a molte altre istituzioni di questo ricco programma celebrativo dei 400 anni della morte di Domenica Fontana, per cui mi congratulo vivamente, ha contribuito con un convegno internazionale di studi, in collaborazione con l’Università di Napoli “Federico II”.&lt;br /&gt;Un’occasione che non poteva andare persa, come pure per le altre celebrazioni che annoveriamo quest’anno: penso ai 150 anni dalla morte di Stefano Franscini, ai 125 anni della linea ferroviaria del Gottardo o ancora, per rimanere ad un grande personaggio italiano, al duecentesimo della nascita di Giuseppe Garibaldi.&lt;br /&gt;Durante questi anniversari, al di là del pur significativo momento celebrativo, in quanto momento di celebrazione civile collettiva, che appunto rafforza i legami identitari e anche ai piacevoli aspetti conviviali, è bene che si colga appunto l’occasione per indirizzare degli sforzi nella direzione dell’ampliamento delle indagini scientifiche, nello sviluppo della ricerca, nell’incremento degli studi.&lt;br /&gt;Queste ricorrenze, sono momenti privilegiati per attrarre l’attenzione del pubblico, per incrementare la ricerca di finanziamenti, per elaborare collaborazioni e sinergie tra enti pubblici e privati.&lt;br /&gt;Bisogna evitare però di scadere nella semplice retorica, come pure di rincorrere progetti apparentemente attrattivi ma pretestuosi, e puntare sempre sulla qualità.&lt;br /&gt;La cultura, ricordiamolo, rimane un elemento essenziale dell’identità di un essere umano e di una collettività. Per gli individui, cosiccome per le comunità sociali è fondamentale il conservare e tutelare la propria cultura. Perdere la propria cultura significa, per una persona o per una comunità, perdere la propria identità essenziale. Questo spaesamento, come direbbero filosofi e sociologi, consiste come nello stare in un luogo senza più significato, in un paese insignificante, senza una chiara identità sia a livello personale che a livello comunitario, sociale.&lt;br /&gt;Ciò ha effetti molto negativi, che noi vogliamo evitare, tanto più in un momento storico come questo in cui convive la pluralità di culture, con cui è necessario essere in grado di intrecciare un fervido dialogo, e l’omologazione culturale, che è bene rifuggire.&lt;br /&gt;Il patrimonio culturale è riconosciuto come un veicolo di identità culturale. E’ per questo che affermiamo la necessità di tutelare il nostro patrimonio, di conservarlo, di valorizzarlo, di studiarlo, di fare opera di divulgazione.&lt;br /&gt;La cultura non è un optional, un di più o un lusso per pochi eruditi, essa appartiene a tutti noi, parla di cose che sono di tutti noi: del nostro passato, della nostra memoria, di ciò che ci ha permesso di essere come siamo; delle nostre paure e delle nostre angosce, delle nostre aspettative. dei nostri sogni e delle nostre utopie, di ciò che è più profondo in noi, come esseri umani.&lt;br /&gt;Grazie a Domenico Fontana possiamo così studiare non solo la vicenda di un illustre architetto, e la storia di un processo identitario che ha investito il nostro Cantone, ma anche – con i nostri conterranei come protagonisti - la straordinaria avventura voluta da Papa Sisto V, di voler cambiare l’assetto urbanistico di Roma, secondo un disegno controriformista.&lt;br /&gt;Ringrazio le Autorità del Comune di Melide e tutti coloro che hanno collaborato all’organizzazione di questa manifestazione che ci permette di valorizzare una pagina importante della nostra cultura e di aggiornare la nostra memoria storica. Il che mi permette di ricordare una volta ancora che la vera, la grande redditività del patrimonio culturale non è nella sua commercializzazione, e nemmeno nel turismo e nell’indotto che esso genera, bensì in quel profondo senso di identificazione, di appartenenza, di cittadinanza, che stimola la creatività delle generazioni presenti e future con la presenza e la memoria del passato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-3368429901901750291?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/3368429901901750291/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=3368429901901750291' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/3368429901901750291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/3368429901901750291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/commemorazione-del-quarto-centenario.html' title='Commemorazione del quarto centenario della morte di Domenico Fontana'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-5989415533202933328</id><published>2007-11-14T07:23:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T07:26:16.483+01:00</updated><title type='text'>Giornate dell’Associazione svizzera di psicologia dell’età evolutiva</title><content type='html'>(Intervento di apertura di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - durante le Giornate dell’Associazione svizzera di psicologia dell’età evolutiva del 14 settembre 2007 a Locarno)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentili signore,&lt;br /&gt;Egregi signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vi saluto a nome del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport e vi ringrazio per aver scelto il nostro Cantone per il vostro convegno.&lt;br /&gt;Ci fa estremamente piacere accogliervi qui all’Alta scuola pedagogica di Locarno, importante istituto di formazione di base e continua per i docenti delle nostre scuole.&lt;br /&gt;In questi anni stiamo rinnovando profondamente la formazione dei nostri docenti seguendo le direttive emanate dalla Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione. Si tratta di un rinnovamento indispensabile se si vuole, da un lato, assicurare alla scuola personale adeguatamente formato e, dall’altro, permettere ai diplomati un riconoscimento valido non solo in Ticino, ma pure negli altri cantoni e all’estero.&lt;br /&gt;E’ risaputo che la qualità della scuola è strettamente legata alla qualità e alla motivazione dei suoi docenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i vostri due giorni in Ticino avete scelto di approfondire il tema della prevenzione, dell’intervento e dell’integrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un tema importante e d’estrema attualità in tutta la Svizzera e all’estero. Per rendersene conto è sufficiente sfogliare i giornali e cogliere le preoccupazioni presenti in genitori, politici e autorità scolastiche.&lt;br /&gt;Viviamo in una società multiculturale e la mobilità delle persone porta sempre più a nuovi confronti, a nuove esperienze di vita. In questo contesto le tematiche legate alla presenza di giovani e adulti che vivono con difficoltà il loro inserimento nella nostra società sono costantemente presenti e non riguardano esclusivamente il settore scolastico ed educativo. E’ oramai diventato un tema di stretta attualità politica che interessa anche gli ambiti sociali e sanitari, quelli del lavoro e della sicurezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dibattito legato alla presenza di persone diverse nel nostro paese è presente in ogni cantone e anche in questa vigilia di elezioni nazionali non mancano fra le forze politiche coloro che esprimono le loro preoccupazioni proponendo soluzioni un po’ sbrigative. Su un punto sono certo: non è escludendo dalla nostra società queste persone che rendiamo un servizio allo sviluppo del nostro paese, alle persone e al rispetto della diversità. Generalmente in questi casi si sposta il problema, ma non lo si risolve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece è essenziale operare sulla prevenzione. Da noi si dice spesso che “prevenire è meglio che curare” ed è vero. Molte attività di prevenzione possono e devono essere svolte in ambito educativo, all’interno della famiglia, ecc. Si pensi solo per un istante a tutto quanto può essere fatto per favorire un clima favorevole all’interno degli istituti scolastici in modo che i diversi attori (allievi e docenti) vivano con serenità e con rispetto reciproco i loro rapporti relazionali. Oppure si potrebbero citare le numerose iniziative promosse per prevenire gli infortuni, le situazioni di dipendenza da alcool o droghe, la salute, e così di seguito.&lt;br /&gt;La prevenzione è un’azione necessaria, costantemente presente in ogni atto educativo e formativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accanto alle azioni preventive occorre essere consapevoli che degli interventi operativi s’impongono. Vorrei qui fare riferimento ad un tema che vi è particolarmente caro e che sarà oggetto di approfondimento nel corso delle due giornate. Si tratta della gestione nelle scuole degli allievi particolarmente difficili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Ticino, una delle misure che contraddistingue questo nuovo anno scolastico è legata alla sperimentazione relativa alla gestione dei cosiddetti “casi difficili”. Si tratta di un tema che è stato ampiamente dibattuto in questi ultimi anni anche perché la scuola si è trovata confrontata con un progressivo aumento del disagio giovanile. Il contesto sociale, economico, culturale e linguistico è mutato in modo significativo e la scuola, come agenzia educativa, ha dovuto assumere nuovi compiti che riflettono quanto osservato nel territorio e nell’ambiente sociale. Questi nuovi compiti non possono però essere affrontati dalla scuola unicamente con misure puntuali e mirate a una casistica specifica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le misure e gli interventi devono situarsi a più livelli ed essere interdipendenti, tenendo in debita considerazione l’allievo, il gruppo classe, l’istituto scolastico e l’istituzione e le collaborazioni esterne. A decorrere dall’anno scolastico 2002-03 il Dipartimento che dirigo ha approvato e adottato una serie di misure destinate a gestire e a contenere i cosiddetti “casi difficili”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo quattro anni di iniziative ed esperienze il Dipartimento ha ulteriormente precisato, affinato e integrato il quadro complessivo delle misure adottate. I risultati sono stati sostanzialmente positivi, anche se per alcuni di questi giovani s’impongono nuove misure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo motivo, ad esempio, a partire dall’anno scolastico 2007-08 nella scuola media sono state attivate due nuove forme d’intervento:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- La creazione di una zona cuscinetto temporanea all’interno di tre istituti scolastici.&lt;br /&gt;Questa misura prevede la creazione di uno spazio nel quale possono essere inseriti per un determinato periodo (a tempo completo o parziale) gli allievi che si trovano in piena rottura con la scuola. L’obiettivo è quello di “creare” una certa distanza fisica e psicologica dalle situazioni più stressanti. La gestione di questa zona è stata affidata ad un educatore. L’introduzione di questa figura professionale rappresenta una grossa novità per il contesto scolastico. Questa nuova figura sarà tenuta ad interagire e a collaborare con tutti gli altri operatori attivi nell’istituto e con le famiglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- La creazione di una rete di collaborazioni con istanze esterne alla scuola.&lt;br /&gt;Anche questa misure dovrebbe integrare e ampliare i molteplici interventi predisposti per le situazioni difficili da gestire. La sperimentazione si prefigge di stabilire una serie di accordi e definire delle modalità di collaborazione con degli enti esterni alla scuola, siano essi di carattere pubblico o privato, disposti ad accogliere per un lasso di tempo (potrebbero essere alcune ore, oppure giornate complete o addirittura settimane intere) degli allievi per svolgere un’esperienza lavorativa e personale in contesti diversi da quello scolastico. Tra la scuola e l’istanza esterna verrà stipulato un progetto educativo e l’allievo sarà seguito da un “tutor” che si occuperà di definire tutte le forme di collaborazione. Per i giovani che si apprestano a concludere la scuola media, queste esperienze assumeranno un ruolo importante e saranno finalizzate a preparare e a rendere operativo l’inserimento professionale. Saranno una decina gli allievi coinvolti in questa esperienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quale il fine di tutto ciò? Sicuramente quello di consentire ad ogni allievo, ad ogni persona, indipendentemente dalle sue capacità e dalle sue doti, di essere parte integrante della nostra società. La vostra associazione fa bene a sottolineare il concetto d’integrazione. Si tratta per noi di una scelta politica irrinunciabile proprio perché siamo consapevoli che solo dando pari dignità ad ogni individuo la società può evitare di trovarsi a gestire fenomeni legati alla devianza,al disagio sociale, all’esclusione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’integrazione per noi non è solo un obiettivo voluto ma soprattutto praticato. Nelle nostre scuole accogliamo tutti gli allievi indipendentemente dal loro statuto,dalla loro lingua e nazionalità. Fino al termine dell’obbligo scolastico allievi di diverse capacità,appartenenti alle varie culture e di diverse origini socioculturali stanno assieme, frequentano la stessa scuola, crescono e si conoscono. La percentuale di allievi accolti nelle scuole speciali è molto contenuta (2%) in quanto il principio generale è quello di far frequentare ai bambini, nella misura massima del possibile, la scuola regolare. La scuola è un importante strumento di integrazione e per conseguire questo obiettivo sono necessarie risorse finanziare adeguate e personale preparato e consapevole delle proprie responsabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per favorire l’integrazione ai nostri giovani insegniamo le altre lingue nazionali e l’inglese. Vi assicuro che è uno sforzo non indifferente per gli allievi ticinesi, ma siamo consapevoli che per una minoranza come quella italofona la conoscenze delle lingue è una premessa essenziale per allacciare rapporti con le altre comunità linguistiche e per consentire ai nostri giovani di proseguire gli studi e di muoversi in un contesto lavorativo molto più ampio di quello cantonale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sfogliando il programma delle vostre due giornate mi sono reso conto di come i problemi siano comuni in tutta la Svizzera. Cambiano le modalità d’intervento e le esperienze in atto, ma l’obiettivo ultimo è pur sempre quello di fare in modo che giovani in difficoltà possano trovare un loro inserimento nella nostra società. E’ un obiettivo nobile ed è un bene che si possano confrontare soluzioni ed attività presenti nei diversi cantoni. La conoscenza reciproca e il confronto aiutano alla crescita anche di chi, per professione, é chiamato a svolgere un ruolo molto importante in questo settore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Colgo l’occasione per ringraziarvi per l’impegno profuso a favore dei nostri giovani e vi auguro le migliori soddisfazioni durante questi due giorni in Ticino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-5989415533202933328?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/5989415533202933328/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=5989415533202933328' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/5989415533202933328'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/5989415533202933328'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/11/giornate-dellassociazione-svizzera-di.html' title='Giornate dell’Associazione svizzera di psicologia dell’età evolutiva'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-1049870159674618709</id><published>2007-09-13T13:21:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:49.478+01:00</updated><title type='text'>Consegna diplomi cantonale giornalista 2007</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rukd_Ce2YjI/AAAAAAAAAGE/4VSlAYUtx3Y/s1600-h/GendottiWeb.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5109648221063766578" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rukd_Ce2YjI/AAAAAAAAAGE/4VSlAYUtx3Y/s200/GendottiWeb.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; (Intervento di Gabriele Gendotti - Consigliere di Stato e Direttore del DECS - in occasione della Cerimonia di consegna dei diplomi cantonale di giornalista 2007 del 13 settembre 2007 a Bellinzona)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Porgo il cordiale saluto mio personale e del Consiglio di Stato&lt;br /&gt;al Direttore generale della RTSI e Direttore dei corsi (Dino Balestra),&lt;br /&gt;al Presidente della Commissione dei corsi di giornalismo della Svizzera italiana (Maurizio Corti) e al Presidente della Commissione d’esame (Marco Blaser)&lt;br /&gt;alle neodiplomate e ai neodiplomati&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;durante una consegna dei diplomi è abitudine rivolgere ai convenuti due parole dai toni celebrativi e sottolineare il buon lavoro svolto dagli insegnanti e l'impegno degli studenti; lavoro e impegno che si traducono nei buoni risultati conseguiti dalle neodiplomate e dai neodiplomati, ormai pronti ad assumere nuovi compiti e nuove responsabilità nella cosi detta società dell'informazione e della comunicazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi complimento con coloro che hanno ottenuto il diploma cantonale di giornalista, e auguro loro successo e soddisfazioni. Sono persone, uomini e donne, che operano in un settore professionale - quello dell'informazione - centrale e prioritario per un Paese che si dice aperto e democratico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa occasione non voglio però limitarmi alle sole parole di circostanza: di fronte a una bella squadra di persone attente, dinamiche e capaci desidero brevemente sottoporre alla vostra attenzione qualche riflessione sull'importanza di un lavoro al servizio della società dalla prospettiva di chi crede in un'informazione libera, corretta e oggettiva; un'informazione capace di assumere il ruolo di mediatrice delle idee, di aiutare il cittadino a capire il mondo e a costruirsi un'opinione su questo o su quell'argomento, di contribuire alla nostra crescita morale e intellettuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo vorrei fare - ispirato anche dall’aula in cui ci troviamo - dalla prospettiva dell'uomo politico che guarda al risultato del vostro lavoro con rispetto e che, di tanto in tanto, si pone qualche domanda. Lungi da me l’idea di affibbiarvi un’ulteriore lezione deontologica o tecnica, perché queste sono oramai passate e semmai ora sarà la vita professionale a darvele. L’intento è di rendervi partecipi di qualche interrogativo che ci poniamo nei confronti degli organi d’informazione nella nostra quotidiana attività di amministratori della cosa pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo interrogativo concerne la ragionevole discrezione che deve essere alla base del nostro agire di uomini, ancor prima di amministratori, di politici o di imprenditori. È una discrezione che troppo spesso viene letta in modo distorto come volontà di nascondere, di "insabbiare" chissà che cosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un esempio: nelle scorse settimane siamo stati costretti ad aprire un’inchiesta disciplinare nei confronti di un nostro dipendente. La relativa risoluzione governativa è stata approvata il martedì mattina durante l’abituale riunione del governo. Il giorno seguente, il mercoledì mattina di buon ora, prima ancora che la risoluzione fosse firmata e men che meno intimata agli interessati, l‘ufficio competente dell’Amministrazione cantonale era già sollecitato da un organo d’informazione, munito di nomi e cognomi, per saperne di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sia chiaro: il giornalista fa il suo mestiere e cerca di arrivare all’informazione prima di un altro. Non fa il suo mestiere chi trasmette un’informazione prima che il diretto interessato ne sia a conoscenza, violando così se non solo il segreto professionale, ma anche norme di comportamento che si ispirano alla discrezione. Ma nella fattispecie questo è un aspetto del problema – penserà qualcuno - che non concerne direttamente l’organo d’informazione. Semmai riguarda l’amministrazione dello Stato. Ciò che mi fa riflettere sono però le conseguenze che la notizia per così dire “rubata” e divulgata male, in toni esagerati o con imprecisioni clamorose sui fatti , ha su chi ne diventa "vittima" e sulla sua cerchia familiare o professionale. La discrezione dimenticata non ha nulla a che vedere con le libertà della democrazia. E questo è un problema che ci riguarda tutti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un mio secondo interrogativo si concentra sulla necessità di fare un chiaro distinguo fra la notizia - cioè i fatti - e il relativo commento, cioè l'interpretazione che si vuole dare ai fatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un esempio: qualche mese fa, nell’ambito della campagna mediatica che era in atto in tutta la Svizzera e anche nel Cantone Ticino sulla violenza giovanile, abbiamo potuto leggere di docenti minacciati in una scuola professionale, situazione che ci era peraltro assolutamente sconosciuta. Questa è una notizia che riporta un determinato fatto; una notizia utile e importante che ci aiuta nello svolgimento del nostro lavoro come politici, come operatori scolastici o come genitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci aiuta un po' meno il corollario di interpretazioni dei fatti - una politica sorda che fa finta di non sentire che il problema esiste oppure una scuola cieca, impermeabile ai cambiamenti della società e che quindi non avrebbe riconosciuto per tempo una tendenza in atto. Ma quello che più di tutto ci deve far riflettere – noi responsabili della gestione della cosa pubblica e voi giornalisti responsabili dell’informazione – sono quei giudizi affrettati e sommari come se il mondo fosse diviso da una parte i buoni dall’altro i cattivi; diviso fra le pecore bianche e le pecore nere, tanto per rimanere aggiornati con le strumentalizzazioni preelettorali del momento, che nella scuola diventano le pecore nere da espellere per sempre, senza però porci alcune domande: ma poi dove vanno? Abbiamo veramente risolto i nostri problemi? "Troppo facile, amico" avrebbe probabilmente detto Giuseppe Buffi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine tutto si riduce, da un lato, nel richiedere la massima professionalità nello svolgimento del servizio pubblico di informazione e di comunicazione da parte del giornalista, dall’altro lato, nel pretendere dall’utente, e qui la scuola deve giocare un ruolo fondamentale, la capacità di giudizio attraverso un atteggiamento critico di fronte all’informazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi forse qualche mezzo di comunicazione deve riconquistare un po’ di fiducia perduta per strada agli occhi dell’utente. Credibilità che passa attraverso la verità dell’informazione e l’autenticità dell’immagine sullo schermo o delle parole di chi riferisce i fatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Torniamo agli aspetti che ho chiamato più celebrativi di questo evento, per sottolineare che, per la prima volta, i diplomi sono il frutto di una nuova collaborazione tra le organizzazioni del mondo del lavoro – imprenditoriali e sindacali – e il Cantone. Per la prima volta la responsabilità dei corsi è infatti interamente passata a queste ultime e il Cantone svolge solo un ruolo di regolamentazione e di sostegno finanziario. La collaborazione credo sia stata proficua. Qualche rammarico resta per non aver potuto coinvolgere maggiormente, in questa operazione, l’Università della Svizzera italiana e in ciò siamo ormai stati sorpassati dalla Romandia, che questo accordo tra l’editoria, i giornalisti e l’università l’ha già concluso. Il titolo rilasciato a chi ha un formazione di base accademica è sicuramente più adeguato all’evoluzione in atto nel mondo della formazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, per tornare anche alle neodiplomate e ai neodiplomati, un complimento per la formazione conclusa, in un corso che mi è stato detto di alto livello anche per la vostra presenza e per i lavori di diploma svolti, e i migliori auguri per un futuro in cui l’informazione, ma soprattutto la buona informazione, che non vuol dire l’informazione addomesticata, sia sempre presente.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-1049870159674618709?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/1049870159674618709/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=1049870159674618709' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/1049870159674618709'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/1049870159674618709'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/09/consegna-diplomi-cantonale-giornalista.html' title='Consegna diplomi cantonale giornalista 2007'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rukd_Ce2YjI/AAAAAAAAAGE/4VSlAYUtx3Y/s72-c/GendottiWeb.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-8479608085104195864</id><published>2007-09-10T10:32:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:49.814+01:00</updated><title type='text'>Nuova sede scuola dell'infanzia di Arosio</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RuUBrSyQC3I/AAAAAAAAAF8/bCduvJe56b4/s1600-h/GabrieleGendottiBlog.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5108491195610303346" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RuUBrSyQC3I/AAAAAAAAAF8/bCduvJe56b4/s200/GabrieleGendottiBlog.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RuUBnSyQC2I/AAAAAAAAAF0/9hbwh-llsfg/s1600-h/GENDOTTI+UFFICIALE.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - per l'inaugurazione della nuova sede della scuola dell’infanzia nella frazione di Arosio, Alto Malcantone, di sabato 1 settembre 2007)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Caro sindaco (Nicola Stempfel),&lt;br /&gt;Signor ispettore scolastico Giampiero Bianchi,&lt;br /&gt;Gentile collega Maria Luisa Delcò, membro della giuria che ha scelto il progetto, in rappresentanza del DECS,&lt;br /&gt;Autorità civili e religiose,&lt;br /&gt;Gentili maestre della scuola dell’infanzia,&lt;br /&gt;Signore e signori,&lt;br /&gt;né voglio dimenticare le bambine e i bambini che lunedì varcheranno la soglia della nuova scuola,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Talvolta sorridi, talvolta è più dura.” Ho letto queste parole su un muro, lungo una strada di questo bel Malcantone.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;[1]&lt;/a&gt; Chi l’ha scritta dev’essere uno sprayer filosofo, perché quella frase è la vita, fatta di momenti belli e di momenti un po’ meno divertenti. E’ la vita di tutti noi, compresa la vita dei politici. Questo momento dell’inaugurazione ufficiale della nuova sede di scuola dell’infanzia fa parte di quelli belli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ bello se pensiamo alle ragazze e ai ragazzi che ogni giorno varcano la soglia della scuola con il sorriso di chi è curioso di conoscere e di fare cose nuove. E la più bella soddisfazione per chi li accompagna durante la giornata è di vedere lo stesso sorriso la sera quando tornano in famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un momento bello per le famiglie perché sanno che le loro figlie e i loro figli passano alcune ore della giornata in un ambiente accogliente, in spazi che ricevono molta luce e aria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accogliente anche perché la struttura ha spazi flessibili che possono essere adattati alle esigenze educative del momento e inoltre è ben inserita nell’ambiente circostante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D’altro canto ognuno di noi, qui presente a questa cerimonia d’inaugurazione, può rendersi conto della situazione geografica di questo edificio, posto su un balcone verde dove gli occhi di chi osserva spaziano sulla Magliasina da una parte e sul Luganese dall’altra. Un po’ come il mondo visto dall’alto. Ci sono altri balconi verdi qui sopra di noi dai quali l’occhio spazia fino alle Alpi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è un momento bello per l’autorità del comune nuovo, ma anche per le persone del comune prima dell’aggregazione, che hanno gettato le basi su cui costruire il progetto ora realizzato. Ed è tanto più bello questo momento in quanto l’opera qui condotta a buon fine sta al termine di una strada che ha preso avvio qualche anno fa, partendo dall’idea primitiva della costruzione di una nuova sede che accolga ragazze e ragazzi della regione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sappiamo tutti che “talvolta è piú dura”, cioè che talvolta su quella strada si frappongono ostacoli da superare. Ma è il gioco della democrazia che vuole così: essenziale è che all’interesse personale venga anteposto il bene della comunità. La gestione della cosa pubblica è fare il bene della comunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’inaugurazione di un edificio scolastico, di qualsiasi grado di scuola, è uno degli atti più qualificanti della democrazia e dunque di chi, nel comune, ha il compito di agire in modo tale che la democrazia ispiri ogni decisione politica. L’istruzione è uno dei punti qualificanti della democrazia. Ove siamo presenti nel mondo, abbiamo costruito prima di tutto scuole. Solo le dittature, per sopravvivere, mantengono il popolo nell’ignoranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torno a casa nostra, su questo balcone verde. Ogni sforzo che un comune fa per offrire condizioni al passo con i tempi di vita o di lavoro, occasioni di aggiornare il proprio sapere e di incontri tra la gente, è un tassello del grande mosaico di un Paese consapevole che la democrazia non si instaura una volta per tutte, ma vive dell’apporto di nuove idee e della realizzazione di nuovi progetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ in questo contesto che io vedo la realizzazione del nuovo edificio scolastico al quale è assicurato anche nei prossimi anni – così mi hanno detto – l’afflusso di nuove allieve e allievi. Sono convinto che la vicinanza della città e il miglioramento delle vie di comunicazione, ai quali si aggiunge la bellezza del luogo, sono elementi a sostegno di un ulteriore sviluppo demografico della regione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte a scuole che sono costrette a chiudere o a sezioni che scompaiono per mancanza di giovani allievi, fa piacere sentire parole secondo le quali il futuro di una scuola è assicurato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signore e signori,&lt;br /&gt;Queste brevi considerazioni sono l’espressione della mia soddisfazione per quanto è stato realizzato nel comune di Alto Malcantone. Penso che la stessa soddisfazione la provino le persone che in questo comune gestiscono la cosa pubblica e le famiglie che ogni mattina accompagneranno la figlia o il figlio nella nuova sede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è anche la mia soddisfazione per quanto si fa in questo cantone per la scuola in generale. Offriamo un sistema formativo completo dalla scuola dell’infanzia all’università compresa e offriamo un programma pure completo di formazione continua, perché i tempi in cui si imparava “per la vita” sono tramontati da un pezzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come dicevo all’inizio nella citazione sul muro del bel Malcantone “talvolta sorridi, talvolta è più dura”. La festa di oggi appartiene al sorriso: lo vedo sul viso di chi ha reso possibile quest’opera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio grazie va a loro per quanto hanno saputo condurre in porto, all’architetto progettista che ha saputo accomunare le esigenze della costruzione con quelle della pedagogia, alle maestranze e a tutte le persone che hanno concorso alla realizzazione della nuova scuola.&lt;br /&gt;Il nuovo anno scolastico si aprirà lunedì prossimo. Mi auguro che in tutte le allieve e in tutti gli allievi rimanga intatta la curiosità del nuovo, che è la voglia di imparare e che in ognuno e in ognuna di loro rimanga pure intatta la consapevolezza che è una fortuna potere andare a scuola, un privilegio, purtroppo, che a questo mondo non è di tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie dell’attenzione.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;[1]&lt;/a&gt; Prima di Cademario, salendo da Bioggio&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-8479608085104195864?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/8479608085104195864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=8479608085104195864' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/8479608085104195864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/8479608085104195864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/09/nuova-sede-scuola-dellinfanzia-di.html' title='Nuova sede scuola dell&apos;infanzia di Arosio'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RuUBrSyQC3I/AAAAAAAAAF8/bCduvJe56b4/s72-c/GabrieleGendottiBlog.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-1669487195882464058</id><published>2007-09-10T10:28:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:50.045+01:00</updated><title type='text'>Cerimonia fine tirocinio apprendisti Amministrazioni comunali</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RuUA5iyQC1I/AAAAAAAAAFs/YylUW4KftCc/s1600-h/GabrieleGendotti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5108490340911811410" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RuUA5iyQC1I/AAAAAAAAAFs/YylUW4KftCc/s200/GabrieleGendotti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - durante la Cerimonia di fine tirocinio per gli apprendisti delle Amministrazioni comunali di venerdì 31 agosto 2007 a Paradiso)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Gentili signore,&lt;br /&gt;egregi signori,&lt;br /&gt;stimate Autorità,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;consentitemi innanzi tutto di rivolgere un caloroso benvenuto e un sentito ringraziamento a titolo personale e nome del Consiglio di Stato, che mi onoro di rappresentare in questa gioiosa occasione, a voi che siete intervenuti alla cerimonia di consegna degli attestati di questa sera: autorità comunali e cittadine, rappresentanti del mondo della formazione e degli organi di stampa, docenti e genitori che, con la vostra presenza, testimoniate l’interesse per la formazione scolastica e professionale; fondamentale settore per la crescita qualitativa del nostro Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Care neo-qualificate e neo-qualificati,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nell’esercizio delle mie funzioni e prerogative istituzionali ho l’onore e il privilegio, nel corso degli anni, di partecipare a numerose cerimonie di consegna di diplomi. Vi sono sicuramente, al di là delle differenze di grado e di livello scolastico, alcune peculiarità che accomunano i diversi avvenimenti, penso in particolar modo al sentimento condiviso di soddisfazione che si accompagna al raggiungimento di un traguardo così importante e significativo della propria vita.&lt;br /&gt;Questo sentimento partecipato è spesso affiancato dalla consapevolezza che, nel corso della propria esistenza, si dovranno necessariamente affrontare sempre nuove ed impegnative sfide e, inoltre, dall’incertezza che caratterizza ogni fase di cambiamento.&lt;br /&gt;Nel vostro caso queste sensazioni sono sicuramente accentuate sia dal fattore anagrafico che dalle oggettive difficoltà che contraddistinguono l’attuale quadro economico e congiunturale: basti pensare alle tensioni che, malgrado la buona congiuntura, continuano a riverberarsi nel mercato del lavoro.&lt;br /&gt;Le statistiche di queste settimane relative all’occupazione nel nostro Cantone, apparentemente rassicuranti, non ci devono distrarre dalla realtà. Purtroppo celano ansie che attraversano tutto il mondo del lavoro.&lt;br /&gt;Ma, per voi, la conclusione di questo ciclo formativo “duale”, che abbina alla parte teorica, svolta a scuola, la parte pratica sul posto di lavoro, rappresenta un importante tappa intermedia e, contemporaneamente, un grosso incentivo per perseverare nel raggiungimento di nuovi ed ambiziosi orizzonti professionali e personali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sembra opportuno, a questo proposito, introdurre alcune brevi considerazioni, legate in particolare al tema delle opportunità offerte dalla riforma denominata “Nuova formazione commerciale di base”, che ha istituito anche per gli impiegati di commercio i cosiddetti “Corsi interaziendali”, e, in particolare, corsi interaziendali nel settore che vi riguarda più da vicino: il ramo “Amministrazione pubblica”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nuova impostazione, implementata nel nostro Cantone a partire dal settembre del 2003, ha messo a disposizione gli strumenti organizzativi, didattici e metodologici utili per consentire alle nostre e ai nostri giovani di conseguire un attestato di capacità specifico per il settore dell’amministrazione pubblica. Non senza dimenticare che, assieme all’attestato federale di capacità in questo ramo, vi è sempre la possibilità di conseguire anche la maturità professionale e, successivamente, di proseguire i propri studi presso le scuole universitarie professionali, in particolare presso la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana. Come pure, per chi avesse minori ambizioni o fosse privo della maturità professionale, di frequentare le scuole specializzate superiori in economia, in particolare nell’ambito dell’informatica di gestione che sempre più investe tutte le attività di un’amministrazione pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa occasione vorrei inoltre evidenziare come esistano, per coloro che operano all’interno degli enti locali, altre valide possibilità di formazione e di perfezionamento professionale. Penso in particolare a quelle offerte dal Centro di formazione per gli enti locali, una struttura professionale, dinamica, e sempre attenta ai cambiamenti della società che è stata voluta dal Consiglio di Stato anche per sostenere, attraverso la formazione, l’intensa fase di rinnovamento della realtà degli enti locali, che passa anche attraverso i processi aggregativi dei comuni. Nel corso degli anni il Centro ha saputo ritagliarsi uno spazio significativo all’interno del mondo formativo cantonale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sua offerta formativa è ricca, attuale e completa, e predispone anche all’ottenimento, tramite una convenzione con l’Università della Svizzera italiana (USI), addirittura di un Executive Master in Amministrazione pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’ottica di un sistema formativo integrato, l’offerta del Centro rappresenta una straordinaria opportunità di crescita professionale ed umana, che apre numerose possibilità ed opzioni rispetto al recente passato. In sostanza, portando a termine il vostro tirocinio, avete compiuto un primo determinante passo nel cammino che, a seconda delle vostre motivazioni, ambizioni e capacità, vi potrà portare, in un prossimo futuro, al raggiungimento di obiettivi ancora più ambiziose ed importanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cerimonia di questa sera mi offre l’opportunità di richiamare la vostra attenzione sul ruolo fondamentale rivestito dai vostri attuali datori di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli enti locali rappresentano la cellula fondamentale del nostro sistema politico-istituzionale. Partendo da questa considerazione si può sicuramente affermare che l’aver svolto il proprio apprendistato presso di loro rappresenta, oltre che una grossa responsabilità, un grande privilegio che vi ha consentito di meglio comprendere, accanto alle consuete conoscenze professionali, i meccanismi che stanno alla base del nostro ordinamento democratico.&lt;br /&gt;Ho la certezza che le esperienze da voi maturate in questi anni, a diretto contatto con una cittadinanza giustamente sempre più esigente, vi hanno permesso di accumulare un patrimonio di conoscenze e di capacità assolutamente completo e variegato che, a dipendenza della vostre scelte future, vi consentirà di operare, facendovi onore, sia nel settore pubblico che in quello privato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sento quindi in obbligo di ringraziare le autorità comunali presenti, per il fondamentale contributo offerto, attraverso la messa a disposizione di posti di apprendistato, al settore della formazione professionale e, in definitiva, alla crescita umana e professionale delle nostre giovani e dei nostri giovani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contemporaneamente non posso esimermi dal rivolgere un pressante appello a quei Comuni che avessero ancora disponibilità di posti di tirocinio affinché, nonostante il contesto economico pubblico certamente non brillante - anche se i comuni sembrano stare tutti molto meglio del Cantone - offrano una possibilità di formazione alle e ai cinquanta giovani che attualmente sono ancora senza collocazione nell’ambito del commercio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella mia breve introduzione ho volutamente accennato all’incertezza che caratterizza l’attuale momento storico, non già per accentuare i vostri dubbi, le vostre preoccupazioni o quelle dei vostri genitori rispetto a scelte che inevitabilmente condizioneranno il vostro futuro, bensì per esortarvi ed incoraggiarvi ad adottare una predisposizione mentale e d’animo adeguata per affrontare le sfide che la società moderna impone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le conoscenze nozionistiche, tecniche, pratiche e linguistiche acquisite in questi anni di tirocinio dovranno in futuro essere affinate e perfezionate; inoltre dovrete necessariamente sviluppare altre doti e capacità, quali ad esempio, la flessibilità, la tenacia, la creatività e molte altre ancora, che evito di enunciare dettagliatamente in questa circostanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In conclusione vi esorto ad affrontare il futuro con determinazione e fiducia, attingendo anche al coraggio di osare che, ne sono certo, è un tratto tipico della vostra età.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi rinnovo quindi i miei più sentiti complimenti e contemporaneamente vi auguro di trovare una collocazione stabile all’interno del mondo del lavoro, affinché possiate valorizzare le vostre potenzialità, realizzare le vostre aspirazioni e crescere sia sul piano umano che professionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi ringrazio per la cortese attenzione. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-1669487195882464058?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/1669487195882464058/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=1669487195882464058' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/1669487195882464058'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/1669487195882464058'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/09/cerimonia-fine-tirocinio-apprendisti.html' title='Cerimonia fine tirocinio apprendisti Amministrazioni comunali'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RuUA5iyQC1I/AAAAAAAAAFs/YylUW4KftCc/s72-c/GabrieleGendotti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-8405032244605568569</id><published>2007-09-10T10:22:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:50.251+01:00</updated><title type='text'>Consegna attestati maturità professionale sanitaria e sociale</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RuT_qCyQC0I/AAAAAAAAAFk/Ep39ytjsKw4/s1600-h/GabrieleGendottiBlog.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5108488975112211266" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RuT_qCyQC0I/AAAAAAAAAFk/Ep39ytjsKw4/s200/GabrieleGendottiBlog.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - in occasione della 1.a consegna degli attestati di maturità professionale sanitaria e sociale agli apprendisti operatori sociosanitari e consegna degli attestati di maturità professionale del corso a tempo pieno per professionisti qualificati del 30 agosto 2007 a Giubiasco)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signora presidente della Formas (Mimi Bonetti Lepori)&lt;br /&gt;Signori membri del Comitato,&lt;br /&gt;Signore e signori – direttrici e direttori di istituti di cura, responsabili di formazione, direttore e docenti della SCOS, familiari e amici - ospiti di questa cerimonia,&lt;br /&gt;e, soprattutto,&lt;br /&gt;signore e signori neoqualificati operatori sociosanitari,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sono particolarmente soddisfatto di poter presenziare oggi alla consegna degli attestati di capacità federale agli operatori sociosanitari a tirocinio nelle istituzioni di cura, come già ho fatto per l’analoga cerimonia per i vostri colleghi più giovani, operatori sociosanitari formati alla Scuola specializzata per le professioni sanitarie e sociali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questa cerimonia si conclude infatti per la prima volta nel Cantone Ticino il tirocinio di apprendista operatore sociosanitario nella forma classica, ossia con la formazione pratica in azienda – in questo caso le varie istituzioni che vi hanno assunto tre anni fa – quella teorica nella Scuola cantonale per operatori sociali di Mendrisio e quella pratica e teorica nei corsi interaziendali, svolti nella sede della Formas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa prima volta appena richiamata dà subito lo spunto per una riflessione sul significato che assume la cerimonia soprattutto in termini generali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si presenta infatti sul mercato del lavoro, per la prima volta nel Ticino, come del resto nella Svizzera, che in qualche Cantone ci ha addirittura anticipato, una nuova figura professionale, quella dell’operatore sociosanitario. Una novità che si coniuga in vari modi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto è un segnale di sviluppo, di trasformazione di un settore economico, quello delle cure sanitarie e sociali. Così come mutano negli altri settori economici, primario, secondario, terziario, anche nella sanità e nella socialità cambiano le tecniche, le modalità di lavoro, la ripartizione dei compiti. Poiché il settore delle cure sanitarie e sociali è intensamente marcato dall’attività umana, i cambiamenti incidono soprattutto sui profili professionali. Ecco le ragioni dell’intensa evoluzione nel settore, con la ridefinizione dei profili professionali e, di conseguenza, delle modalità in cui vengono acquisiti. Così in poco tempo, nella Svizzera e di conseguenza anche nel Cantone, ma anche all’estero, alcune formazioni – fisioterapia, ergoterapia e, parzialmente, cure infermieristiche - sono passate dal livello di scuola superiore a quello di scuola universitaria. Nuovi profili professionali, con formazione a livello secondario – gli operatori sociosanitari e gli operatori socioassistenziali -, sono inoltre stati introdotti per assicurare lo svolgimento di compiti di cura delegabili. Per contro, profili professionali esistenti sono destinati se non a scomparire perlomeno a trasformarsi. Le figure di assistente geriatrico e di cura si ritroveranno probabilmente tra qualche anno integrate nel nuovo profilo professionale di aiuto operatore sociosanitario, con un tirocinio ridotto a due anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certamente capisco qualche sconcerto che può nascere negli addetti ai lavori, confrontati con questi continui cambiamenti, con tutti questi nuovi profili professionali che scompaginano organigrammi consolidati. Ma non si tratta di scelte del Cantone, sono scelte prese a livello nazionale o addirittura internazionale e occorre dimostrare la necessaria flessibilità per adeguarvisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda riflessione indotta da questa cerimonia è relativa al ruolo che assume, in tutti questi mutamenti, la Formas, l’organizzazione del mondo del lavoro che gestisce l’odierna cerimonia. Intanto la Formas stessa è una conseguenza dei mutamenti in corso. Infatti, con il passaggio dalle competenze in materia di formazione professionale sanitaria e sociale dalla Croce Rossa Svizzera alla Confederazione, si sono dovute costituire anche le strutture che normalmente reggono il sistema svizzero della formazione professionale. In particolare si è dovuta costituire un organizzazione del mondo del lavoro responsabile per gli aspetti imprenditoriali, ossia un’organizzazione del mondo del lavoro rappresentativa soprattutto dei datori di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come Autorità cantonale siamo particolarmente lieti di aver raggiunto rapidamente questo obiettivo, ossia di aver promosso e poi contribuito a consolidare, così come previsto dalla Legge federale sulla formazione professionale, un’organizzazione del mondo del lavoro responsabile per il settore delle cure sanitarie e sanitarie. Abbiamo in tal modo un partner affidabile per tutti gli aspetti di competenza del mondo del lavoro nell’ambito della formazione: partecipazione alla definizione sul piano svizzero degli obiettivi e al loro sviluppo nel tempo, organizzazione dei corsi interaziendali, determinazione di aspetti normativi quali retribuzioni degli apprendisti e orari, collaborazione nelle procedure di qualificazione. Certamente il contributo del Cantone nella crescita di Formas resta importante e continuerà ad esserlo, soprattutto sul piano finanziario, ma i soldi quasi mai bastano da soli: occorre trovare anche l’adeguata corrispondenza delle persone che fanno nascere e mantengono le organizzazioni del mondo del lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia presenza è anche un segno di ringraziamento per questa corrispondenza trovata nelle persone alla testa della Formas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivando alla terza e ultima considerazione, tocca ora ai neoqualificati. Infatti, al di là delle considerazioni di carattere generale espresse poc’anzi, quella di oggi è soprattutto la loro festa. Una festa in cui, alla soddisfazione di aver saputo rientrare felicemente in un percorso formativo e certamente con un avvio non facile, considerato che molti hanno iniziato questa formazione da adulti, parecchio tempo dopo aver calcato per l’ultima volta aule scolastiche, si mescolano il compiacimento per esser passati con successo attraverso il periodo di tirocinio con i periodi difficili che lo stesso ha sicuramente comportato. C’è naturalmente anche il legittimo orgoglio per il buoni risultati conseguiti agli esami. C’è il sollievo, per la maggior parte di voi, per essere riusciti a trovare, al termine del tirocinio, il posto di lavoro, che deve essere ancor sempre la ragione principale di una formazione e in questo senso mi congratulo con gli istituti che hanno voluto valorizzare il capitale di risorse umane su cui hanno investito parecchio nel corso della formazione, assumendo direttamente i propri apprendisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è anche naturalmente anche il piacere,come è accaduto a una dozzina di voi, di scoprire che al termine di una formazione di grado secondario è nato l’interesse per addirittura continuare in una formazione superiore, prolungando di almeno un altro paio d’anni il percorso formativo iniziato tre anni or sono e sperimentando concretamente quanto continuo a ripetere da quando svolgo questa funzione: la formazione professionale non è una formazione inferiore, non si ferma agli scalini più bassi, consente di continuamente avanzare fino alle qualifiche più avanzate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questa vostra soddisfazione, al vostro compiacimento, al vostro orgoglio, al vostro sollievo permettete che partecipi anch’io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludo con i migliori auguri a tutti gli attori: alla Formas affinché sempre più possa essere autorevole interlocutrice del Cantone, delle aziende e degli apprendisti in materia di formazione; alle neoqualificate e ai neoqualificati affinché possano trarre dal tirocinio concluso il massimo profitto sul lavoro, nella formazione continua che dovrà essere una costante nella loro vita professionale e, magari anche, per chi ambisce a mete ancor più alte, nella formazione superiori magari fino al livello della scuola universitaria professionale, che non è certo preclusa per principio; ai rappresentanti delle aziende perché possano impiegare al meglio la nuova figura dell’operatore sociosanitario.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-8405032244605568569?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/8405032244605568569/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=8405032244605568569' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/8405032244605568569'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/8405032244605568569'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/09/consegna-attestati-maturit.html' title='Consegna attestati maturità professionale sanitaria e sociale'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RuT_qCyQC0I/AAAAAAAAAFk/Ep39ytjsKw4/s72-c/GabrieleGendottiBlog.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-8288865866975158926</id><published>2007-08-31T10:58:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:50.445+01:00</updated><title type='text'>Inizio anno scolastico 2007/2008</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RtfYkiyQCzI/AAAAAAAAAFc/Dr-oGyKEsNo/s1600-h/GendottiWeb.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5104786824972208946" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RtfYkiyQCzI/AAAAAAAAAFc/Dr-oGyKEsNo/s200/GendottiWeb.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(Lettera di Gabriele Gendotti - Consigliere di Stato e Direttore del DECS - inviata venerdì 31 agosto 2007 alle direzioni degli istituti scolastici cantonali, agli ispettorati scolastici e agli uffici del DECS, per l'inizio dell'anno scolastico 2007/2008)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gentili signore e signori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;come consuetudine trovo doveroso, all’inizio di un nuovo anno scolastico, rivolgermi a coloro che operano per la nostra scuola. Anche da noi non mancano le riflessioni su questo importante settore della società. Penso in particolare alle discussioni spesso contraddittorie sul mandato conferito alla scuola dalla politica, dalla famiglia, dalla società in generale oppure alle scelte di politica scolastica, alle strategie legate all’insegnamento e all’apprendimento, alle attese degli allievi e delle famiglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’anno scolastico appena trascorso si è concluso con una nota di amarezza: il rinvio del riconoscimento intercantonale dei diplomi rilasciati dall’ASP per la scuola media. Questo fatto, che non ha influito sulle possibilità di assunzione dei docenti a livello cantonale, non ci esime dalla necessità di colmare le lacune evidenziate, lacune dovute principalmente all’insufficiente spazio dato alla ricerca in educazione e non alla struttura e ai contenuti dei curricoli di studio. Non c’è per il momento unanimità all’interno degli operatori scolastici sulla soluzione da adottare in futuro. Per quel che mi concerne ho già più volte espresso l’ opinione secondo cui è importante trovare modalità di collaborazione con le nostre scuole di livello universitario, che già godono di grande considerazione per delle attività di ricerca in stretto contatto con il territorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non posso sottovalutare un certo disagio che affiora qua e là, soprattutto nella scuola media, scuola chiamata ad assumere la totalità degli allievi provenienti dalle elementari. Alle difficoltà provocate da un mandato di formazione delicato e complesso come quello che tocca i giovani da 11 a 15 anni, si aggiungono quelle che derivano dalla gestione dei casi definiti “difficili”, cioè con comportamenti che non solo disturbano lo svolgimento delle attività didattiche, ma che creano pure tensioni nell’animo di chi si dedica con impegno a “far lezione”. Il DECS ha elaborato nuove misure sulla gestione dei casi più problematici nell’intento di far fronte a questa situazione, che resta comunque contenuta, e per sostenere i docenti nel loro delicato compito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Camminare e operare, con animo disponibile, all’interno di cambiamenti sempre più accelerati; favorire la riflessione e lo studio; orientare i giovani, in un momento in cui il disorientamento è grande, affinché possano trovare una strada per la vita e affermarsi come individui e cittadini: sono questi alcuni aspetti della professione docente che richiede impegno e che merita un adeguato riconoscimento della comunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fa parte dei miei compiti di politico assumere le responsabilità e definire, insieme con i servizi del DECS, gli orientamenti della scuola e le condizioni quadro convenienti per il prossimo futuro e promuovere ogni iniziativa che possa favorire il riconoscimento, da parte della società, dell’impegno nei confronti di chi opera nella scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ringrazio tutte e tutti coloro che nelle forme più disparate contribuiscono ad adempiere quello che oggi è forse il compito pubblico prioritario dello Stato: quello di adeguatamente preparare, attraverso l’educazione e l’istruzione, i cittadini liberi ed indipendenti di domani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Auguro a tutte e a tutti un buon anno scolastico.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-8288865866975158926?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/8288865866975158926/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=8288865866975158926' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/8288865866975158926'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/8288865866975158926'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/08/inizio-anno-scolastico-20072008.html' title='Inizio anno scolastico 2007/2008'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RtfYkiyQCzI/AAAAAAAAAFc/Dr-oGyKEsNo/s72-c/GendottiWeb.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-7447596876463843707</id><published>2007-08-24T10:40:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:50.608+01:00</updated><title type='text'>Inaugurazione della mostra “Mutamenti”</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rs6aeiyQCyI/AAAAAAAAAFU/h5XlZmJlMWE/s1600-h/GendottiWeb5.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5102185277381675810" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rs6aeiyQCyI/AAAAAAAAAFU/h5XlZmJlMWE/s200/GendottiWeb5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - per l'Inaugurazione della mostra “Mutamenti” di venerdì 24 agosto 2007 a Bellinzona)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ho accolto con molto piacere l’invito a partecipare a questa manifestazione conclusiva. Partecipo sempre volentieri a incontri il cui tema tocca aspetti della nostra comunità svizzera, perché sono convinto assertore dell’idea federalista che è alla base del nostro Stato, della sua storia, ma anche del suo futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interpreto così la vostra affermazione secondo cui “le trasversali alpine abbattono i tempi di percorrenza fra le regioni della Svizzera, toccando anche la vita degli abitanti.” Permettetemi dunque di non considerare i nuovi trafori attraverso le alpi solo come opere che riducono i minuti di treno che separano Lugano da Zurigo o solo dal punto di vista di chi si occupa di trasporti, ma anche come strumenti che – come dite - “toccano la vita degli abitanti”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma: potendo spostarsi più velocemente significa anche – è la mia speranza – che si intensificheranno di nuovo i rapporti tra gli svizzeri o tra le diverse svizzere. Perché l’auspicata mobilità promuove e rafforza l’affermazione dell’identità culturale intesa come qualcosa di dinamico. La propria identità si afferma nel confronto con altre identità. Il mondo globalizzato offre alla singola identità territoriale una platea più vasta, di quella che fu sinora, per potersi affermare e arricchirsi di nuovi contenuti. E’ una delle mille interpretazioni possibili della globalizzazione ed è quello che voi chiamate “dialogo tra le diverse culture e sensibilità che compongono la Svizzera”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora “abbattere i tempi di percorrenza” significa per il Ticino avere maggiori occasioni di esprimere la propria identità e anche la propria forza che non è un fattore numerico, che dipende dal numero dei suoi abitanti, ma la convinzione nell’animo di chi abita questo cantone di rivestire un ruolo importante nel contesto svizzero, e di esprimerlo attraverso il proprio lavoro, le proprie capacità culturali e artistiche e la propria dedizione al bene della comunità, ciò che è compito fondamentale del politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei così definiti “mutamenti”, che offrono il titolo a questa iniziativa di Pro Helvetia, è certamente quello che concerne la struttura sociale della nostra comunità. In questi ultimi anni la nostra società è cambiata di molto. Viviamo l’incontro tra diverse etnie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema dell’integrazione di chi viene da noi con storie e filosofie di vita diverse è diventato uno dei più importanti già a livello di scuola dell’infanzia ed elementare. Anche le relazioni tra le persone hanno subíto una profonda trasformazione, non sempre né capíta né accettata, ciò che può essere all’origine di malintesi o scontri tra individui. E’ un mutamento importante che sta trasformando il nostro modo di pensare e di vivere, anche il nostro modo di organizzare la rete di relazioni tra gli individui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se considero però il campo della formazione – in cui opera il mio dipartimento - il mutamento più importante consiste nella definizione di una relazione equilibrata tra velocità dei cambiamenti e esigenza della scuola di soffermarsi su quello che si fa e di far riflettere. Se dunque da un lato la scuola vive, come altre istituzioni della democrazia, le contraddizioni del mondo moderno, la scomparsa di modelli validi fino a ieri, la mancanza di orientamenti sui quali progettare un futuro sicuro, dall’altro lato essa è obbligata a far l’elogio della lentezza senza la quale non c’è né approfondimento né costruzione di una coscienza individuale che vuol dire imparare a pensare e ad assumere uno spirito critico nei confronti di quello che si fa e di quello che fanno gli altri individui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Apprezzo dunque il desiderio di Pro Helvetia di organizzare nel nostro cantone un evento significativo, aperto al grande pubblico, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra la Svizzera italiana e il resto del Paese. Il veicolo che attraversa il tempo e unisce le varie epoche della storia dell’uomo è quello dell’espressione artistica nelle sue molteplici forme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi luoghi, in cui si eterna l’arte della costruzione, accolgono le testimonianze del presente. E’ un genere di mobilità che attraversa i secoli – come l’idea dell’arte stessa – e l’espressione di una identità culturale che si trasforma e si rinnova con il trasformarsi della società stessa e il mutare delle abitudini di vita dell’individuo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rinnovo il mio plauso all’iniziativa di Pro Helvetia, mi congratulo, anche a nome del Consiglio di Stato, con gli organizzatori della manifestazione e esprimo agli autori delle opere artistiche il compiacimento mio e dell’autorità cantonale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie dell’attenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-7447596876463843707?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/7447596876463843707/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=7447596876463843707' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/7447596876463843707'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/7447596876463843707'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/08/inaugurazione-della-mostra-mutamenti.html' title='Inaugurazione della mostra “Mutamenti”'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rs6aeiyQCyI/AAAAAAAAAFU/h5XlZmJlMWE/s72-c/GendottiWeb5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-1472163373991363751</id><published>2007-08-24T10:38:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:50.721+01:00</updated><title type='text'>Festeggiamenti per Hannes Flühler</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rs6ZTSyQCsI/AAAAAAAAAEk/uc5Ek53hyTo/s1600-h/GendottiWeb5.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5102183984596519618" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rs6ZTSyQCsI/AAAAAAAAAEk/uc5Ek53hyTo/s200/GendottiWeb5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - in occasione dei festeggiamenti per Hannes Flühler, direttore uscente del Centro Stefano Franscini, di venerdì 24 agosto 2007 al Monte Verità di Ascona)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentili Signore e Signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nelle occasioni celebrative di un'attività che passa di mano, il piacere di portare il saluto ed il plauso al responsabile uscente è spesso un po' macchiato da qualche senso di nostalgia per un periodo che si chiude.&lt;br /&gt;In questo caso, la coscienza della preziosissima attività del nostro Hannes offusca anche questi eventuali sentimenti negativi e si impone in tutta la sua freschezza e propositività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio quindi esprimere in questo momento di commiato e di celebrazione al professor Flühler un doppio ringraziamento: - in qualità di presidente del Consiglio di Fondazione del Monte Verità - in qualità di membro del governo ticinese e direttore del DECS.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il Ticino il Monte Verità è diventato un po’ il simbolo di una prima alleanza accademica di successo dopo lo smacco del progetto CUSI (Centro universitario della Svizzera italiana) che qualcuno ricorderà.&lt;br /&gt;È il luogo in cui la collaborazione con l’ETHZ si è fatta concreta e in cui si è potuto valutare in prima istanza l’impegno della Confederazione, degli amici del politecnico di Zurigo e degli altri sostenitori di oltre Gottardo verso il Ticino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come vi sarà probabilmente più volte oggi ripetuto, Hannes Flühler ha ripreso la direzione del Centro S. Franscini, dopo Konrad Osterwalder (primo direttore, che saluto pure cordialmente). Osterwalder aveva assunto la fase di pioniere, creando il Centro e contribuendo alla costituzione della Fondazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hannes Flühler ne assunse invece la conduzione nell'ardua fase di consolidamento con una doppia preoccupazione di qualità: - garanzia di qualità scientifica dei seminari del Centro S.Franscini - garanzia di qualità dell’accoglienza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La costante cura della qualità scientifica dei seminari del Centro S. Franscini è stata al centro del costante e intelligente lavoro di Hannes Flühler (ci risulta che attualmente solo circa la metà delle richieste viene accettata).&lt;br /&gt;La presenza di seminari di alto livello, con partecipanti delle migliori università e dei migliori centri di ricerca del mondo è stata e rimane un costante arricchimento della vita culturale del nostro cantone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’impegno di migliorare costantemente anche gli aspetti organizzativi ha pure certamente contribuito a creare buone premesse di successo. L’attenzione alla realtà culturali vicine e la collaborazione con il Cantone e con l’USI sono sempre state eccellenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per gli aspetti quantitativi e qualitativi, ricordiamo che dall'inizio delle attività nel 1989 il Centro S. Franscini ha accolto circa 360 conferenze scientifiche con una frequenza di oltre 18'000 partecipanti di calibro internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre alle conferenze scientifiche direttamente gestite dal Centro S. Franscini il Monte Verità ha ospitato, grazie anche all'iniziativa della direzione della fondazione (ne approfitto per salutare Claudio Rossetti), ateliers, conferenze ed eventi scientifici e culturali di grande rilievo ed organizzati da enti ed associazioni territoriali ed extra-territoriali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda l'accoglienza, il Consiglio di Fondazione del Monte Verità ha intrapreso passi molto concreti per migliorare la struttura alberghiera e di ristorazione: per fortuna anche le disquisizioni non sempre elogiative sulla qualità della cucina appartengono decisamente al passato!&lt;br /&gt;In questi ultimi anni, qualche volta anche un po’ turbolenti abbiamo saputo come Fondazione Monte Verità superare molte difficoltà, spesso anche di ordine finanziario: ma da un paio di anni riusciamo finalmente a chiudere i nostri conti con delle cifre nere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per di più altri importanti interventi sono pure all'orizzonte. Non da ultimo vorrei citare gli sforzi che l'ente pubblico (Cantone e comune di Ascona ) stanno dedicando al rilancio delle attività di grande spessore filosofico, scientifico e antropologico come quelle promosse dalla Fondazione Eranos, di cui il Monte Verità ha potuto ospitare già tre conferenze pubbliche in questi ultimi due anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una delle visioni del Cantone é appunto quella di contribuire a creare in tempi brevi una sinergia triangolare fra le realtà di carattere seminariale: Monte Verità con tutte le sue molteplici attività seminariali e culturali, Eranos e Isole di Brissago, che si trovano raggruppate quasi per magia in questo angolo affascinante di paesaggio insubrico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo connubio di lago, montagne ed eredità storico-culturale potrebbe diventare davvero un fiore all'occhiello dell'offerta di attività seminariale di qualità del Cantone Ticino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo queste brevi istantanee rivolte al futuro, vorrei decisamente ritornare al presente e concludere con due auguri:&lt;br /&gt;Al prof Hannes Flühler affinché possa godere delle nuove opportunità che gli offre questa nuova fase di vita ; sappia che in Ticino ha amici sinceri e che le porte del Monte Verità gli saranno sempre aperte&lt;br /&gt;Al prof Ermanni, nuovo direttore, perché trovi al Monte Verità stimoli per nuove iniziative e possa dare un ulteriore contributo al suo sviluppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una lunga storia iniziata inconsapevolmente all’inizio del 1900 lascia evidentemente spazio per nuove e magari anche sorprendenti evoluzioni. Grazie prof. Flühler per tutto quello che ha fatto per il Monte. La posso rassicurare, caro professore, che ci impegneremo per continuare il suo lavoro e per dare ulteriore prestigio a questo luogo così pieno di storia e di fascino.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-1472163373991363751?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/1472163373991363751/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=1472163373991363751' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/1472163373991363751'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/1472163373991363751'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/08/festeggiamenti-per-hannes-flhler.html' title='Festeggiamenti per Hannes Flühler'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rs6ZTSyQCsI/AAAAAAAAAEk/uc5Ek53hyTo/s72-c/GendottiWeb5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-6625827017199622497</id><published>2007-08-24T09:13:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:51.016+01:00</updated><title type='text'>Riforma della scuola media</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rs6FtiyQCrI/AAAAAAAAAEc/JOQOT4ZpqkM/s1600-h/GendottiWeb3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5102162445335530162" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rs6FtiyQCrI/AAAAAAAAAEc/JOQOT4ZpqkM/s200/GendottiWeb3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS in occasione della giornata di studio "Riforma della scuola media: esperienze, riflessioni e prospettive" di venerdì 24 agosto 2007 a Bellinzona)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentili signore,&lt;br /&gt;egregi signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ho il piacere di darvi il più cordiale benvenuto a questa giornata di studio dedicata al tema della Riforma 3 della scuola media.&lt;br /&gt;In questi ultimi anni la scuola è al centro di ogni tipo di attenzione, ma soprattutto quello che colpisce sono le continue e molteplici aspettative che tutti mostrano nei confronti della scuola. Basta osservare il dibattito politico per accorgersi che quando qualcosa non va, quando c’è un problema, una difficoltà, allora viene chiamata in causa la scuola.&lt;br /&gt;Nessuno vuole negare l’importanza della scuola e del sistema scolastico per assicurare lo sviluppo sociale, economico e culturale di una regione, anzi sono convinto che occorra fare tutto il possibile per avere una scuola sempre aggiornata e in grado di formare in modo intelligente i propri allievi. Bisogna però rendersi conto che la scuola non può assumersi tutti i compiti proprio perché istituzionalmente non dispone delle strutture, dei mezzi e delle risorse necessarie per rispondere a tutti i mandati che le si vorrebbero assegnare. Uno dei compiti che ci compete è proprio quello di riconoscere quali sono i compiti prioritari della scuola oggi in una società in piena evoluzione.&lt;br /&gt;La Riforma 3 della scuola media rappresenta proprio un esercizio in questa direzione. Anzi direi che la scuola media, fin dalla sua creazione, si è posta il problema dello sviluppo e dell’aggiornamento. Già nei documenti fondatori si parlava di “riforma nella riforma”. Un principio che è stato pienamente rispettato nel senso che in 30 anni di esistenza la scuola media è evoluta sia sul piano delle strutture e dell’organizzazione, sia su quello dei contenuti e dei metodi d’insegnamento. Parecchi si sono addirittura lamentati che troppi sono i cambiamenti intervenuti, sottolineando come una scuola necessita anche di momenti di tranquillità per assestarsi e per consolidare le sue pratiche. Difficile, però, pensare ad una scuola diversa in un periodo confrontato con vere e proprie rivoluzioni sociali e culturali e dove la popolazione scolastica è mutata in modo considerevole.&lt;br /&gt;La Riforma 3 rappresenta l’ultima fase di questo sviluppo istituzionale. Una riforma varata dopo numerosi anni di lavoro che hanno visti impegnati in particolare i docenti e i quadri scolastici di questo settore.&lt;br /&gt;Definire ed attuare dei cambiamenti nella scuola non è sicuramente facile, come pure trovare un consenso e un’adesione convinta di tutte le componenti. La Riforma 3 della scuola media non è sfuggita a questa logica per cui, nonostante il paziente lavoro caratterizzato da dibattiti, consultazioni e verifiche, ha introdotto dei cambiamenti che non sempre hanno fatto l’unanimità. Pensiamo solo al discorso relativo all’apprendimento e all’insegnamento delle lingue. Se da una parte vi è stata una convergenza sulla necessità di rafforzare e potenziare il ruolo della lingua italiana, dall’altra vi sono state posizioni e approcci spesso divergenti in relazione alla posizione e al numero di lingue straniere da insegnare nella scuola dell’obbligo. Discussioni, questo è utile riconoscerlo, che ancora oggi proseguono in tutta la Confederazione e in numerosi altri Paesi. Il nostro Cantone ha proposto una soluzione che promuove e sostiene un approccio plurilingue, una sfida impegnativa per il mondo della scuola, che andrà sicuramente affinata e precisata nel corso dei prossimi anni. Ma la Riforma 3 ha contemplato numerosi altri cambiamenti sia sul piano strutturale, sia su quello pedagogico e didattico. Innanzitutto la scuola media si è dotata di un nuovo Piano di formazione, che ha preso il posto dei “vecchi programmi”. Il cambiamento non è solo legato al nome, ma contempla un vero e proprio riorientamento del progetto educativo della scuola media. Numerose sono poi le innovazioni di carattere strutturale: una nuova griglia oraria, l’introduzione di forme di insegnamento come i laboratori o i gruppi a effettivi ridotti, una nuova impostazione dei corsi opzionali, il ruolo assunto dagli istituti scolastici. Si potrebbe proseguire elencando tutti gli altri cambiamenti, ma si tratta di aspetti che conoscete molto bene in quanto attori primi di questo processo.&lt;br /&gt;L’anno scolastico appena concluso ha rappresentato un momento significativo proprio perché l’intero progetto di riforma è stato generalizzato e ha coinvolto tutti gli allievi delle scuole medie.&lt;br /&gt;Se da un profilo formale si può affermare che la fase di introduzione della Riforma è conclusa, tutti siamo pienamente coscienti che ora occorrerà fare in modo che i principi e i contenuti predisposti entrino effettivamente in tutte le aule, che i nuovi metodi d’insegnamento siano generalizzati. Gli specialisti dell’educazione ci avvertono, però, che questa è la fase più delicata e complessa dell’intero progetto. A questo riguardo, per evidenziare la dimensione del problema, mi piace ricordare una frase che un ricercatore ha ricordato in un suo intervento dedicato al tema dello sviluppo dell’innovazione della scuola : “ricordatevi - ammoniva in modo ironico il ricercatore - che la distanza più grande che esiste sulla nostra terra è quella che separa un programma scolastico dalla sua applicazione nelle classi”.&lt;br /&gt;Questa affermazione ben evidenzia quali siano le difficoltà e i tempi necessari per assicurare la coerenza tra quanto viene sancito nei programmi e la realtà educativa delle singole classi. Occorre quindi fare tutto il possibile per evitare che i cambiamenti auspicati - per esempio nell’ambito di una riforma – non restino sulla carta ma si riscontrino nelle pratiche quotidiane in tutte le aule e in tutti gli istituti.&lt;br /&gt;Sono convinto che giornate di incontro e di studio come quella odierna rappresentano dei momenti importantissimi per dare visibilità, per presentare e discutere i molteplici progetti sviluppati dai docenti e dagli istituti nell’ambito della riforma. Si tratta indubbiamente di un’occasione privilegiata per cercare di ridurre quella “famosa” distanza e soprattutto per diffondere e progressivamente generalizzare i progetti innovativi che contribuiscono a migliorare la nostra scuola, attualizzando i principi della Riforma 3.&lt;br /&gt;Il fatto che a questo incontro siano presenti più di 200 persone attive nel settore medio non può lasciare indifferenti. Si tratta di un’ulteriore dimostrazione dell’impegno, della disponibilità e della volontà degli operatori scolastici di assicurare un personale e concreto contributo al miglioramento della scuola.&lt;br /&gt;Anche per questo vi esprimo un sentito ringraziamento per aver saputo assumere in modo responsabile e competente questa nuova sfida.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-6625827017199622497?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/6625827017199622497/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=6625827017199622497' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/6625827017199622497'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/6625827017199622497'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/08/riforma-della-scuola-media.html' title='Riforma della scuola media'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rs6FtiyQCrI/AAAAAAAAAEc/JOQOT4ZpqkM/s72-c/GendottiWeb3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-3649998727725723531</id><published>2007-08-14T12:31:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:51.153+01:00</updated><title type='text'>Ricevimento di Swisslos in occasione del Festival internazionale del film di Locarno</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RsGFHAoAXPI/AAAAAAAAAEU/IsBpTkgQAuk/s1600-h/GabrieleGendotti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5098502608633486578" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RsGFHAoAXPI/AAAAAAAAAEU/IsBpTkgQAuk/s200/GabrieleGendotti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RsGE9goAXOI/AAAAAAAAAEM/9ZGK_eISlf8/s1600-h/GENDOTTI+UFFICIALE.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - per il Ricevimento di Swisslos del 8 agosto 2007, in occasione del Festival internazionale del film di Locarno)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l’autorità cantonale ha il piacere, attraverso il suo Ufficio che amministra i fondi della lotteria intercantonale Swisslos, di assicurare il finanziamento di questo Festival del film con una partecipazione annua di 2,5 mio di franchi. Non è solo un piacere, è anche un onore poter contribuire a promuovere e a rafforzare sul territorio innumerevoli iniziative di carattere culturale, oltre alle altre attività e ai molti progetti di carattere sociale e sportivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il contributo del cantone è un segno dell’importanza attribuita dall’autorità cantonale a questa manifestazione e un atto di fiducia nei confronti di chi la progetta, la dirige e la trasforma in incontri con personalità del mondo del cinema, attraverso i quali il nome di Locarno – e per riflesso il nome del Ticino – è conosciuto nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’interno del nostro Paese, il Festival è un occasione per rafforzare la posizione della cultura italiana come elemento essenziale della Confederazione attraverso eventi di carattere internazionale. Una cultura esprime la sua peculiarità e la sua forza non isolandosi dal mondo, ma nel confronto con altre culture. La cultura non è qualcosa di statico, ma di dinamico: accanto alla cura delle opere del passato, rafforza la sua posizione nel presente attraverso nuovi progetti, nuove idee, rinnovate iniziative di apertura al mondo come è il caso di questo Festival.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dobbiamo tuttavia, noi ticinesi, renderci conto che il futuro del Festival dipende anche da decisioni che la regione dovrà saper prendere entro breve tempo. L’ho già detto in un’altra recente occasione: Non ha senso rinviare una decisione di anno in anno e non ha senso investire ogni anno soldi in infrastrutture provvisorie da ricostruire l’estate successiva. Ho parlato anche di nubi nere che si affacciano all’orizzonte. Sono i problemi irrisolti e sono anche, concretamente, le nubi nere che scaricano pioggia, la sera, su Piazza Grande e che ostacolano il normale svolgimento della manifestazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludo con una nota di ottimismo, come si addice a un politico che crede nel futuro del proprio Paese. Confido cioè nel senso di realismo e di lungimiranza di chi oggi ha la possibilità di decidere e dunque di assicurare lunga vita a un evento che ci fa conoscere nel mondo e ci mette a contatto con persone e avvenimenti con altre realtà sociali, altre filosofie di vita, per crescere assieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie dell’attenzione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-3649998727725723531?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/3649998727725723531/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=3649998727725723531' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/3649998727725723531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/3649998727725723531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/08/ricevimento-di-swisslos-in-occasione.html' title='Ricevimento di Swisslos in occasione del Festival internazionale del film di Locarno'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RsGFHAoAXPI/AAAAAAAAAEU/IsBpTkgQAuk/s72-c/GabrieleGendotti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-706399522843327094</id><published>2007-08-14T12:26:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:51.326+01:00</updated><title type='text'>Ricevimento in onore di Pascal Couchepin, ospite del Festival del film di Locarno</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RsGD0QoAXNI/AAAAAAAAAEE/5Zbx8N9Xa28/s1600-h/GabrieleGendottiBlog.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5098501186999311570" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RsGD0QoAXNI/AAAAAAAAAEE/5Zbx8N9Xa28/s200/GabrieleGendottiBlog.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - per il Ricevimento del 3 agoisto 2007 al Monte Verità di Ascona in onore di Pascal Couchepin - Consigliere federale - ospite del Festival internazionale del film di Locarno)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Saluto con particolare piacere&lt;br /&gt;il Consigliere federale Pascal Couchepin,&lt;br /&gt;i consiglieri nazionali e agli stati qui presenti,&lt;br /&gt;i sindaci di Locarno Carla Speziali e di Ascona Aldo Ramazzi,&lt;br /&gt;le autorità politiche operanti nel Cantone,&lt;br /&gt;il presidente del Festival Marco Solari e il direttore artistico Frédéric Maire,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Porgo a tutte le persone qui presenti il saluto cordiale mio personale e del Consiglio di Stato. In particolare dò il benvenuto al Consigliere federale Pascal Couchepin. E’ sempre un piacere e un onore accogliere nel Ticino un Consigliere federale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Monsieur le Conseiller fédéral,&lt;br /&gt;Soyez le bienvenu dans notre canton. Nous voilà encore tous réunis au Tessin, ce qui me réjouit énormément, d’autant plus que cette rencontre survient dans le cadre de la manifestation la plus prestigieuse que la Suisse puisse exhiber au niveau international. Le Festival du film fait partie du patrimoine culturel du Tessin, voire de Suisse. J’apprécie votre fidélité à cette manifestation, par laquelle vous manifestez la volonté de l’homme politique qui agit surtout au-delà de la chaîne des Alpes de considérer la culture italienne comme un des éléments essentiels de la Confédération.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo sforzo finanziario che il cantone fa per sostenere questa manifestazione e il ruolo assunto dalla Confederazione sono prove dell’importanza data a questa manifestazione. Grazie a un fondo alimentato in parti uguali dal Ticino e della Confederazione è stato inoltre possibile istituire, alcuni anni fa, il Fondo FilmPlus, il fondo regionale e di aiuto alla produzione cinematografica indipendente della Svizzera italiana con lo scopo di aiutare produttori e registi domiciliati nella Svizzera italiana. L’accordo verrà rinnovato proprio in questi giorni. Inoltre, le tre borse assegnate, grazie alla collaborazione tra cantone e RTSI, a sostegno di progetti cinematografici di qualità, sono un’ulteriore prova dell’attenzione che il cantone riserva a questo specifico ambito della produzione artistica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ci sono, purtroppo, ancora troppe nubi nere all’orizzonte, lungo la strada che segna il futuro del Festival. Per esempio e tanto per riallacciami alle speranze espresse l’anno scorso alla presenza dello stesso consigliere federale Pascal Couchepin, il “bambino continua ad aspettare il regalo sotto l’albero di Natale”, parole, l’anno scorso, del presidente Solari e del direttore artistico Frédéric Maire&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;[1]&lt;/a&gt;. L’idea del “Palacinema” sembrava sul punto di trasformarsi in progetto, non necessariamente “Torre del cinema”, comunque progetto concreto in quanto a contenuti e collaborazione tra chi tiene in mano le redini dello sviluppo di questa regione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’abbraccio davanti alla telecamere della TSI provocò un sospiro di sollievo in chi continua a credere nel futuro della regione e del Festival. Oggi quel sospiro di sollevo si è spento di fronte ad avvenimenti che non toccano direttamente il Festival, ma incidono fortemente sull’ambiente in cui il Festival dovrebbe assestarsi in futuro, perché la concorrenza di altri festival è forte e l’offerta del territorio rispetto alla esigenze del Festival è invece piuttosto debole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa, insomma, si deve fare affinché la speranza di chi vuol bene a Locarno e al suo Festival “ne dure que du matin jusques au soir!”&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn2" name="_ftnref2"&gt;[2]&lt;/a&gt; tanto per dirla nella lingua del nostro consigliere federale? Che cosa insomma si deve fare perché quel “O sole mio” – titolo del film del Festival proiettato il 23 agosto di 60 anni fa – diventi il sole che illuminerà i prossimi 60 anni di Festival a Locarno?&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn3" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn3" name="_ftnref3"&gt;[3]&lt;/a&gt; La parola ricorrente nella stampa di questi giorni è “disgelo”. Mi auguro che la stagione calda aiuti a sciogliere gli elementi glaciali del dibattito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come uomo venuto dalla montagna rimango, comunque, ottimista e con i piedi ben piantati per terra. Se è vero che la politica non è una scienza esatta, ma un’arte&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn4" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn4" name="_ftnref4"&gt;[4]&lt;/a&gt;, ci deve pur essere una soluzione di compromesso che venga incontro alle esigenze degli uni e degli altri. Ma la premessa è comunque la volontà comune di dare al Festival una base solida che ne assicuri il futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché ora. al di là delle parole dei discorsi ufficiali, ma alla fine anche in politica contano solo i fatti, questa volontà deve saper contagiare tutta la regione che ospita la manifestazione, coinvolgendo il cantone che raccoglie i frutti di una politica culturale aperta al mondo, dunque Festival libero, aperto e autonomo, e naturalmente anche la Confederazione. Non ha senso rinviare anno dopo anno la decisione che metta fine a discussioni ormai interminabili e alquanto ripetitive. E non ha senso investire ogni anno soldi in infrastrutture provvisorie, da ricostruire ogni anno, come se si trattasse di un grande gioco del Lego.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E non ha senso rinviare la soluzione a un futuro piú o meno lontano perché ogni anno che passa è un anno perso. Guardiamo avanti, tutti assieme con spirito costruttivo e lungimirante: concludo dunque il mio intervento con l’ottimismo di chi affronta i problemi per trovarne la soluzione, e dunque con l’augurio al sindaco di Locarno, Carla Speziali, che il sogno prenda finalmente forma e che si ripeta - almeno in senso metaforico - quell’abbraccio, che un anno fa fece tirare un sospiro di sollievo non solo ai locarnesi, ma a tutti i ticinesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dice un nostro politico che stimo molto: “La politica è un gioco rischioso. Per quanto mi riguarda, non cerco di piacere, ma di convincere.”&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn5" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn5" name="_ftnref5"&gt;[5]&lt;/a&gt; Cari sindaci di Locarno e di Ascona: i limiti della politica li conosciamo tutti oramai. Continuate nella vostra azione politica, insieme con tute le persone coinvolte nella gestione del Festival, a convincere l’opinione pubblica che è importante che quel regalo finisca il piú presto possibile sotto l’albero di Natale.&lt;br /&gt;A proposito: la frase citata non è mia, è di Pascal Couchepin.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie dell’attenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;[1]&lt;/a&gt; Vedi discorso dell’anno scorso - Bismarck&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref2" name="_ftn2"&gt;[2]&lt;/a&gt; Ronsard, Mignonne, allons voir si la rose&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn3" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref3" name="_ftn3"&gt;[3]&lt;/a&gt; Sessant’anni di festival, Ticino Radio TV, 29.07 – 4.08.2007, pag. 6&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn4" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref4" name="_ftn4"&gt;[4]&lt;/a&gt; Vedi finale del discorso dell’anno scorso&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn5" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref5" name="_ftn5"&gt;[5]&lt;/a&gt; Pascal Couchepin, op. cit., pag. 23&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-706399522843327094?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/706399522843327094/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=706399522843327094' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/706399522843327094'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/706399522843327094'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/08/ricevimento-in-onore-di-pascal.html' title='Ricevimento in onore di Pascal Couchepin, ospite del Festival del film di Locarno'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RsGD0QoAXNI/AAAAAAAAAEE/5Zbx8N9Xa28/s72-c/GabrieleGendottiBlog.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-3439405453137317009</id><published>2007-08-14T12:22:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:51.491+01:00</updated><title type='text'>Commemorazione del 150° della morte di Stefano Franscini</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RsGC7QoAXMI/AAAAAAAAAD8/Jcc8qKjDHXI/s1600-h/GabrieleGendotti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5098500207746768066" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RsGC7QoAXMI/AAAAAAAAAD8/Jcc8qKjDHXI/s200/GabrieleGendotti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - in occasione della Commemorazione del 150° della morte di Stefano Franscini del 19 luglio 2007 a Bodio)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signor Presidente del Consiglio di Stato del Canton Sciaffusa, Dr. Erhard Meister,&lt;br /&gt;Signor Sindaco del Comune di Bodio, Prof. Marco Costi,&lt;br /&gt;Signori Municipali e Consiglieri comunali,&lt;br /&gt;Signore e Signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lasciatemi dapprima ringraziare il Comune di Bodio per l’invito che è stato rivolto all’autorità cantonale per partecipare attivamente a questa commemorazione.&lt;br /&gt;E’ per me un onore poter esprimere il messaggio del Consiglio di Stato in occasione di questo significativo momento celebrativo, e - come leventinese e responsabile del Dipartimento dell’educazione -, non senza commozione..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 18 luglio 1857, Franscini scriveva da Berna all’editore Pasquale Veladini:&lt;br /&gt;Pregiatissimo signore,&lt;br /&gt;finalmente posso spedirvi un plico contenente 39 pagine della guida. Non mi è possibile per causa di malattia sopraggiuntami domenica passata (attacco di dolori reumatismali) di rispondere a certi punti importanti della vostra lettera, né di mandarvi gli articoli riguardanti l’esposizione.&lt;br /&gt;Nella speranza di essere presto ristabilito e di potere riprendere i miei lavori, vi saluto.&lt;br /&gt;Franscini sperava dunque di presto ristabilirsi, e com’era nel suo costume, di poter riprendere i suoi lavori (qui si riferiva alle pagine iniziali di un suo nuovo libro, una Guida del viaggiatore nella Svizzera Italiana). La morte invece lo colse, inaspettatamente, il giorno dopo, sessantunenne, Consigliere federale in carica, ma ormai disilluso e amareggiato, desideroso da tempo di lasciare il Governo e disposto di tornare in Ticino - dopo che gli era stata negata la possibilità di insegnare al Politecnico federale di Zurigo – e di accettare anche un oscuro posto di archivista e direttore degli stampati ufficiali, per poter almeno sostentare la sua numerosa figliolanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, si celebra dunque, nel suo paese natale, il 150° della sua scomparsa.&lt;br /&gt;Dobbiamo però chiederci il perché di queste celebrazioni.&lt;br /&gt;Soprattutto del perché ci ritroviamo con regolarità di fronte a questa cappella mortuaria a commemorare la nascita e la morte di Franscini.&lt;br /&gt;Perché non ha mai cessato questo pellegrinaggio laico?&lt;br /&gt;Perché Bodio e il Cantone si mobilitano con manifestazioni, mostre, convegni, pubblicazioni, per ricordare le date che scandirono l’esistenza di quest’uomo?&lt;br /&gt;O detto altrimenti, perché non avviene per altri pur illustri personaggi della nostra storia cantonale? Per l’abate Vincenzo Dalberti, che pure fu il primo presidente del Governo di questo Cantone; per il landamano Gian Battista Quadri, che resse le sorti della nostra giovane Repubblica per un quindicennio; per Gian Battista Pioda, amico fraterno del Franscini, che gli succedette in Consiglio federale; la lista potrebbe essere ben più lunga.&lt;br /&gt;Credo che si possa affermare che il nome di Franscini, a 150 anni dalla morte, sia riuscito a sfuggire a quell’oblìo che è toccato agli altri protagonisti della nostra storia, sfidando il tempo. Il suo nome ancora oggi ci parla, ci dice qualcosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma chi commemoriamo quando commemoriamo Franscini?&lt;br /&gt;Il maestro, l’educatore, aperto anche alle più innovative esperienze pedagogiche?&lt;br /&gt;L’autore di testi per le scuole, alcuni dei quali ebbero una buona fortuna editoriale?&lt;br /&gt;L’autore di articoli di storia patria, di economia, di statistica?&lt;br /&gt;La ficcante penna di libelli che fecero tremare il governo assolutista del Quadri?&lt;br /&gt;L’autore di opere fondamentali di statistica, come La Statistica della Svizzera o il suo capolavoro, La Svizzera italiana, apprezzati anche fuori dai confini cantonali e nazionali?&lt;br /&gt;Oppure l’uomo politico: il Segretario di Stato, il Consigliere di Stato, il Consigliere federale, cariche che costellarono la sua stagione politica, lunga quasi un trentennio?&lt;br /&gt;Il deputato alla Dieta, chiamato a dirimere complessi problemi doganali, postali, commerciali?&lt;br /&gt;Oppure il diplomatico, capace di affrontare delicate missioni nell’esacerbato Vallese del dopo Sonderbund o tra le truppe mercenarie svizzere al soldo del Re di Napoli, accusate di massacri nei confronti di rivoltosi durante dei moti popolari?&lt;br /&gt;Sembra impossibile riassumere in poche parole l’attività di Franscini, tanto fu vasta, incessante e incisiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per noi, per la nostra giovane repubblica, Franscini ha assunto soprattutto il ruolo di padre.&lt;br /&gt;Franscini è stato additato come il padre del Politecnico federale di Zurigo.&lt;br /&gt;E’ stato riconosciuto come il padre della statistica svizzera.&lt;br /&gt;Per noi ticinesi, è soprattutto il padre della popolare educazione.&lt;br /&gt;Franscini è stato anche il primo Consigliere federale ticinese ed è stato definito come il più grande uomo di Stato che il Ticino abbia avuto.&lt;br /&gt;Tutto ciò, dovrebbe bastare.&lt;br /&gt;E pure mi sembra di poter dire che c’è di più.&lt;br /&gt;Ed è quanto enuncia una scritta che campeggia sulla lapide che sta alle nostre spalle:&lt;br /&gt;“Nacque povero, visse povero, morì povero”, che riassume un tratto distintivo dell’esistenza del Franscini: le umili origini, malgrado le quali riuscì col suo ingegno e la sua tenacia a raggiungere le più alte cariche dello Stato, e soprattutto la povertà, che lo accompagnò anche quando era Consigliere federale, e che è rimasta impressa nelle coscienze di generazioni di Ticinesi, che quella dignitosa povertà hanno condiviso. Una povertà che rappresenta più che un destino, ma una scelta etica: la scelta di chi assume il compito, nei confronti dello Stato, di servirlo, anziché di servirsene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Franscini, il nostro pater patriae, è per certi aspetti quanto di più antieroico possiamo attenderci. Al momento della Riforma costituzionale del 1830, a cui contribuì largamente con un magistrale opuscolo che fece letteralmente crollare il governo assolutista del landamano Quadri, Franscini – scrive lo storico Giuseppe Martinola – “per la verità si era mostrato alquanto sprovveduto e impacciato nelle qualità che occorrevano, o sembravano indispensabili a un politico; non aveva il dono della parola facile, rifuggiva dai fragori della tribuna, non era popolare e alieno fu sempre alle complicate manovre politiche”.&lt;br /&gt;Ma quell’“invidiabile povertà immacolata” - come la definisce ancora il Martinola - che accompagnava “quell’uomo dal corpo fragile e minuto”, fu un’arma potente, che forse più di ogni altra sua virtù, gli permise di traghettarlo dalla storia al mito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Franscini è il nostro eroe repubblicano, che a Francesco Cherubini confessa “A me non cospicuo di ricchezze, non atto agli intrighi, non ligio alle fazioni, sarebbe poco acconcio un posto nel nostro Consiglio composto di uomini pel massimo numero de’ quali son ragione di riso o almeno di indifferenza quelle cose che a me sono potentissimo motivo di riverenza e amore”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma che cosa chiedeva agli uomini politici Franscini? Ce lo dice nel Saggio di cronaca ticinese del 1833: “ …ordine, applicazione, integrità. Quanto più risplenderà il Governo per tali virtù, tanto più appoggio troverà ne’ rappresentanti, tanto più rispetto negli amministrati.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Integrità morale, spirito di abnegazione e di servizio, impegno per il bene comune, al di là dei vieti campanilismi e dalle faziosità politiche settarie; dopo la secolare inerzia della dominazione landfogtesca e i decenni dell’assolutismo dei landamani, la repubblica richiedeva una rigenerazione politica, che per essere tale doveva essere una rigenerazione della coscienza morale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Franscini la incarnò, guidando il paese verso una difficile opera di modernizzazione, democratizzazione e liberalizzazione, durante una lunga e intensa carriera politica, che evidenzierà doti politiche e umane che gli permetteranno di essere eletto nel 1848 in Consiglio federale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il riconoscimento della probità, della tenacia e dell’ingegno del piccolo contadinello di Bodio, povero ma meritevole, e la ricompensa finale con l’elezione a Consigliere federale sarebbe in fondo stato il giusto happy end di una vicenda umana esemplare che non a caso figurerà in un celebre volume di Michele Lessona, intitolato Volere è potere, pubblicato a Firenze nel 1869, su modello dell’opera inglese di Samuel Smiles, Self-Help, tradotto nel 1865 in italiano con l’eloquente titolo Chi si aiuta Dio l’aiuta, ovvero Storia degli uomini che dal nulla seppero innalzarsi ai più alti gradi, in tutti i rami dell’umana attività.&lt;br /&gt;Nel volume del Lessona, Franscini stava in buona compagnia con personaggi come Gioacchino Rossini, Giuseppe Verdi, Vincenzo Vela e tanti altri uomini di scienze, letterati, industriali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia la storia aveva previsto altro per il Franscini, per il quale nel 1854 scoccò l’ora di una clamorosa e umiliante sconfitta.&lt;br /&gt;Erano infatti previste per quell’anno le votazioni per il rinnovo del Parlamento federale e la situazione politica in Ticino era assai tesa e confusa. Per contrastare la politica governativa che aveva portato fame, disoccupazione e disordini nel Paese, a causa dell’intransigente atteggiamento nei confronti dell’Austria e al conseguente blocco economico e all’espulsione di migliaia di Ticinesi dalla Lombardia, oppositori di destra e di sinistra, Conservatori e Democratici, si coalizzarono nel movimento fusionista che ottenne una clamorosa vittoria elettorale, sconfiggendo il Pioda, il Luvini e il Consigliere federale Franscini, che benché operasse a Berna, era considerato l’ispiratore di quella politica.&lt;br /&gt;Ma al tossico calice servito al Franscini nel suo Ticino, si preparava intanto un inaspettato antidoto dall’altra parte della Confederazione, sulle rive del Reno. Nel canton Sciaffusa infatti, le elezioni al Nazionale non avevano dato nessun esito, complice anche la bassa partecipazione alle urne. Il Governo decise di multare chi non avesse votato al turno successivo: misura quanto mai convincente, se infatti la percentuale superò poi l’80%. Al secondo turno, solo il consigliere nazionale uscente Fueg risultò però eletto, ma assieme ai voti destinati ai candidati ufficiali vi fu una sorpresa: le urne contenevano anche tre schede col nome di Franscini. Chi vergò quel nome? Ticinesi che abitavano a Sciaffusa? Ammiratori del Consigliere Federale di Bodio? Non lo sappiamo. Di fatto furono la scintilla che innescò un’azione di sostegno del magistrato sconfessato nel suo stesso Cantone, supportata dal “Tagblatt”, che non esitò a scrivere “la nostra soluzione è Franscini”.&lt;br /&gt;Al terzo turno ancora nessuno raggiunse la maggioranza richiesta, ma Franscini era già salito al quarto posto. La “Neue Zürcher Zeitung” commentava quel voto affermando: “ Ciò avvenne senza alcun accordo particolare negli ambienti politici, senza una pubblica proposta, bensì unicamente come conseguenza di un sentimento patriottico di singole persone desiderose di testimoniare la loro stima e attenzione a un uomo cui il suo cantone d’origine e la Confederazione devono molto, non ché di dimostrare ai loro miopi concittadini a sud delle Alpi che né la lingua né la confessione possono impedire di sostenere uomini meritevoli”.&lt;br /&gt;Il 19 novembre 1854, al quarto turno avrebbero dovuto partecipare i primi tre candidati del turno precedente, ma per non escludere Franscini venne fatto ritirare, non senza aspre polemiche, lo sciaffusano Oschwalb. Franscini venne plebiscitato dagli elettori di Sciaffusa, staccando nettamente gli altri due candidati del cantone, divenendo così Consigliere Nazionale Sciaffusano.&lt;br /&gt;La notizia giunse in Ticino dove l’indomani vennero fatte sparare 22 salve di cannone da Castelgrande.&lt;br /&gt;Franscini, il 25 novembre, da Berna, scrisse di suo pugno al Governo di Sciaffusa una lettera in italiano, e - come ha notato Adriana Ramelli - senza una sola parola che potesse sminuire quel Ticino che l’aveva in qualche modo tradito, esprimeva la sua gratitudine al governo e al popolo di Sciaffusa “a testa alta, sereno, consapevole di quanto [avrebbe potuto] ancora dare al Paese”.&lt;br /&gt;Il 6 dicembre infine, l’Assemblea federale rielesse Franscini in Consiglio federale e Sciaffusa poté così poi eleggere un proprio deputato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quei giorni Franscini probabilmente pensava a come esternare pubblicamente i suoi ringraziamenti ai suoi Sciaffusani e decise di farlo a modo suo, cioè nel modo di serio studioso qual era. Ce lo rivela una lapidaria nota in un angolo del primo foglio di abbozzi per una prefazione del volume storico a cui da tempo stava lavorando “Vite d’uomini illustri della Svizzera” che dice:“dicembre 1854. Risolto di dedicare quest’opera (se Domeneddio mi concede di finirla) al Popolo del Canton Sciaffusa”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A 150 anni dalla morte di Franscini, il Governo del Canton Ticino, rinnova i suoi ringraziamenti al Cantone di Sciaffusa nella persona del presidente del suo Consiglio di Stato, per un gesto di cui rimane debitore e che è ben presto entrato a far parte degli annali della storia del nostro paese. Un gesto che non solo permise a Franscini di continuare a sedere in Consiglio federale e al Ticino di avere un suo rappresentante in Governo, ma che premiava soprattutto un uomo le cui capacità politiche e umane sembravano utili a tutto il paese, superando con lungimiranza steccati linguistici e confessionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Problemi nuovi e nuove scelte si impongono al mondo politico del XXI secolo rispetto a quelli che dovette affrontare Franscini. Egli fu e rimane figlio del suo tempo, che fu quello del liberalismo dell’Ottocento.&lt;br /&gt;Il suo pensiero, le sue riflessioni, il suo metodo, i suoi scritti, la sua azione politica, la sua condotta umana continuano tuttavia ad essere fonte di ammaestramento.&lt;br /&gt;Per questo, per quell’inestimabile apporto che diede al Paese, il Ticino ha il dovere di ricordarlo e di esprimergli coralmente la sua gratitudine. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-3439405453137317009?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/3439405453137317009/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=3439405453137317009' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/3439405453137317009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/3439405453137317009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/08/commemorazione-del-150-della-morte-di.html' title='Commemorazione del 150° della morte di Stefano Franscini'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RsGC7QoAXMI/AAAAAAAAAD8/Jcc8qKjDHXI/s72-c/GabrieleGendotti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-3818352547730428578</id><published>2007-07-09T08:27:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:51.731+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giornata ufficiale della Festa federale del tiro della gioventù 2007'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RpHV1zy5rUI/AAAAAAAAAD0/yVQj2VCBhHs/s1600-h/GendottiWeb3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5085080574691487042" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RpHV1zy5rUI/AAAAAAAAAD0/yVQj2VCBhHs/s200/GendottiWeb3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - in occasione della Giornata ufficiale della Festa federale del tiro della gioventù 2007 di domenica 8 luglio 2007 a Mendrisio)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Signor presidente del Comitato di organizzazione (Corrado Solcà)&lt;br /&gt;Signor Carlo Croci, sindaco di Mendrisio,&lt;br /&gt;Signora presidente della Federazione sportiva svizzera di tiro,&lt;br /&gt;Signor Rappresentante del Consiglio federale,&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;Care giovani e cari giovani che praticate lo sport del tiro,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;alle parole di saluto e di compiacimento per i risultati ottenuti in questa Festa federale, che vi sono state rivolte da chi mi ha preceduto, aggiungo il mio saluto personale di direttore del dipartimento che si occupa di sport e il saluto cordiale del Consiglio di Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ sempre con grande piacere che partecipo a una festa dello sport, che è anche festa dell’amicizia e occasione di incontri tra giovani di diversa lingua e origine. Il nostro Paese ha bisogno di sentirsi unito e manifestazioni come queste ci fanno sentire tutti uniti sotto la stessa bandiera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non a caso questa Cerimonia ufficiale si è aperta, dopo il passaggio sempre emozionante della pattuglia aerea acrobatica, con la marcia delle bandiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è tanto più forte il senso di vivere sotto la stessa bandiera in quanto il tiro è una disciplina che ha origine proprio qui da noi in un tempo in cui storia e leggenda s’intrecciano e in una terra nella quale affondano le radici di una nazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il piacere è ancora più grande quando lo sport viene praticato secondo regole chiare per le quali non è possibile barare. Mi auguro che la gioventù - ma non solo - continui a praticare uno sport pulito, senza sotterfugi; uno sport che onori i valori fondamentali di chi lo pratica: sano agonismo, rispetto dell’avversario, fair play, opportunità di conoscere i propri limiti e di misurarsi con se stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il motto del dipartimento che dirigo è "sport per tutti, a tutti i livelli e a tutte le età". Sport significa movimento e benessere; significa darsi obiettivi chiari e impegnarsi per raggiungerli con tenacia, costanza, impegno, passione; significa imparare a condividere momenti di esaltazione e di gioia; ma significa anche accettare una sconfitta, senza trascendere in manifestazioni di gratuita violenza o in tristi espressioni di intolleranza, che è uno dei peggiori mali della nostra società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tiro poi è una disciplina sportiva che esige padronanza dei propri nervi, controllo delle proprie reazioni e assoluta concentrazione: sono qualità che valgono non solo in un poligono di tiro, ma anche fuori, cioè qualità che valorizzano la nostra vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Permettez-moi de saluer, à mon nom personnel et au nom du Conseil d’Etat tessinois, les jeunes tireurs, venus de Romandie. J’espère que cette Fête a été pour vous une occasion de montrer votre talent et la maîtrise de vos propres émotions quand il s’agit de faire mouche, mais aussi une occasion de faire de nouvelles connaissances et de se lier d’amitié avec des jeunes avec lesquels vous partagez la même passion pour ce sport. Merci d’être ici avec nous. Je vous salue avec tous mes vœux de prochains succès.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ich begrüsse auch die Jugendlichen, die aus den Kantonen der Deutschschweiz zu uns gekommen sind. Ich hoffe, dieses Fest ist für alle Jugendlichen ein Erlebnis gewesen. Sie haben eure Begabung für einen Sport gezeigt, der von euch Beherrschung der Emotionen und höchste Konzentration verlangt. Ich hoffe auch, dieses Fest ist eine Gelegenheit gewesen, neue Freundschaften zu schliessen.&lt;br /&gt;Für die Teilnahme hier im Tessin danke ich euch herzlich und wünsche euch weitere schöne Tage wie diese, die ihr in meinem Kanton verbracht habt.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ringrazio il Comitato di organizzazione, la Federazione svizzera di tiro, le autorità e tutte le persone che hanno contribuito al successo di questa Festa e accomuno nel mio ringraziamento gli sponsor, il cui appoggio è essenziale per poter degnamente condecorare una festa come questa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiudo rivolgendomi ai giovani tiratori ticinesi. Spero che queste giornate siano state un’occasione non solo per dimostrare il vostro talento e la vostra saldezza di nervi per centrare il bersaglio, ma anche un’occasione per stringere nuove amicizie.&lt;br /&gt;Grazie di aver partecipato a questa festa federale e auguri di altri successi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-3818352547730428578?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/3818352547730428578/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=3818352547730428578' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/3818352547730428578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/3818352547730428578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/07/intervento-di-gabriele-gendotti.html' title=''/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RpHV1zy5rUI/AAAAAAAAAD0/yVQj2VCBhHs/s72-c/GendottiWeb3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-2903283491615755149</id><published>2007-07-05T11:21:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:51.998+01:00</updated><title type='text'>Cerimonia di consegna diplomi ASP 2007</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Roy49Dy5rTI/AAAAAAAAADs/XvFsXdmgwew/s1600-h/GabrieleGendotti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5083641438524779826" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Roy49Dy5rTI/AAAAAAAAADs/XvFsXdmgwew/s200/GabrieleGendotti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - in occasione della cerimonia di consegna dei diplomi ASP 2007 del 2 luglio 2007 a Locarno)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro direttore,&lt;br /&gt;Signore e signori docenti,&lt;br /&gt;Care diplomate e cari diplomati,&lt;br /&gt;Signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;poiché l’uomo (comprese le donne) è curioso per natura, magari qualcuno si attende che dica subito qualcosa su quanto riferisce la stampa scritta e parlata di questi tempi a proposto della nostra Alta scuola pedagogica. Sull’argomento del riconoscimento a livello federale del titolo ASP per i docenti di scuola media – perché di questo si tratta - riferirò più avanti anche perché la tematica in discussione non riguarda il riconoscimento dei diplomi delle diplomate e dei diplomati qui presenti tanto per quel che concerne l’abilitazione a insegnare nelle scuole dell’infanzia ed elementare, quanto per i diplomi che abilitano a insegnare nelle scuole medie del cantone Ticino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi preme, prima di tutto, a nome mio personale e del Consiglio di Stato, felicitarmi con le diplomate e i diplomati qui presenti per il traguardo raggiunto e per il successo ottenuto negli studi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Care diplomate e cari diplomati,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avete scelto una professione ogni giorno più complessa e difficile. Complessa perché la scuola opera in una realtà in cui le certezze di un tempo sono cadute, le autorità di una volta non sono più riconosciute, la convivenza si fa ogni giorno più problematica. Senza dimenticare la velocità con la quale avvengono i mutamenti che toccano anche il nostro modo di interpretare e di vivere la quotidianità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una professione difficile perché siete chiamati a riflettere e a far riflettere su quanto si insegna e si impara – è uno dei compiti principali della scuola - e la riflessione esige un tempo lento che spesso si scontra con la mentalità di oggi che vuole tutto subito, senza particolare fatica e che genera superficialità e tante illusioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma difficile anche perché capiterà di ritrovarvi soli di fronte a situazioni delicate perché riguardano i giovani, cioè la persona umana, che ha un’anima, fatta di desideri, di sentimenti e di emozioni, difficili da racchiudere entro confini ben definiti o da descrivere secondo norme fisse o formule matematiche. La scuola è sempre piú sola e deve assumersi responsabilità che un tempo non ha avuto, perché assunte da altri, per esempio dalla famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nemmeno quattro anni fa, si è voluto definire il ruolo del docente sulla base di tesi ben confezionate, secondo cui voi dovete: avere funzioni di gestione e di orientamento sociale, favorire l’integrazione sociale, essere persona esperta negli ambiti dell’apprendimento e dell’insegnamento e un formatore cosciente del proprio ruolo e dei propri limiti, essere esperto nell’affrontare i cambiamenti e nel confronto con l’eterogeneità; assumere il ruolo di docente con convinzione, sapersi muovere all’interno di un team di lavoro, essere coscienti di prestare un servizio pubblico; assolvere un lavoro di formazione sostenuto e riconosciuto pubblicamente. A tale proposito magari qualcuno ha motivo di lamentarsi perché non sempre la professione docente gode nell’opinione pubblica l’appoggio e il riconoscimento che si merita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voi siete tutto questo e in più ognuno porta nella classe la propria personalità, la propria voglia di insegnare - che vuol dire anche voler bene ai propri allievi - la voglia di suscitare in loro la curiosità di conoscere nuove cose. Perché, in fin dei conti, il segreto sta tutto qui (sottintesa la presenza della competenza professionale): nello svegliare e mantenere sveglia la curiosità di chi si presenta davanti a voi. E siete voi, dentro le quattro pareti di un’aula, i primi attori della qualità della scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certamente è imperativo oggi parlare di qualità della scuola e di garanzia della qualità della scuola. Vuol dire offrire a tutti gli allievi pari opportunità di imparare indipendentemente dalla sede scolastica frequentata; vuol dire valorizzare le risorse umane, in primo luogo dei docenti che grazie al loro spirito d’iniziativa stimolano la creatività propria e quella degli allievi, assicurano la varietà del loro lavoro; vuol dire anche preparare adeguatamente i giovani ad affrontare le difficoltà che incontreranno sulla strada che li porterà a essere adolescenti prima e aduli dopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si tratta solo di nozioni e di contenuti di un programma scolastico, ma anche di carattere: bisogna – i giovani prima di tutto - essere capaci di superare i momenti difficili, nella consapevolezza che quella strada presenta anche degli ostacoli che si superano con la fatica e la costanza e che è illusorio aggirarli affidandosi alle lusinghe di un paradiso artificiale che non porta da nessuna parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti casi, detti oggi difficili, derivano proprio da questo mondo di illusioni cui si affidano giovani senza guida o che rifiutano ogni genere di guida. Si sa che l’insuccesso nell’età giovanile, se porta all’abbandono prematuro degli studi o esclude vie alternative di formazione, porta all’esclusione sociale e a eventi di devianza e di violenza di cui, purtroppo, sono piene le cronache. Molto dipende dal grado di equità del sistema scolastico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tale proposito è a vostra disposizione la pubblicazione recente dell’Ufficio studi e ricerche dal titolo “Equi non per caso”. E’ un’ulteriore strategia per verificare la qualità di una scuola che passa anche attraverso l’offerta delle stesse possibilità di apprendimento, dunque nella scelta di un tipo di sistema scolastico in cui la scelta integrativa non conduce necessariamente – come qualcuno asserisce e sbaglia – a un livellamento verso il basso, ma a una strategia pedagogico-didattica che vuol limitare le disparità sociali di partenza. A proposito dell’indagine internazionale PISA abbiamo preso atto delle pecche registrate del nostro sistema scolastico, ma anche dei riconoscimenti per quel che di buono stiamo facendo. L’integrazione degli allievi è uno di quelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A proposito dei così definiti “casi ingestibili” – che sono da noi una sessantina rispetto agli oltre 50'000 allievi che frequentano le nostre scuole e a monte dei quali spesso manca la famiglia – sono stati recentemente oggetto di approfondimento e di decisioni importanti da parte del mio Dipartimento. Ma anche in questa sede mi preme precisare che è assolutamente fuori luogo parlare di bronx nelle nostre scuole come qualcuno sentenzia. La spettacolarizzazione degli avvenimenti non giova mai alla verità. Magari la vuole l’opinione pubblica, amante di sensazioni forti e di scandali più o meno autentici, ma a chi deve affrontare il problema – e la scuola lo deve affrontare con conoscenza di causa – non serve assolutamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’anno scolastico appena concluso è stato anche l’anno dell’approvazione dell’Accordo intercantonale sull’armonizzazione della scuola dell’obbligo, chiamato HarmoS. La scuola elementare e la scuola media ticinese rimangono immutate nella loro durata. La scuola dell’infanzia diventa obbligatoria da 4 anni in sú. In sostanza si protrae la situazione attuale. Già oggi praticamente la totalità dei bambini di 4 e 5 anni frequenta la scuola dell’infanzia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A livello svizzero, dunque, i nostri desideri sono stati ascoltati. Avremmo voluto mantenere il 31 dicembre come data di riferimento per l’entrata nella scuola. Volevano il 30 giugno. Siamo arrivati al compromesso 31 luglio. Peccato che qualche centinaio di bambini ticinesi dovrà attendere un ulteriore anno per iniziare la scuola che comunque inizierà obbligatoriamente a 4 anni, a prescindere dalle famiglie che già ora considerano prematuro mandare a scuola il bambino nato di novembre o di dicembre e che saranno contente della decisione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veniamo ora al mancato riconoscimento federale del diploma “secondario 1”, cioè scuola media, rilasciato all’ASP da parte della Conferenza svizzera dei direttori della pubblica educazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Dipartimento, visto il rapporto della Commissione federale di riconoscimento, ha chiesto di sospendere la procedura di riconoscimento a livello nazionale dei diplomi del secondario 1. La Commissione riconosce che questo ciclo di studio – cito il rapporto - è in costruzione e si sta sviluppando nella giusta direzione pur precisando piú oltre che – cito – l’ASP non dispone di un concetto strategico relativo alla ricerca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di conseguenza e per quel che concerne in particolare i diplomi distribuiti oggi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Per chi è assunto nella scuola ticinese il mancato riconoscimento non ha conseguenze.&lt;br /&gt;2. I singoli cantoni sono liberi di considerare o no i diplomi di un’altra scuola pedagogica che non ha ancora ottenuto il riconoscimento (A titolo esemplificativo potrebbe essere il caso dei Grigioni nelle classi di lingua italiana).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che dev’essere sottolineata è la necessità che l’ASP compia definitivamente il salto al livello di scuola universitaria. Si legge nel rapporto della Commissione federale: si dovrebbe approfittare delle sinergie con le scuole di livello universitario vicine alludendo all’USI e alla SUPSI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra i vari scenari di sviluppo e di consolidamento dell’ASP vi è anche quello che considera il suo avvicinamento o alla sua integrazione nella SUPSI. Ricordo che la SUPSI è la scuola universitaria che maggiormente si è distinta sul piano federale nell’ambito della ricerca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A livello di Dipartimento le opinioni sono ancora contrastanti. E’ tuttavia indispensabile trovare una soluzione che sia accettata dalla Commissione federale e che tenga in considerazione le riserve e le raccomandazioni che questa Commissione ha espresso.&lt;br /&gt;In particolare le riserve espresse, sicuramente condivisibili, vanno prese sul serio, specie quelle che riguardano la ricerca e il sistema di controllo della qualità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludo questo capitolo sottolineando tuttavia che la Commissione ha pur riconosciuti i miglioramenti che l’ASP ha fatto dopo il suo preavviso del 2006 e, tra i lati positivi, considera un punto di forza dell’ASP la relazione tra la teoria e la pratica. Cito: Tanto i contatti istituzionalizzati tra le diverse persone coinvolte nella formazione teorica e pratica quanto la tematizzazione delle esperienze della pratica in occasione di corsi possono essere qualificati come molto buoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;si tratta ora di lavorare con la serietà che ha sempre contraddistinto il lavoro delle persone che operano nel settore della scuola e di giungere a soluzioni che facciano prima di tutto l’interesse di chi ha scelto di frequentare una scuola perché lo condurrà a un obiettivo ben preciso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle diplomate e ai diplomati di oggi auguro successo e prima di tutto di trovare un posto di lavoro. So anche che diplomati dell’ASP proseguono gli studi per l’ottenimento di un master per esempio un master professionalizzante in gestione della formazione. Auguri anche a loro che hanno avuto la soddisfazione di vedersi riconoscere la formazione triennale dell’ASP, corrispondente a un bachelor, da parte dell’università.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono stato forse troppo lungo e le ragioni sono almeno due:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- la prima concerne la figura del docente che rimane la figura centrale di ogni cambiamento nel settore della scuola e attorno alla quale si muovono tutti i meccanismi – per esempio quello che assicura la qualità – che la vogliono migliorare;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- quest’anno sono successe molte cose che hanno toccato la vita del sistema scolastico e le trasformazioni in atto potranno avere successo solo se rimane ferma l’attenzione e sveglio l’entusiasmo di chi ha la responsabilità, assieme con tutte le persone che lavorano al fronte o negli uffici del Dipartimento, della scuola dal gradino più basso a quello più alto. Al docente si chiede di lavorare con competenza, passione e pari dignità, alla società si chiede di veder riconoscere il ruolo essenziale che la figura del maestro rappresenta per la sua crescita morale ed intellettuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi ringrazio dell’attenzione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-2903283491615755149?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/2903283491615755149/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=2903283491615755149' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/2903283491615755149'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/2903283491615755149'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/07/cerimonia-di-consegna-diplomi-asp-2007.html' title='Cerimonia di consegna diplomi ASP 2007'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Roy49Dy5rTI/AAAAAAAAADs/XvFsXdmgwew/s72-c/GabrieleGendotti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-4591907291615217164</id><published>2007-07-05T11:18:00.000+02:00</published><updated>2007-07-05T11:20:50.866+02:00</updated><title type='text'>Milizia storica leontichese</title><content type='html'>(Saluto di Gabriele Gendotti, Consigliere di Stato e Direttore del DECS, alla milizia storia leontichese del 24 giugno 2007 a Leontica)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro presidente di questa milizia storica (Denys Gianora),&lt;br /&gt;Signori membri della milizia storica leontichese,&lt;br /&gt;Signor sindaco del giovane comune di Acquarossa (Ivo Gianora),&lt;br /&gt;Signor Divisionario (Roberto Fisch),&lt;br /&gt;Autorità civili, religiose e militari,&lt;br /&gt;Signori Presidenti delle sezioni della Società ticinese degli ufficiali,&lt;br /&gt;Rappresentanti dei comuni della valle, degli enti turistici e delle milizie di Aquila e Ponto Valentino,&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;Care e cari leontichesi sempre uniti,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi rivolgo a voi con le parole stampate sul vostro stemma. L’unione – lo dice anche il proverbio – fa la forza. E’ sempre stato cosí. Lo è stato 195 anni fa, quando - tutti i leontichesi uniti in terra straniera - il bravo San Giovanni guardò giú tra i fiocchi di neve che cadevano sulla sterminata pianura russa e sui ghiacci della Beresina e ascoltò il loro voto. Una promessa mantenuta da coloro, i più fortunati, che tornarono sani e salvi, di condecorare le manifestazioni con soldati in uniforme militare.&lt;br /&gt;Ecco perché,. quando mi hanno chiesto un aiuto finanziario per la dotazione di una nuova uniforme, ho detto subito di sì: perché noi vallerani le promesse le manteniamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Racconta Giulio Bedeschi – l’autore del libro Centomila gavette di ghiaccio in cui racconta la tragedia ripetuta della Beresina piú di un secolo dopo durante la seconda guerra mondiale - “come ciechi i marciatori continuarono affondando fino al ginocchio, piangendo, con estrema fatica avanzando di trecento metri in mezz’ora. Come ad ogni notte ciascuno credeva di morire di sfinimento sulla neve, qualcuno veramente s’abbatteva e veniva ingoiato dalla mostruosa nemica, ma la colonna proseguí nel nero cuore della notte.” Molto spesso la storia si ripete e, purtroppo, l’uomo non sempre trae dalle disgrazie di oggi un insegnamento per il domani. Non mancano gli esempi nell’epoca in cui viviamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse anche i leontichesi, pregando San Giovanni che li salvasse e facesse di tutto perché rientrassero in valle, intonarono il triste Canto della Beresina, quello che un tempo si imparava alle lezioni di canto nelle scuole e che comincia cosí:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra vita somiglia al viaggio&lt;br /&gt;Di un viandante nella notte…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi pare di vederlo il soldato delle nostre terre leggendo i racconti del conte de Rochechouart che aveva servito l’esercito russo quando descrive le sofferenze subite dai due eserciti durante la terribile ritirata:&lt;br /&gt;“Dal primo di dicembre in poi, non si parlò più di battersi, ma di marciare il più rapidamente possibile verso Vilna. Dapprima, il 30 novembre, mi trovai sul posto dove l’esercito francese aveva effettuato il passaggio della Varesina. Nulla l mondo avrebbe potuto essere più triste e più straziante”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Onore e fedeltà” era il motto dei soldati svizzeri che combatterono sotto bandiere diverse per difendere il sovrano che li aveva arruolati. “Onore e libertà” sono le parole simbolo che ci dettano il nostro comportamento quando, come oggi, salutiamo con fierezza la bandiera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Napoleone ci fece liberi, ma quella libertà fu pagata con la vita di molti soldati che dovettero arruolarsi in una delle epoche piú burrascose della storia d’Europa che segnò la fine del Vecchio Regime e l’alba di nuove nazioni che conquistarono la libertà con il sangue. Anche il Ticino conquistò in quegli anni la libertà, l’indipendenza e la sovranità. E il prezzo fu alto: ticinesi arruolati negli eserciti stranieri e i passaggi devastanti delle armate attraverso le nostre valli. Ce lo ricorda Suvaroff, piú che la statua sul passo del San Gottardo il monumento del suo passaggio nella gola del Ponte del Diavolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi è parso giusto questo salto nel passato perché l’incontro di oggi - lo dice il vostro presidente della milizia - è d’importanza storica ed è una testimonianza dell’attaccamento della nostra gente alle tradizioni. E’ tanto piú importante oggi questo soffermarsi con fierezza – è ancora il vostro presidente che parla cosí – su quello che siamo stati una volta, proprio in un tempo come il nostro in cui sembra ormai valere solo quello che si ottiene subito e si consuma altrettanto velocemente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo perso molto del senso della profondità storica senza la quale le nostre radici s’indeboliscono e ci è difficile capire l’origine e il perché di certi eventi del presente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una festa come quella di oggi è un’occasione per rivisitare il passato, ma anche per rinvigorire quel sentimento di appartenenza a un mondo che è quello che viviamo oggi, ognuno dentro un paesaggio che gli è familiare, voi qui in Valle di Blenio, una valle verde che ha l’immensa fortuna di non essere attraversata né dall’autostrada, né da altre grandi vie di comunicazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma, come dite voi: “Per san Giovanni feste e nocino”. E’ un’altra tradizione radicata nei luoghi dove invecchia il noce davanti alla cascina. Mia nonna mi diceva: 9 noci per 1 litro di grappa, il massimo è di uva americana, l’Isabella per esempio, nome chiaro come il sole e che canta. Dicono che il nocino l’hanno inventato i frati. Sarà anche vero, ma noci e uva americana ce n’è talmente tanta che il nocino lo avranno inventato anche gli altri. Poi la vostra valle si chiama anche Valle del Sole per cui il nocino si sente proprio a casa propria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludo con un ringraziamento per avere invitato me, che abito proprio qui dietro la Bassa del Nara, e ogni tanto a Leontica ci vengo anche a piedi, ed esprimo il compiacimento mio personale e del Consiglio di Stato per gli sforzi compiuti e l’impegno dimostrato nel confezionare e presentare la nuova uniforme della milizia.&lt;br /&gt;Mio nonno mi ha insegnato di diffidare delle persone che ti fanno promesse senza chiedere nulla in cambio: i nostri e vostri antenati avevano fatto una promessa mettendo sull’altro piatto della bilancia il bene più prezioso che è la propria vita&lt;br /&gt;Ringrazio tutte le persone e gli enti che hanno collaborato alla riuscita di questa festa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fa piacere per un politico vedere che i soldi attribuiti da enti statali sono stati spesi bene. Insomma, in un paese ipercritico come il nostro, non pare vero che tutto sia filato via liscio. Dunque bravi tutti quanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie dell’attenzione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-4591907291615217164?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/4591907291615217164/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=4591907291615217164' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/4591907291615217164'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/4591907291615217164'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/07/milizia-storica-leontichese.html' title='Milizia storica leontichese'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-7878701419531875722</id><published>2007-06-21T14:25:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:52.242+01:00</updated><title type='text'>Consegna dei diplomi dell’Istituto universitario federale</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rnpu_E45hlI/AAAAAAAAADk/lnAJ-vIFbGg/s1600-h/GendottiWeb2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5078493559736862290" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rnpu_E45hlI/AAAAAAAAADk/lnAJ-vIFbGg/s200/GendottiWeb2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - in occasione della Consegna dei diplomi dell’Istituto universitario federale del 21 giugno 2007 ad Ascona)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Signora Direttrice dell’Istituto universitario federale per la formazione professionale,&lt;br /&gt;Signor Direttore nazionale della formazione,&lt;br /&gt;Signor Direttore regionale,&lt;br /&gt;signore e signori docenti neodiplomati,&lt;br /&gt;signore e signori ospiti,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fra qualche minuto potrete apprendere come liberarvi dallo stress. Lo stress è quasi diventato un nostro compagno di vita.&lt;br /&gt;Penso che questa giornata sia, per voi neodiplomate e neodiplomati, liberatoria in tal senso anche senza particolari istruzioni. Infatti è la giornata che corona il vostro impegno nell’accompagnare, alla vostra preparazione disciplinare o professionale specifica, quella pedagogica che è indispensabile per poter entrare in aula.&lt;br /&gt;Oggi è impensabile, salvo forse in pochi casi di doni di vita, che una persona si improvvisi docente sulla scorta della pura e semplice competenza in un ambito disciplinare o in un ambito lavorativo. Occorrono, per farlo, precisi strumenti d’ordine pedagogico e didattico, già per il fatto che oggi il docente, in classe, non si confronta solo con il compito dell’insegnamento, ma con tutta una serie di altri compiti che gli sono sempre più spesso delegati dalla famiglia, nella varie forme in cui oggi questa si coniuga, o dalla società&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;Penso di poter partecipare anch’io ai vostri sentimenti di sollievo per il traguardo raggiunto e, letteralmente, di alleggerimento dal peso di un impegno che è certamente notevole, sia pure con le facilitazioni del caso, perlomeno per chi segue il curricolo lungo di abilitazione, facilitazioni che è bene tener presente anche alla fine del percorso.&lt;br /&gt;E’ l’impegno di chi deve conciliare la normale attività d’insegnamento, che è già parecchio onerosa nelle sue varie articolazioni – lezioni, preparazione, correzioni, amministrazione, partecipazione - con le lezioni all’Istituto e il lavoro e lo studio personali e infine ancora con la vita privata in tutti i suoi risvolti, sia “obbligatori” (penso a chi ha famiglia, figli) sia facoltativi (penso a momenti ricreativi che fanno pur parte ormai della normalità).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tenuto conto dunque del cammino che avete percorso per giungere al traguardo – mi rivolgo qui ai neodiplomati – i miei complimenti sono doverosi, anche perché al vostro successo personale si accompagna quello istituzionale.&lt;br /&gt;Infatti, con i vostri diplomi il sistema scolastico e formativo cantonale guadagna sicuramente in qualità e, soprattutto, ne traggono beneficio i giovani e adulti affidati alle vostre competenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa circostanza, di fronte a un pubblico così qualificato, sembra però opportuno accompagnare alle parole rituali di congratulazione qualche breve riflessione d’ordine generale proprio sul sistema formativo di cui andrete ora a incrementare la qualità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima riflessione riguarda proprio l’Istituto, per sottolinearne la sua nuova esistenza.&lt;br /&gt;E’ pur vero che una parte notevole dei diplomi oggi consegnati ha le radici ancora nel “vecchio” Istituto svizzero di pedagogia della formazione professionale.&lt;br /&gt;Però da orami sei mesi ci troviamo interamente nel nuovo Istituto, nato dalla nuova Legge federale sulla formazione professionale e nato anche dagli sforzi dei parlamentari ticinesi di assicurarne prima di tutto l’esistenza, esistenza che ancora oggi, a Palazzo federale, è messa in discussione con vari pretesti, fra i quali non manca naturalmente – e in questo caso è un vero pretesto – l’aspetto finanziario, perché il nuovo Istituto universitario non costa più di prima. In secondo luogo, i parlamentari ticinesi si sono anche particolarmente battuti per assicurarne l’articolazione in tutte le regioni linguistiche del Paese, ed è sicuramente grazie al loro impegno se oggi, in questa significativa cornice del Monte Verità, in cui si riuniscono scienza e spiritualità, si possono consegnare i diplomi da parte di una delle sedi regionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda riflessione riguarda il nuovo statuto dell’Istituto. Assumendo lo statuto universitario, così come lo prevede esplicitamente la nuova Legge federale, appare più che scontato che esso abbia assunto anche l’autonomia dall’amministrazione pubblica, che in tutto il mondo si riconosce alle istituzioni universitarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D’altra parte neppure il Ticino ha tentennato in quest’ambito, quando si è trattato di avviare le sue realtà universitarie, prima l’Università – l’USI - e poi la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana – la SUPSI. Istituzioni che sono legate allo Stato dalla loro connotazione di ente di diritto pubblico ma che poi funzionano con ampia autonomia dall’Amministrazione cantonale, regolata da un contratto di prestazione tra i rispettivi Consigli universitari e il Consiglio di Stato e analogo a quello in allestimento per l’Istituto universitario federale per la formazione professionale e che legherà quest’ultimo al Consiglio federale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio per completare questo quadro di autonomia, occorre ora, nel Cantone Ticino, fare un ulteriore passo nella costruzione di un sistema coerente degli istituti di rango universitario, assegnando a tutti loro lo stesso statuto. Il pensiero va naturalmente all’istituto parallelo per la formazione degli insegnanti nel Cantone Ticino, cioè all’Alta scuola pedagogica, per la quale appare legittimo avviare, perfezionare e concludere le riflessioni sulla sua collocazione istituzionale più coerente con quella degli altri curricoli universitari, anche alla luce delle suggestioni che vengono direttamente o indirettamente dagli organismi di accreditamento nazionali, quando essi si chinano a valutarne l’impianto, le prestazioni e le esigenze di sviluppo.&lt;br /&gt;Collocazione che non dovrebbe peraltro complicare ulteriormente il quadro universitario del Cantone, fortemente caratterizzato da USI e SUPSI, a loro volta già parecchio unite da accordi di collaborazione e servizi comuni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La terza e ultima breve riflessione parte proprio dalla constatazione della presenza di più istituzioni di grado universitario che si contendono il compito di formare i docenti delle scuole, ma non solo quelli. Infatti, insegnamento e formazione non sono certo più solo una prerogativa dell’aula scolastica, ma avvengono in contesti sempre più diversificati, si può dire in ogni contesto dell’attività umana. Sempre più nuove e diversificate sono pertanto le figure dei formatori e si capisce anche che vi sia anche una certa diversificazione nell’offerta di formazione per queste figure.&lt;br /&gt;Offerta cui partecipa l’USI, nell’ambito della Facoltà di scienza della comunicazione, la SUPSI, con il suo Dipartimento di scienze aziendali e sociali, e, certamente, più naturalmente indirizzate a questo compito, l’Alta scuola pedagogica e l’Istituto universitario federale per la formazione professionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La presenza di tutti questi attori, esige, in un territorio in cui la potenziale utenza ha sicuramente limiti quantitativi, un forte impegno nel coordinamento, che può essere fatto in varie forme, per esempio logisticamente – e qui sto pensando al futuro campus universitario di Lugano e alla possibilità che vi si insedi anche l’Istituto universitario federale per la formazione professionale – oppure nella ripartizione dei compiti, per evitare doppioni asfittici, oppure ancora nella riunione delle risorse laddove soltanto la loro concentrazione – per esempio nel campo della ricerca – consente di raggiungere risultati sostenibili sul piano nazionale e, soprattutto, internazionale.&lt;br /&gt;Poiché i parametri di giudizio sulla qualità delle istituzioni di formazione, della loro ricerca di base e della loro ricerca applicata non sono più locali, nemmeno nazionali, ma sono oramai internazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questo monito e con queste prospettive, concludo il mio intervento.&lt;br /&gt;Rinnovo i miei complimenti ai neodiplomati di ogni categoria che oggi terminano ufficialmente un curricolo formativo, compiacendomi per il contributo che certamente sapranno dare per lo sviluppo qualitativo dell’intero sistema formativo ticinese, sia esso a scuola sia esso nei laboratori, nelle officine e in ogni altro contesto. Ringrazio i collaboratori dell’istituto, dalla direttrice nazionale fino ai docenti e al personale amministrativo, per il contributo che hanno dato in tal senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un particolare complimento va ai giovani apprendisti che hanno partecipato al concorso per il miglior lavoro conclusivo della loro formazione e naturalmente ai premiati e ai loro docenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tutti auguro una pausa serena e rinnovatrice delle forze, per un rientro ad agosto con le migliori prospettive per il nuovo anno scolastico.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-7878701419531875722?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/7878701419531875722/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=7878701419531875722' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/7878701419531875722'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/7878701419531875722'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/06/consegna-dei-diplomi-dellistituto.html' title='Consegna dei diplomi dell’Istituto universitario federale'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rnpu_E45hlI/AAAAAAAAADk/lnAJ-vIFbGg/s72-c/GendottiWeb2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-6884933241035613047</id><published>2007-06-20T09:38:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:52.523+01:00</updated><title type='text'>Fine anno scolastico 2006/2007</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RnjZ5E45hjI/AAAAAAAAADU/q1PaIY5vCDY/s1600-h/GabrieleGendotti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5078048154448397874" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RnjZ5E45hjI/AAAAAAAAADU/q1PaIY5vCDY/s200/GabrieleGendotti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Lettera aperta di Gabriele Gendotti - Consigliere di Stato e Direttore del DECS - per la fine dell'anno scolastico 2006/2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;rinnovo anche quest’anno la consuetudine, doverosa ma gradita, di rivolgermi a tutte le persone che operano nel campo della formazione, sia negli uffici dipartimentali, sia nelle scuole, ed esprimo la mia gratitudine per l’impegno dimostrato nell’assolvimento di compiti sempre più complessi, perché sempre più complessa diventa la realtà in cui siamo chiamati a operare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ doveroso in questa occasione ringraziare chi mette a disposizione le proprie competenze, il proprio lavoro e la propria intelligenza perché la nostra scuola rimanga un luogo in cui non solo si acquisisce nuovo sapere, ma si è anche consapevoli dell’importanza di imparare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ una consuetudine gradita perché consente di prendere contatto diretto con chi condivide il piacere di costruire qualcosa per il Paese, ma anche le preoccupazioni che la società in cui viviamo fa nascere e coltiva dentro di sé per le trasformazioni in atto, la messa in discussione di valori considerati finora indiscutibili e la susseguente mancanza di orientamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci siamo parecchio occupati, quest’anno, delle proposte dell’accordo intercantonale HarmoS. Il Dipartimento ha condiviso le preoccupazioni provenienti da diverse cerchie della nostra scuola e si è impegnato per una riforma dell’ordinamento scolastico che non affossa quello che di positivo è già stato fatto e la cui bontà ci è riconosciuta anche fuori dei confini cantonali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la soluzione non sarà quella di estraniarci da quanto viene proposto – conseguenza, per esempio, della nuova realtà in movimento, delle migrazioni internazionali, della convivenza tra differenti provenienze culturali, della necessità di favorire la mobilità – ma di essere presenti e attivi con le nostre esigenze e la nostra esperienza laddove si fa necessaria un’armonizzazione, non un’uniformazione, di sistemi diversi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ certo che fare dell’integrazione – interpretata come opportunità - uno degli obiettivi della politica scolastica vuol dire esserci incamminati su una strada non priva di difficoltà. Anche se l’integrazione non è solo della scuola, essendo altri attori sociali chiamati a dare il loro contributo e a sostenerci in questa azione, non vediamo come sia possibile fare un passo indietro, di fronte all’eterogeneità divenuta ormai elemento centrale della nostra società e dunque delle classi delle nostre scuole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Preoccupano oggi gli atti di violenza entrata nelle nostre scuole, derivanti spesso da situazioni familiari difficili o compromesse, da vite vissute lontane dai nostri criteri di giudizio, da modelli di riferimento discutibili o persino sbagliati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Dipartimento ha recentemente illustrato una nuova serie di misure per far fronte con successo, ma anche con ragionevolezza, a quella decina di casi definiti “ingestibili” che hanno turbato recentemente docenti, famiglie e giovani delle nostre scuole. Le misure previste vanno dalla diversificazione dell’insegnamento a progetti individualizzati all’interno della scuola. Non potrà ovviamente venir meno la collaborazione di enti e servizi esterni alla scuola. La situazione viene presa sul serio senza incorrere in interpretazioni strumentali o lasciarci trascinare da reazioni emotive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le vacanze che stanno per cominciare – lunghe o meno lunghe che siano - serviranno a recuperare le energie spese durante questi mesi in un lavoro spesso gratificante, ma talvolta anche fonte di qualche delusione. La pausa può servire anche a approfondire studi lasciati in sospeso, a leggere nuovi libri, ad acquisire nuove conoscenze ed esperienze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buona estate a tutte e a tutti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-6884933241035613047?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/6884933241035613047/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=6884933241035613047' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/6884933241035613047'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/6884933241035613047'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/06/fine-anno-scolastcio-20062007.html' title='Fine anno scolastico 2006/2007'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RnjZ5E45hjI/AAAAAAAAADU/q1PaIY5vCDY/s72-c/GabrieleGendotti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-2082222577979047192</id><published>2007-06-20T09:25:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:52.675+01:00</updated><title type='text'>Inaugurazione dell’Istituto comunale di Preonzo</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RnjXIk45hiI/AAAAAAAAADM/JtDRvcMF4lQ/s1600-h/GabrieleGendottiHome.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5078045122201486882" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RnjXIk45hiI/AAAAAAAAADM/JtDRvcMF4lQ/s200/GabrieleGendottiHome.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; (Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - in occasione dell'inaugurazione dell’Istituto comunale di Preonzo del 16 giugno 2007)&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Caro sindaco (Fabio Pasinetti),&lt;br /&gt;autorità civili e religiose,&lt;br /&gt;caro direttore del centro scolastico (Michele Bedolla),&lt;br /&gt;gentili signore e signori docenti,&lt;br /&gt;care ragazze e ragazzi che frequentate questa scuola,&lt;br /&gt;signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;questa è una festa. Una bella festa che più bella non si può. Perché inaugurare una scuola o una scuola rimessa a nuovo e ampliata come questa è qualcosa che riempie tutti di soddisfazione e di orgoglio: le autorità, la popolazione e voi, ragazze e ragazzi, che ogni giorno passate per quella porta. E’ anche il segno di una politica lungimirante che sa che le cittadine e i cittadini di domani si formano sui banchi di scuola e che l’esercizio della democrazia e della libertà passa attraverso la formazione di persone consapevoli dei propri diritti, ma anche dei propri doveri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ una bella festa anche per un Consigliere di Stato che si occupa di scuola e che ha la possibilità di abbandonare il suo ufficio per immergersi in una delle tante realtà che sono le sedi scolastiche del cantone. Abbiamo belle scuole: belle perché sono accoglienti, perché convenientemente arredate, perché vi lavorano docenti preparati e sensibili alle necessità dei giovani. Allora dico che siamo fortunati perché fortunato è quel paese che costruisce scuole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci riempiono di gioia le immagini che ogni tanto ci vengono dalla televisione e che mostrano i volti sorridenti di ragazze e ragazzi che possono finalmente andare a scuola in una parte del mondo in cui fino a quel momento non c’è stata una scuola, perché ci sono stati disordini che hanno turbato il normale vivere della gente. Molte nostre organizzazioni umanitarie che vanno in paesi lontani costruiscono dapprima la scuola. Imparare a leggere, a scrivere e a far di conto – come si diceva ai tempi di Stefano Franscini, ricordato proprio in queste settimane – ma anche imparare a capire la realtà e a rendersi conto di quello che possiamo fare o che dobbiamo fare, vuol dire diventare e essere uomini liberi. La libertà è il dono più grande che ci sia.&lt;br /&gt;E noi siamo fortunati, perché possiamo dire con una certa fierezza, parafrasando Benjamin Franklin, che “dove c’è la libertà, quello è il mio paese”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo il mondo oggi è diventato più difficile di un tempo: più difficile per chi in un comune è investito della gestione della cosa pubblica perché le esigenze della gente sono aumentate ed è difficile accontentare tutti; più difficile per i genitori che non sono più in grado di rispondere a tutte le domande, che figlie e figli pongono, e che sono suggerite da una realtà che le immagini della televisione fanno ogni giorno più vasta e complicata; più difficile per le docenti e i docenti che si trovano a lavorare davanti a classi che sono, ognuna, una piccola comunità di ragazze e ragazzi con dietro di sé esperienze di vita diverse, mentalità diverse e anche lingue diverse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si dice anche che il paesaggio ha un’anima che è la nostra, nati e cresciuti qui. Non possiamo però dimenticare che il paesaggio che ci circonda – questa aspra valle Riviera, che nasconde in alto angoli di silenzio a ridosso delle cime – racconta a chi vive qui storie ormai diverse: a chi è cresciuto qui con la propria famiglia; a chi ci è arrivato da poco perché il destino – si dice così – ha voluto che fuggisse dal paese dov’è nato e arrivasse qui da noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche qui ormai, la realtà di una classe non è più quella che abbiamo vissuto noi, genitori o nonni. Ma se da un lato si chiede alle docenti e ai docenti di assumere una parte attiva nel nuovo contesto sociale perché la strada che abbiamo scelto è quella dell’integrazione, con tutti i problemi che tale scelta comporta, dall’altro abbiamo bisogno anche della collaborazione della famiglia perché insegnare ai giovani a vivere gli uni vicino agli altri, a rispettare le idee dell’altro, a condividere le difficoltà del vivere quotidiano - anche nell’ambito della scuola - è compito che non si esaurisce nel minuto in cui suona il campanello di fine lezione (se ne avete uno). E fa piacere vedere bambine e bambine che giocano e imparano assieme nonostante le tante diversità. Sono d’esempio per noi grandi. La tolleranza, ma anche l’attitudine alla convivenza civile, la si impara da piccoli.&lt;br /&gt;La scuola è terreno fertile per queste lezioni di vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo non sempre basta la buona volontà e il mondo di oggi – anche il nostro piccolo mondo ticinese – è scosso da avvenimenti particolarmente gravi di intolleranza e di violenza. Il dipartimento sta mettendo in atto nuove misure per far fronte a situazioni ritenute insostenibili all’interno di un istituto scolastico e la messa a disposizione dei mezzi finanziari necessari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma voglio dire anche un’altra cosa: Non siamo il bronx: i casi di comportamenti veramente ingestibili o difficili sono una decina su 50'000 allieve e allievi che frequentano le nostre scuole. Chiudo questa parentesi doverosa perché mi piace agire con realismo, lontano da qualsiasi sensazionalismo anche se capisco che certi fatti turbano più noi di altre persone che vivono in realtà ben più tormentate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sasso che frantuma il vetro della finestra di una scuola è più di uno stupido atto di vandalismo. E’ qualcosa di riprovevole ma anche fonte di tristezza, perché è un tentativo di spegnere la voce di chi insegna, a chi è al primo traguardo sul cammino della vita, è il tentativo di colpire un’istituzione pubblica che si prefigge di insegnare ai giovani a pensare, a far uso della ragione critica, che costituisce la premessa per diventare donne e uomini indipendenti e liberi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torno volentieri ai sentimenti di soddisfazione e di gioia che una festa come questa suscita nel nostro animo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esprimo la gratitudine dello Stato alle autorità politiche di questo paese: hanno capito l’importanza della funzione di una scuola il cui compito educativo è fondamentale per il futuro del cantone, delle sue cittadine e dei suoi cittadini che sono le ragazze e i ragazzi di oggi. Le ringrazio anche di questo sguardo in avanti che concretamente si esprime attraverso progetti di possibile ampliamento futuro del rinnovato centro scolastico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ringrazio gli architetti Canonica e Rosselli, le ditte e gli artigiani che hanno trasformato idee e progetti in qualcosa di concreto che è lo stabile che ci sta qui davanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esprimo la gratitudine dello Stato anche alle famiglie della simpatia e dell’attenzione con cui seguono il diventar grandi delle loro figlie e dei loro figli e seguono il lavoro delle docenti e dei docenti nella consapevolezza che la famiglia non può abdicare al suo ruolo di educatrice accanto alla scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludo rivolgendomi alle ragazze e ai ragazzi, perché la festa è prima di tutto la loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Care ragazze e cari ragazzi,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voi passate quella porta ogni mattina per andare a scuola. Penso che nella vostra cartella non ci siano solo libri e quaderni, ma anche tanta curiosità di imparare. Perché il segreto sta proprio qui: nell’essere curiosi, curiosi di sapere perché una cosa è fatta così e non cosà, curiosi di imparare cose nuove e di scoprire altri mondi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io mi auguro che la sera, quando uscite dalla stessa porta per tornare a casa, abbiate lo stesso sorriso della mattina, la stessa voglia di continuare a imparare cose nuove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se è cosí vuol dire che avete brave maestre e bravi maestri. Esprimo dunque anche a loro la gratitudine dello Stato per ciò che fanno che è qualcosa di prezioso e di indispensabile per il futuro della nostra gente e per la loro felicità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie dell’attenzione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-2082222577979047192?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/2082222577979047192/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=2082222577979047192' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/2082222577979047192'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/2082222577979047192'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/06/inaugurazione-dellistituto-comunale-di.html' title='Inaugurazione dell’Istituto comunale di Preonzo'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RnjXIk45hiI/AAAAAAAAADM/JtDRvcMF4lQ/s72-c/GabrieleGendottiHome.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-7651045284736986599</id><published>2007-06-13T13:59:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:52.835+01:00</updated><title type='text'>Gestione dei casi problematici nella scuola</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rm_c5U45hgI/AAAAAAAAAC8/hhgI8cPUdGw/s1600-h/GendottiWeb.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5075518182487852546" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rm_c5U45hgI/AAAAAAAAAC8/hhgI8cPUdGw/s200/GendottiWeb.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(Intervento di Gabriele Gendotti, Consigliere di Stato e Direttore del DECS, in occasione della Conferenza stampa del 13 giugno 2007 "Misure aggiuntive per la gestione dei casi problematici nella scuola")&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;[fa stato il testo parlato]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vi saluto cordialmente alla conferenza stampa durante la quale vi presenteremo alcune nuove misure specifiche per far fronte a situazioni gravemente problematiche o "ingestibili" nella scuola. Le misure saranno introdotte a titolo sperimentale in alcune sedi già a partire dal prossimo anno scolastico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parliamo dunque di quelle situazioni difficili che sono fonte di preoccupazione e di disagio per tutte le componenti della scuola: genitori, allievi e docenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dapprima una doverosa premessa&lt;br /&gt;Ciò che succede nelle aule non è nient’altro che lo specchio della società. Va anche ricordato che gli allievi che frequentano le scuole ticinesi sono più di 50'000 e che i casi veramente difficili o "ingestibili" - cioè i casi che presentano derive comportamentali particolarmente gravi che si possono tradurre in espressioni di violenza o di inaccettabile indisciplina e quindi inficiare la vita di una classe o, addirittura, di un intero istituto scolastico - questi casi difficili o "ingestibili" si riducono a qualche decina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta dunque di un fenomeno che non ha assunto una valenza di portata generale. È dunque fuori luogo parlare di Bronx nelle nostre scuole, così come è fuori luogo un'eccessiva drammatizzazione di un fenomeno di società come già sentenziato da qualcuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stragrande maggioranza dei nostri allievi si comporta in modo educato e si impegna con successo negli studi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I casi ingestibili esistono e vanno affrontati&lt;br /&gt;Vi sono però casi particolarmente gravi che non vanno né banalizzati né sottaciuti. Per questi casi dobbiamo adottare tutte le misure che consentono:&lt;br /&gt;· da un lato, di seguire tutti gli allievi nella loro crescita; allievi inseriti nel modello scolastico integrativo, caratteristico della scuola pubblica ticinese;&lt;br /&gt;· dall'altro lato dobbiamo intervenire con convinzione e con il necessario rigore affinché tutti rispettino alcune regole di comportamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Casi ingestibili: una novità?&lt;br /&gt;I casi difficili sono sempre esistiti. Probabilmente nel corso degli ultimi anni il fenomeno è diventato più “visibile” e oggetto di una particolare attenzione dei media; le sensibilità sono aumentate, così come è aumentata la gravità di talune derive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni anni or sono – siamo nel 2001 - avevo ventilato la realizzazione di strutture con scolarizzazione interna nelle quali far confluire i casi particolarmente gravi, senza ottenere però un grande riscontro. I tempi non erano per così dire ancora maturi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un approccio pragmatico&lt;br /&gt;Contemporaneamente il DECS dava allora avvio ad alcune riflessioni su come gestire allievi difficili proponendo alcune iniziative per contenere i fenomeni di violenza. A fianco delle riflessioni fatte in vari istituti scolastici come pure a livello di Divisione della scuola e di Divisione della formazione professionale (quest'ultima ha ad esempio elaborato un sorta di vademecum destinato ai suoi dirigenti scolastici), nel 2002 è stato costituito il Gruppo di coordinamento interdipartimentale "allievi problematici" DECS, DSS, DI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il DECS ha dunque voluto riflettere a fondo e:&lt;br /&gt;· descrivere il quadro della situazione in relazione alle tipologie di disadattamento, l’assenteismo, i disturbi gravi di comportamento e le varie possibilità di modelli scolastici, dal modello segregativo alla sospensione a tempo indeterminato, dalla formazione di classi speciali a classi atelier in preparazione dell’insegnamento professionale;&lt;br /&gt;· studiare misure specifiche – anche innovative - con lo scopo di monitorare in permanenza le forme di disagio, di rendere più stabili le misure sui così detti “casi difficili” e, come nuove misure, di formare personale specializzato che sappia gestire anche un distacco dall’attività scolastica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il DECS continua a puntare su una politica di integrazione che si fonda sul principio di non escludere nessuno a causa di una sua diversità. Di fronte alla crescente brutalità degli atti di violenza si vede però costretto, da un lato, a ricercare soluzioni alle situazioni di disagio che si manifestano a scuola, d’altro lato, a proteggere chi segue regolarmente il suo percorso formativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le misure fatte proprie dal Consiglio di Stato nella seduta del 12 giugno 2007&lt;br /&gt;Esaminato l'esito delle misure sinora adottate, sulla scorta delle esperienze maturate nel corso degli ultimi anni e considerate le esigenze manifestate da tutte le componenti della scuola, la Divisione della scuola ha elaborato una serie di nuove misure specifiche e complementari in merito alle situazioni gravemente problematiche o ingestibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono studi che hanno evidenziato le necessità di affinare e, nel limite del possibile, di distinguere le modalità di intervento e le risorse a disposizione degli istituti. Si va da forme di diversificazione dell’insegnamento a proposte di riforma dei Servizi di sostegno sino alla creazione di "zone cuscinetto" temporanee all’interno degli istituti gestite da personale appositamente formato o alla creazione di reti di collaborazione con istanze esterne, pubbliche e private, disposte ad accogliere per un lasso di tempo gli allievi che svolgono un’esperienza diversa da quella scolastica.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Il Consiglio di Stato ha deciso di liberare le necessarie risorse umane e finanziarie per poter avviare alcune sperimentazioni già a partire dal prossimo anno scolastico: sono previste l'assunzione di personale supplementare (indicativamente 3 persone a tempo pieno) con uno statuto di educatore o affine e l'attribuzione di un credito supplementare di circa 300'000 franchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riassumo e concludo&lt;br /&gt;Siamo coscienti che il problema dei casi "ingestibili" esiste e va affrontato. Non siamo però nel Bronx.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le componenti della scuola – genitori, allievi, docenti – chiedono di elaborare regole chiare e condivise la cui violazione sia seguita da sanzioni adeguate e certe. Stiamo attentamente valutando affinamenti dei regolamenti e la messa a disposizione delle scuole di indicazioni sulle modalità di intervento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo riflettuto a fondo su come affrontare e risolvere situazioni particolarmente gravi -a monte delle quali spesso manca la famiglia – proponendo soluzioni che si ispirino nel limite del possibile e del ragionevole al concetto di scuola integrativa sempre partendo da un’ottica educativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Consiglio di Stato ha deciso di adottare, in via sperimentale e già a partire dal prossimo mese di settembre, misure per affrontare le situazioni più gravi e ha liberato risorse umane e finanziarie supplementari, attualmente valutate in 300'000 franchi, ma che potrebbero raggiungere, in caso di generalizzazione delle misure sull'intero territorio, un importo attorno a ca. 3 mio di franchi all'anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il momento - e in attesa dell'esito della sperimentazione - rimane dunque in sospeso la misura che considera il possibile collocamento dei casi particolarmente difficili in istituti con scolarizzazione interna. Anche su questo punto stiamo riflettendo e verificheremo, sulla scorta delle sperimentazioni del prossimo anno scolastico, la necessità di creare Istituti con scolarizzazione interna a partire dai prossimi anni scolastici. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-7651045284736986599?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/7651045284736986599/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=7651045284736986599' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/7651045284736986599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/7651045284736986599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/06/gestione-dei-casi-problematici-nella.html' title='Gestione dei casi problematici nella scuola'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rm_c5U45hgI/AAAAAAAAAC8/hhgI8cPUdGw/s72-c/GendottiWeb.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-94328592910768661</id><published>2007-06-11T10:59:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:52.860+01:00</updated><title type='text'>I 20 anni del Museo cantonale d'arte di Lugano</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rm0QLk45hfI/AAAAAAAAAC0/t2tpOR8IVd4/s1600-h/GabrieleGendotti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5074730146183349746" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rm0QLk45hfI/AAAAAAAAAC0/t2tpOR8IVd4/s200/GabrieleGendotti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; (Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - in occasione dell'inaugurazione della mostra “affinità e complementi" per i 20 anni del Museo cantonale d'arte di Lugano di mercoledì 6 giugno 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Autorità cantonali e comunali,&lt;br /&gt;Gentili direttrice e direttore,&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;[1]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Signori membri del comitato scientifico,&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;esprimo dapprima, a nome mio personale come direttore del dipartimento a cui è affidata la gestione della politica culturale, e a nome delle colleghe e dei colleghi del Consiglio di Stato, le più vive felicitazioni per il traguardo dei vent’anni di attività di questo Museo cantonale d’arte. Alle persone che durante questo ventennio hanno lavorato per affermare la presenza del Museo nel panorama culturale, non solo ticinese, esprimo la gratitudine e la riconoscenza dello Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Museo cantonale d’arte è, per dirla alla Baudelaire&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn2" name="_ftnref2"&gt;[2]&lt;/a&gt;, “un phare allumé sur mille cittadelles” che sono tutti quei luoghi disseminati nel cantone, in cui si lavora nella consapevolezza che esiste un legame indissolubile tra conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e progresso della società civile, e nei quali si esprime in varie forme l’identità culturale, non certo elemento racchiuso in immagini e realtà immutabili, ma - mi piace citare ancora il poeta della bellezza classica eterna e muta – patrimonio dinamico che “roule d’âge en âge”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cultura dunque intesa come “campo dinamico in continua trasformazione”, – come afferma un assessore alla cultura della vicina Italia – che guarda al futuro “rielaborando continuamente le esperienze del passato, ripercorrendo criticamente quella complessa e dinamica “archeologia” di saperi e conoscenze.”&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn3" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn3" name="_ftnref3"&gt;[3]&lt;/a&gt; L’arte e la produzione artistica contribuiscono a dare il senso di quella trasformazione. E’ il mutare eterno della percezione della realtà attraverso l’arte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tener viva la luce del faro che illumina le mille cittadelle della cultura dovrà contribuire il progettato Osservatorio delle politiche culturali che si occuperà di coordinare le varie iniziative del pubblico e del privato, troppo spesso dipendenti da un eccessivo dipartimentalismo che anche nell’ambito culturale ha sempre impedito di fare un discorso coerente. Dovrà anche interrogarsi su temi fondamentali come quello della definizione e della proprietà del patrimonio culturale, dei suoi costi e della sua redditività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra è epoca di monitoraggi. E’ tempo e luogo di svolgere monitoraggi puntuali sulle attività dei musei, delle biblioteche e degli archivi che diano dati concreti su cui definire forme di cooperazione, disegnare curricoli di formazione per gli addetti al settore e, come obiettivo fondamentale, raggiungere un equilibrio ottimale tra conservazione e fruizione del nostro patrimonio culturale.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn4" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn4" name="_ftnref4"&gt;[4]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tale proposito – e così mi esprimo anche nel mio contributo per il catalogo della Mostra – mi piace sottolineare i rapporti con altri attori della politica culturale attivi nel nostro cantone, in primo luogo con la città di Lugano. Le edificazioni in corso nella città e le prospettive future sui contenuti che saranno accolti nei nuovi spazi lasciano prevedere collaborazioni costruttive in ambiti culturali specifici tra Stato, comuni, istituti e associazioni culturali. Si sa che la cultura “in rete” promuove l’esercizio del diritto al pubblico accesso dei centri della cultura, come un museo, una biblioteca o un archivio, ciò che risponde a un principio democratico che non può essere eluso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mostra che si inaugura oggi ha altri pregi, oltre a quello di offrire al pubblico la visione di opere d’arte significative provenienti da importanti collezioni pubbliche. Essa è un’occasione per dar risalto alla rete di relazioni che questo Museo ha intessuto con altri centri e enti culturali e al prestigio di cui oggi esso gode sia a livello nazionale sia a livello internazionale. Che questa Mostra sia stata allestita sotto l’Alto Patronato della presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey è un segno di quel prestigio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per riprendere la citazione di prima, questo Museo è un “campo dinamico in continua trasformazione”, cioè che opera nel presente con uno sguardo al futuro definendone i possibili sviluppi futuri.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn5" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn5" name="_ftnref5"&gt;[5]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ evidente che qualsiasi progetto ha a che fare con problemi di ordine finanziario. Se da un lato viene affermata la volontà di mettere a disposizione i mezzi finanziari perché un progetto si realizzi, d’altro lato si sa che le risorse finanziarie non sono illimitate, specie di questi tempi in cui l’intervento dello Stato è invocato da più parti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Musei, biblioteche e istituti culturali vanno infatti oggi gestiti con criteri rigorosi di efficienza e di efficacia, nel pieno rispetto della loro missione, il cui esercizio è posto sotto l’alta sorveglianza e la vigile attenzione dello Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Restano certo le priorità nei campi della formazione, della sanità, della socialità e della sicurezza, preoccupazione sempre piú sentita dalla popolazione. Ma se siamo dell’avviso che la crescita civile di uno Stato dipende anche dalla valorizzazione del suo patrimonio culturale, dobbiamo pure essere consapevoli del fatto che lo Stato, cioè la collettività, deve assumerne i costi necessari attraverso una politica intelligente e cooperativa con tutti quegli enti e associazioni, pronti a assicurare la loro collaborazione, in armonia con lo spirito che discende dal titolo di questa mostra: Affinità e complementi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’augurio che faccio al Museo è che possa proseguire con successo sulle strade sinora imboccate: quella della conservazione, lo studio e l’incremento del patrimonio di proprietà cantone; quella della presentazione e dell’arricchimento della sua collezione permanente e la strada dell’animazione attraverso eventi come quello che inauguriamo oggi.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn6" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn6" name="_ftnref6"&gt;[6]&lt;/a&gt; L’appoggio dello Stato discende dal suo dovere di preservare, valorizzare e gestire la propria memoria. Il Museo cantonale d’arte, Signore e Signori, è diventato un tassello insostituibile della memoria artistica del paese, ma me ne rendo conto, se la sua missione è chiara a tutti, occorre però che lo Stato faccia uno sforzo ulteriore per dare al Museo gli strumenti per svolgerla al meglio: occorre qualche intervento sul contenitore e occorre adeguare gli spazi alle esigenze e agli standard di un museo moderno. Le difficoltà non mancano ma sapremo trovare a breve le soluzioni auspicate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consentitemi, prima di concludere, di gettare uno sguardo, proprio da questo faro, sulle altre mille cittadelle, fari di questo Ticino che negli ultimi anni ha compiuto grandi passi nei campi della conoscenza, della comunicazione, della formazione, delle relazioni e delle collaborazioni con altre cittadelle irradianti cultura e scienza, prima di tutto nella vicina Lombardia, ma anche in tanti paesi di qua e di là dalle Alpi e dagli oceani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un Ticino vivace, nei cui centri di studio, di ricerca e di cura del proprio patrimonio culturale si ottengono risultati riconosciuti a livello mondiale. E’ appena capitato di nuovo la settimana scorsa.&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn7" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftn7" name="_ftnref7"&gt;[7]&lt;/a&gt; Purtroppo, l’immagine di un cantone volto al futuro, che lavora con costanza e progettualità per una formazione moderna e dinamica della sua gioventú o che coltiva, con iniziative come questa del Museo cantonale d’arte, la memoria del proprio passato, è talvolta offuscata dalla nostra propensione ad assumere atteggiamenti di reticenza o di critica negativa persino di fronte a realizzazioni che in altre parti sono considerate un modello da seguire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è dunque ancora molta strada da fare perché il Paese si renda pienamente conto delle proprie potenzialità e perché sia vivo in tutti quel senso di identificazione che ci fa capire il vero significato di eventi come quello che stiamo inaugurando: quello di appartenenza a un Paese che ha dietro di sé un passato, la cui memoria è degna di essere coltivata, e un futuro ricco di attese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rinnovo i ringraziamenti&lt;br /&gt;- alla direttrice Manuela Rossi-Kahn&lt;br /&gt;- al direttore in carica Marco Franciolli&lt;br /&gt;- ai membri del comitato scientifico&lt;br /&gt;- agli amici del Museo&lt;br /&gt;- alla città di Lugano&lt;br /&gt;- agli sponsor privati&lt;br /&gt;- alla presidente della Confederazione per il patrocinio accordato all’evento&lt;br /&gt;- a tutte quelle persone che in modo o nell’altro hanno contribuito a dare prestigio e autorevolezza al Museo cantonale d’arte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie inoltre a tutte le persone intervenute a questa cerimonia d’inaugurazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn1" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;[1]&lt;/a&gt; Rossi-Kahn? Franciolli? Tutt’e due?&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn2" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref2" name="_ftn2"&gt;[2]&lt;/a&gt; Baudelaire, Les fleurs du mal, Les Phares&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn3" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref3" name="_ftn3"&gt;[3]&lt;/a&gt; Mariella Zoppi in Culturae, www.cultura.toscana.it&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn4" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref4" name="_ftn4"&gt;[4]&lt;/a&gt; Da: Andrea Ghiringhelli, appunti sui beni culturali (anche paragrafo precedente)&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn5" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref5" name="_ftn5"&gt;[5]&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.exibart.com/profilo/eventi"&gt;www.exibart.com/profilo/eventi&lt;/a&gt; - comunicato stampa del MCA&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn6" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref6" name="_ftn6"&gt;[6]&lt;/a&gt; www.lugano-tourism.ch&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="mso-footnote-id: ftn7" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=31135996#_ftnref7" name="_ftn7"&gt;[7]&lt;/a&gt; Istituto di ricerche in biomedicina di Bellinzona&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-94328592910768661?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/94328592910768661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=94328592910768661' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/94328592910768661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/94328592910768661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/06/20-anni-del-museo-cantonale-darte-di.html' title='I 20 anni del Museo cantonale d&apos;arte di Lugano'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rm0QLk45hfI/AAAAAAAAAC0/t2tpOR8IVd4/s72-c/GabrieleGendotti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-6292611609339948335</id><published>2007-06-06T14:00:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:53.017+01:00</updated><title type='text'>Inaugurazione del Museo del manifesto ticinese</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RmaiRU45heI/AAAAAAAAACs/nrPWtefdj9k/s1600-h/GabrieleGendottiHome.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5072920448828278242" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RmaiRU45heI/AAAAAAAAACs/nrPWtefdj9k/s200/GabrieleGendottiHome.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - del 25 maggio 2007 a Morcote, in occasione dell'inaugurazione del Museo del manifesto ticinese)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Caro dottor Cavalli,&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una poesia dei miei tempi di scuola comincia cosí: C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico. Mi è venuta in mente osservando questi manifesti d’altri tempi: c’è il sole che rallegra le immagini. E c’è l’antico, un mondo ormai scomparso o che rimane nella mente di chi è già in avanti negli anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel cielo dei manifesti del Ticino, gli aquiloni di Giovanni Pascoli sono sostituiti dalle rondini che roteano intorno al campanile di Tesserete sullo sfondo dei Denti della Vecchia con il “Denciòn”, oggi palestra di arrampicata degli “scoiattoli”. Per un uomo della montagna come me, un angolo di silenzio tra alberi e pareti di roccia. Ce ne sono ancora nella nostra bella “terra di libertà e di avventura”, come diceva uno che veniva da fuori e che amava molto le nostre terre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titolo del manifesto con le rondini “Ferrovia elettrica Lugano-Tesserete, anno 1924". Sono appena stato al Museo di Cevio per una mostra che ricorda un’altra ferrovia elettrica: la Valmaggina. I vecchi manifesti delle due ferrovie, alle quali si aggiunge la Biasca-Acquarossa, mi ricordano i sogni di qualche bambino in cui ci sono ancora trenini variopinti che collegano la città alla valle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E magari è anche il sogno di qualche adulto, davanti al paesaggio di oggi, che non si ritrova nei manifesti di questa mostra. A poco a poco cresce, per fortuna, nella coscienza della gente il senso del rispetto del verde e dell’aria pulita: è l’aria che si respira sul ponte in legno di Lucerna e sulle rive dei laghi di Lugano, del Lago Maggiore e del lago di Como, nel manifesto della Gotthard-Bahn. E proprio qui a Morcote se ne sa qualcosa. Non consola nessuno – l’hanno detto i morcotesi stessi in tv la settimana scorsa - l’introduzione della zona 30.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Augusto Giacometti dipinse nel 1930 un manifesto dal titolo “La bella Svizzera”. Rappresenta una farfalla dalle tinte forti su un cielo azzurro chiazzato di bianco. Forse la Svizzera è ancora bella, ma il cielo di questi manifesti non lo ritrovi più nemmeno guardando giù il lago dal Monte Generoso o dal Monte San Giorgio. Il fumo che la vaporiera dei manifesti sputava dal fumaiolo prendeva nell’aria forme diverse a coronare il manifesto. Lo sostituisce oggi la striscia dell’aereo che ci passa sopra la testa a 10 mila metri di altitudine e si dissolve nel cielo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E intanto sogniamo l’Alptransit. Mi sono chiesto come saranno i manifesti che prenderanno il posto di questi della Gotthard-Bahn o della Gotthardlinie im elektrischen Betrieb, autore Daniele Buzzi. Appariranno forse manifesti colorati di nero: sono i muri delle gallerie. Mi viene in mente un’altra lettura di scuola: Dante che esce dall’inferno, “per un pertugio tondo; e quindi uscimmo a riveder le stelle”. Speriamo, di giorno, di uscire dal “pertugio tondo” che è la galleria a rivedere le farfalle di Giacometti a volare nel verde, sfidano le nuvole di CO2.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro dottore,&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Magari avrei dovuto tenere un discorso veramente ufficiale, dire che questi manifesti sono la testimonianza dell’epoca dei viaggi, sono le armi del turismo di un tempo e, per quelli moderni, le armi del turismo di oggi; aggiungere che il manifesto è l’immagine della grafica moderna e del suo sviluppo attraverso gli anni; parlare dell’importanza del turismo per il Ticino e del manifesto come strumento per presentare il nostro paese fuori dei nostri confini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dire che un manifesto affisso alla parete del nostro appartamento è magari l’espressione di una grande nostalgia per un momento della nostra vita che è passato, o essere semplicemente un “souvenir” come la cartolina o l’uccello in vetro di Murano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avrei potuto parlarvi della politica culturale di casa nostra; dell’importanza dei tanti musei che conservano la memoria del paese. Mi sono invece lasciato trascinare dalle emozioni e dai ricordi che queste immagini suscitano nell’animo di chi è sensibile ai cambiamenti del mondo che sono anche i cambiamenti del nostro modo di vita e di interpretare la vita; dunque nell’animo di voi che siete accorsi a questa inaugurazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esprimo dunque il mio personale piacere, come ticinese e come consigliere di Stato, per essere stato invitato a questa mostra ed esprimo la gratitudine dello Stato per ogni iniziativa, frutto dell’amore per il Paese, che arricchisce il patrimonio culturale del Ticino, ne conserva la memoria, affinché non venga mai meno la consapevolezza di quello che è stato prima di noi, senza la quale è difficile capire il presente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi ringrazio dell’attenzione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-6292611609339948335?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/6292611609339948335/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=6292611609339948335' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/6292611609339948335'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/6292611609339948335'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/06/inaugurazione-del-museo-del-manifesto.html' title='Inaugurazione del Museo del manifesto ticinese'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RmaiRU45heI/AAAAAAAAACs/nrPWtefdj9k/s72-c/GabrieleGendottiHome.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-1972564765209586464</id><published>2007-05-25T14:26:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:53.413+01:00</updated><title type='text'>Attualità del pensiero di Franscini per la scuola di ieri e di oggi</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RlbXQtJCAwI/AAAAAAAAACk/g4eft2PAdfg/s1600-h/GabrieleGendottiBlog.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5068475112647426818" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RlbXQtJCAwI/AAAAAAAAACk/g4eft2PAdfg/s200/GabrieleGendottiBlog.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - in occasione della Commemorazione per la celebrazione del 150° della morte di Stefano Franscini a Bodio, suo paese natale, di giovedì 24 maggio 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. INTRODUZIONE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egregi signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vi prego dapprima di accogliere il mio sentito plauso per questa iniziativa, promossa dal Comune di Bodio, che si inserisce nel ricco calendario delle manifestazioni e delle iniziative delle celebrazioni del 150° della morte di Stefano Franscini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il paese natale di Franscini non poteva non fare la sua parte, e anche in quest’occasione, come già in passato, si è fatto promotore di un’iniziativa lodevole e stimolante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non posso nascondervi il piacere - ma anche la sincera commozione che provo, come leventinese e come Capo del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport a ritrovarmi questa sera fra amici e fra amici della scuola -, per avere il privilegio di ricordare il più illustre dei nostri convallerani, unanimemente ricordato come il “padre della popolare educazione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. FRANSCINI E LA SCUOLA: IL MITO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene, cosa fece il Franscini per la scuola. E’ presto detto. Allo storico Giuseppe Martinola sono bastate cinque frasi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci volevano scuole: le creò.&lt;br /&gt;Ci volevano libri: li scrisse.&lt;br /&gt;Ci volevano maestri: li preparò.&lt;br /&gt;Ci volevano leggi: le dettò.&lt;br /&gt;Ci volevano denari: li trovò”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un densissimo condensato di solo cinque lapidarie frasi. L’effetto è quello di delineare i contorni di un gigante, di un titano, capace, da solo, con inusitata tenacia, di dar scacco a un còmpito ìmpari, in una partita apparentemente disperata, come quella a cui si appresta un novello Davide contro Golia.&lt;br /&gt;La storia, verrebbe da dire, cede il passo al mito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. LA SITUAZIONE DELL’ISTRUZIONE IN TICINO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma vediamo di tracciare, seppur sommariamente, un quadro della situazione dell’educazione e dell’istruzione in Ticino nei primi anni dell’Ottocento, così come poté conoscerla Franscini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egli dovette confrontarsi con condizioni complessivamente insufficienti, quando non gravi.&lt;br /&gt;La scuola primaria risultava generalmente deficitaria, malgrado che il Cantone, sorto nel 1803, l’8 giugno 1804, si era affrettato a promulgare una legge che stabiliva come “in ogni comune vi sarà una scuola ove si insegnerà almeno a leggere e scrivere ed i principi di aritmetica”, che rimase però a lungo lettera morta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fatto sia comuni che parrocchie erano perlopiù privi di scuole, e dovevano fare affidamento su un corpo insegnante – formato essenzialmente di sacerdoti -, che per vari motivi risultava essere impreparato, mal retribuito e dedito a incombenze di ogni genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sporadica e limitata era d’altronde la frequenza, e assai diffusa l’evasione scolastica da parte dei ragazzi, che venivano sistematicamente utilizzati come forza lavoro nelle occupazioni domestiche e nella attività agricole, soprattutto a partire dalla primavera o che se ne andavano oltre i confini cantonali a lavorare come emigranti, in Lombardia, in Piemonte ma anche altrove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inadeguatezza dei locali– limitati in gran parte alla sacrestia, alla cucina del parroco o ad altro locale di fortuna messo a disposizione dalla parrocchia o dal comune – e della necessaria attrezzatura, si accompagnavano a metodi educativi tradizionali superati e inefficaci, perlopiù basati su un mero apprendimento mnemonico di concetti di cui spesso l’allievo non capiva il senso, e non raramente assommati a punizioni corporali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel suo testo "la Svizzera italiana" il Franscini sottolineava come "le scuole si direbbero istituite la massima parte per avvezzar la gioventù a compor sonetti, anacreontiche e simili piuttostoché per erudirla nelle più utili discipline".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sorprende se i risultati fossero poi ampiamente carenti, caratterizzati da una limitata capacità di lettura e da scarse competenze nello scrivere e far di conto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Assai scarsamente apprezzata dalle istituzioni e dalle famiglie stesse, l’istruzione femminile era poi quasi totalmente trascurata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il livello generale – in queste condizioni - non poteva che essere così assai basso, e soprattutto nelle zone più discoste del cantone si registrava un tasso di analfabetismo esteso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La formazione professionale, che in altri cantoni e stati europei destava sempre maggior attenzione, rimaneva affidata unicamente all’apprendimento per imitazione e all’utilizzo pratico degli strumenti tradizionali di lavoro, presso i luoghi in cui da sempre si imparava il mestiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’insegnamento superiore era limitato ai soli figli di famiglie benestanti, in grado di assicurare finanziariamente il proseguimento degli studi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche scuola privata di scarsa rilevanza e sei istituti confessionali, perlopiù alieni dai rinnovamenti culturali dell’epoca, continuavano ad impartire un insegnamento di tipo tradizionale, incapace di formare individui in grado di affrontare in modo critico e consapevole le problematiche della realtà che li circondava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Apprendimento precoce del latino, capacità di comporre versi d’occasione, applicazione di precetti retorici astratti, non lasciavano spazio ai problemi economici o alla funzione comunicativa delle lingue vive, né alle scienze naturali o alla storia svizzera, a cui si preferiva quella greca e romana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mancando infine del tutto una struttura accademico-universitaria, per la preparazione di chi voleva formarsi in una professione liberale o alla carriera ecclesiastica, gli studenti erano obbligati ad andare fuori cantone, sobbarcandosi oneri finanziari ragguardevoli e dovendo seguire insegnamenti subordinati ad una concezione politica assolutista e antidemocratica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. L’AZIONE REALIZZATIVA DEL FRANSCINI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi propongo alcune riflessioni sull'azione realizzativa di Franscini. Un Franscini che entra nel Governo cantonale nel 1830, dopo la riforma costituzionale del ‘29, come segretario di Stato, alternando questa carica a quella di Consigliere di Stato fino al 1848.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scuola elementare venne fortemente potenziata per meglio diffondere l’istruzione indispensabile a tutti, anche ai più poveri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando Franscini, nel 1848, divenuto Consigliere federale, si apprestava a partire per Berna, in Ticino non si contavano ormai più comuni senza scuola. Le scuole elementari risultavano frequentate complessivamente dal 77% delle alunne e dall’87% degli scolari obbligati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i traguardi raggiunti, uno dei più rilevantI, a detta dello stesso Franscini, fu l’istituzione&lt;br /&gt;dei corsi teorici-pratici di metodica, che consentirono, grazie ad una frequenza sempre crescente di insegnanti e aspiranti tali, un significativo innalzamento qualitativo dell’insegnamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il corpo insegnanti d’altronde, dai 150 maestri - per tre quarti ecclesiastici - salì a 430 unità ( di cui 147 laici e 159 maestre), di cui la metà circa aveva seguito la scuola di metodica, e abbandonato l’inefficace pratica individuale, per praticare il metodo simultaneo, propugnato da Franscini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Istituita nel 1841, la scuola maggiore, destinata ad una formazione più elevata per artigiani, commercianti, possidenti, agricoltori – coloro insomma che costituivano la gran parte del ceto medio di allora -, offriva lungo un ciclo triennale, l’insegnamento di principi di letteratura italiana, geografia, storia, elementi di storia naturale, economia agraria, contabilità, lingue vive, calligrafia, canto, ed esercizi militari, in funzione dell’educazione fisica e civile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rafforzata ulteriormente nel 1852, divenne obbligatoria e quadriennale, organizzata in due cicli biennali che permettevano da un lato di dare un’istruzione di base agli allievi orientati ai mestieri e alle attività manifatturiere e dall’altro di assicurare un’istruzione secondaria moderna in funzione del passaggio al ginnasio o al corso di architettura connesso al liceo, agevolando così la mobilità tra livelli scolastici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vennero inoltre istituite nel 1840 delle scuole di disegno, obbligatorie per ogni distretto, con la funzione di garantire gli stretti rapporti tra educazione e lavoro, mirando a sviluppare e perfezionare la preparazione pratica alle arti meccaniche e alla carriera dei capimastri, non solo nel settore delle belle arti, ben radicata nel paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1846 si giunse alla promulgazione della legge che regolamentava il settore delle Scuole secondarie classiche: i collegi letterari venivano posti sotto le stesse normative dei ginnasi pubblici o privati di nuova istituzione, aprendo le porte alla legge del 1852, che segnò il definitivo passaggio dell’istruzione ginnasiale e superiore dalle congregazioni ecclesiastiche allo Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due i cicli in cui erano organizzate le scuole: uno di grammatica e uno di umanità, con insegnamenti in lingue antiche e moderne, storia, geografia, elementi di matematica e di scienze naturali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quale fu l’orientamento delle riforme intraprese è testimoniato dal contributo che intellettuali del calibro di Carlo Cattaneo e di Giovanni Cantoni (che divennero insegnanti del Liceo cantonale di Lugano), richiesto dai governanti ticinesi: accentuazione delle“cognizioni positive ed esperimentali” e sul valore culturale e formativo delle scienze naturali: fisica, chimica, geologia. Parallelamente un’attenzione viva per le scienze umane e sociali: storia della geografia, del diritto, economia, senza però sacrificare il ruolo educativo dei classici della letteratura e della filosofia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A livello universitario, conscio dell’impossibilità di puntare su un’università completa, Franscini propose il progetto di un’ Accademia, concepita come una facoltà filosofica, con insegnamenti in logica, metafisica, etica e storia della filosofia, e discipline scientifico sperimentali (fisica, chimica, matematica, storia naturale), e una facoltà legale, dove ci si formava nei diversi diritti (diritto naturale delle genti, diritto comune o romano, diritto canonico, diritto pubblico della Svizzera e del Ticino e codici del Cantone).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prevedeva poi insegnamenti complementari comuni in religione, letteratura italiana e classica, storia, agraria, economia politica e statistica; la costituzione di una Biblioteca pubblica di ampie dimensioni, ancora assente in Ticino, e un di Museo fornito di ampie collezioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma difficoltà finanziarie e l’atavica rivalità tra le città che avrebbero voluta ospitarla, non permisero mai al progetto di trovare attuazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’azione realizzativa di Franscini fu dunque ampia, costante e incisiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traendo ispirazione dal moderno spirito democratico e liberale, l’istruzione senza dubbio, visse uno sviluppo vasto e articolato. Ciò non significa che non mancassero limiti e problemi aperti, ma Franscini, con l’acutezza che lo contraddistingueva, ne era cosciente.&lt;br /&gt;Le basi di un sistema formativo moderno e coerente erano state tuttavia gettate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’impegno fransciniano nei confronti della scuola non terminò tuttavia in Ticino. Divenuto Consigliere federale e ottenuto il Dipartimento degli interni, competente per le questioni legate all’istruzione, portò avanti i progetti dell’Università federale e del Politecnico federale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Università federale, che Franscini concepiva come uno strumento per innalzare il livello degli studi accademici del paese e come luogo di incontro delle diverse componenti linguistiche, confessionali ed economiche della Svizzera e delle future élites della Confederazione, naufragò scontrandosi contro gli interessi delle Università cantonali, e delle forti resistenze romande che temevano l’egemonia svizzera-tedesca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passò invece il progetto di Scuola politecnica federale, ampliata con una sezione filosofico-letteraria, che verrà inaugurata a Zurigo nel 1855, assicurando alla Svizzera una moderna istituzione per la formazione di ingegneri, architetti e tecnici dei vari settori scientifici, richiesti dall’industrializzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Franscini fu una mezza vittoria, o una mezza sconfitta, anche perché i meriti di questa operazione se li assunsero, più che il Consigliere federale ticinese, soprattutto altri uomini politici, in particolare l’influentissimo presidente del governo zurighese Alfred Escher.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. RIFORME FRANSCINIANE E SOCIETA’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’azione riformatrice di Franscini e un bilancio sulla sua attività acquisiscono tuttavia senso solo se calati all’interno di quelle che erano le coordinate politiche, sociali e culturali del tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La difesa del mutuo insegnamento ad esempio – contestatissimo dalle frange clericali – non era che una scelta funzionale all’allargamento dell’alfabetizzazione delle masse popolari, che Franscini riteneva necessaria e urgente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sottrarre l’insegnamento ad istitutori indipendenti dall’autorità dello Stato, tanto più se renitenti ai nuovi valori, significava rimuovere operatori ormai inadatti a formare una rigenerata classe dirigente, chiamata ad occupare le cariche pubbliche della nuova Repubblica, col compito di rafforzarne le fondamenta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dotare lo Stato di una direzione centrale dell’educazione, rispondeva all’esigenza di disporre di un apparato di indirizzo e di controllo efficiente per superare i numerosi ostacoli esistenti, contrastare inerzie diffuse, assumere iniziative precise.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò gli permise di creare scuole, anche domenicali e serali di ricupero, di attivare l’azione sin lì troppo blanda del corpo ispettivo, di sapientemente stimolare l’azione dei comuni sostenendoli finanziariamente, rafforzandone le competenze e coinvolgendo così dal basso la gestione delle scuole presenti sul territorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma accanto a questa scelta centralistica, tipica del liberalismo del suo tempo, cercò sempre di far sì che la società civile potesse assumere a sua volta iniziative, parallelamente al ruolo del governo, facendosi promotore in prima persona di due sottoscrizioni per raccogliere fondi per la scuola, sostenendo la diffusione dei giornali e delle associazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò quale risposta alle sollecitazioni di quel Ticino più moderno desideroso di dare una svolta al passato. Il nostro paese usciva infatti dal secolare letargo del dominio landfogtesco e da non pochi decenni di potere oligarchico e assolutista, ed era alla ricerca di strumenti e energie per superare un’atavica inerzia, sostenuta semmai da paternalistiche azioni intese al rafforzamento dei privilegi di ceti interessati al mantenimento dello status quo che non certo alla promozione di istanze innovatrici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Ticino, detto altrimenti, stava vivendo anni di grande fermento per lasciarsi alle spalle una generale situazione di arretramento politico, istituzionale, economico e culturale, sulla spinta dei grandi principi illuministici giunti dalla Francia ed esportati da Napoleone, e dei nuovi valori ottocenteschi democratici e liberali, tendenti alla modernizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. ATTUALITA’ DEL FRANSCINI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) La scuola come esperienza vissuta&lt;br /&gt;La scuola non fu per Franscini un’esperienza astratta, meramente accademica o solamente un esercizio politico, da esercitare nel chiuso delle stanze del potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scuola fu sempre, per tutta la sua esistenza, un’esperienza vissuta, in prima persona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dapprima nella sua Leventina, come allievo della scuoletta di Personico, dove Franscini cominciò a conoscere la scuola dal di dentro, e poi al Seminario di Pollegio, che offriva ai ragazzi di modesta estrazione sociale l’unica via per studiare, avviandoli alla formazione ecclesiastica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi nella grande Milano della Restaurazione, dove poté proseguire gli studi presso il Seminario Maggiore, decidendo poi però di abbandonare, non provando la vocazione al sacerdozio e dove intraprese la sua professione di insegnante, dapprima come precettore privato, in seguito come maestro. In quell’occasione seguì pure il corso di metodica e fece le sue prime prove di autore di testi didattici, speranzoso di trovare una fonte di finanziamento parallela a quella di insegnante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Ticino, o meglio a Lugano, iniziò ad insegnare in un istituto caratterizzato dal mutuo insegnamento, aprendo poi istituti maschili e femminili con la moglie Teresa Massari. Con riferimento all'istruzione femminile scrisse infatti "va male per i maschi, ma va peggio per le femmine"! Bisognava fare qualcosa. E lo fece.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b) Scuola di valori e per un progetto di società&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente le riforme fransciniane rispondevano a esigenze concrete per quanto concerne cognizioni, saperi, istruzione che si ritenevano più adeguati per permetter ai giovani di inserirsi nel mondo produttivo, oltre che nella vita attiva di cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Franscini voleva una scuola al passo coi tempi, e si impegnò affinché il nuovo sistema scolastico potesse garantire adeguate competenze all’evoluzione economica che si stava delineando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egli aveva d’altronde ben in chiaro il nesso che lega economia e educazione, considerando quest’ultima – alla stregua di Adam Smith e di Melchiorre Gioia –condizione necessaria allo sviluppo moderno del paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo sviluppo del sistema formativo che Franscini portò avanti non rifletteva tuttavia semplicisticamente la situazione del momento né si limitava a reagire di fronte a richieste che la società civile di volta in volta poneva. Ma, con notevole lungimiranza, guardava più avanti, già ponendo le premesse per sviluppi futuri e additando obiettivi a lungo termine, che altri, dopo di lui, avrebbero dovuto perseguire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, per Franscini, la scuola rimaneva il luogo deputato all’educazione: educazione ai nuovi valori democratici, liberali, laici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se da un lato la scuola doveva assicurare i saperi teorico-pratici per permettere l’ammodernamento della società e del suo sistema produttivo, col fine di un generale miglioramento delle condizioni di vita, sociali, economiche e politiche, per permettere insomma quel progresso e quell’”incivilimento” che rimaneva l’obiettivo finale, dall’altro doveva garantire l’educazione civile dei futuri cittadini, chiamati un giorno ad esercitare la sovranità popolare alla base della rigenerata repubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pensiero e l'agire di Franscini mantengono dunque una grande attualità. Un pensiero e un agire che sfuggono a qualunque connotazione di parte perché era personalità al disopra di antagonismi e passioni partigiane. Aveva capito che il progresso dello Stato – economico, sociale, il grado della qualità di vita dei suoi cittadini – passa attraverso l’efficienza e l’efficacia del suo sistema formativo, la presenza di strutture che promuovono la conoscenza e la diffusione del sapere, la messa in rete di un sistema scientifico coordinato e delle necessarie risorse umane e finanziarie. A 150 anni dalla morte, ricordiamo che proprio Stefano Franscini ammoniva che “spendere si deve per fondare e migliorare quelle istituzioni che centrali essere devono [ma] che senza cantonali sussidi non sorgeranno mai nel Cantone.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il progresso dello Stato passa anche attraverso la conoscenza e il confronto con quello che viene fatto oltre i confini cantonali. Il Franscini propugnava lo studio delle “cose svizzere, ché noi altri Ticinesi ne abbiamo gran bisogno”, avvertimento che ben si addice anche al momento attuale in cui si coordinano i cicli di studio universitari a livello europeo, si elaborano basi comuni per il controllo della qualità della scuola e si definiscono gli obiettivi generali di ogni tappa della formazione. L’affermazione del proprio lavoro e delle proprie qualità non si esprime rinchiudendosi in una sorta di torre d’avorio (che può essere anche segno di incapacità di confrontarsi con altri o vuoto di idee innovatrici o fastidiosa immodestia), ma nel confronto stesso con il lavoro e le qualità degli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La grande, importante e variegata attività lungo anni di esperienze personali permise al Franscini di avere nei confronti della scuola una molteplicità di approcci che ne fanno una caratteristica sua peculiare, e che rappresenta una ricchezza ancora oggi per noi preziosissima e attuale.&lt;br /&gt;Anche perché questa straordinaria poliedricità non è solo il frutto di una individualità particolarmente vivace, ma è connessa ad una capacità di affrontare le problematiche del mondo educativo con una visione d’assieme.&lt;br /&gt;Le sue lotte sia politiche che culturali in Ticino e in Svizzera, si assommavano ad una cultura vasta, solida e avanzata, che il Franscini si era in gran parte formato come autodidatta nelle grandi biblioteche milanesi dell’Ambrosiana e di Brera prima, e poi in severi studi statistici e di economia politica e di storia, sempre attento a ritenere quanto innovativo veniva elaborato nei vari paesi europei più avanzarti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche nel campo pedagogico il Franscini fu sensibile alle proposte che si confrontavano sia a livello svizzero che europeo, guardando con interesse alla lezione di Pestalozzi, di Fellenberg, di Girard.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per dire che l’azione riformatrice del Franscini, progressista e mai conservatore, è sempre stata orientata all’innovazione, al confronto con altre realtà ed esperienze. Per lui, precursore dei tempi, è sempre stato importante il concetto di un progredire all’interno di una realtà sempre meno rinserrata entro fragili confini e fondato su un coerente insieme di valori e un saldo progetto di società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Franscini fu unico per la sua straordinaria attività di costruttore ed edificatore dello Stato liberale, ma anche per la sua capacità di schiacciare gli avversari con il peso della sua rettitudine, della sua onestà, della sua devoluzione assoluta e persino intransigente alla cosa pubblica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludo con una sua frase che è espressione di grandissima umanità e umiltà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non mi vanto di essere perfetto nell’adempimento dei doveri della mia carica. Di questo bensì mi vanto, che i miei doveri mi stanno a cuore, e che fo ogni sforzo perché le persone giuste e imparziali mi abbiano ad annoverare tanto tra i buoni cittadini quanto tra i buoni e fedeli funzionari.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E aggiungeva: “Né per povertà né per ambizione non ho mai abiurato i princípi di libertà, non resa servile la mia penna.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo nacque povero, visse da povero e morì povero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-1972564765209586464?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/1972564765209586464/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=1972564765209586464' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/1972564765209586464'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/1972564765209586464'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/05/attualit-del-pensiero-di-franscini-per.html' title='Attualità del pensiero di Franscini per la scuola di ieri e di oggi'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RlbXQtJCAwI/AAAAAAAAACk/g4eft2PAdfg/s72-c/GabrieleGendottiBlog.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-7698399036177876069</id><published>2007-05-24T06:42:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:53.592+01:00</updated><title type='text'>Mostra "Stefano Franscini 1796-1857. Le vie alla modernità"</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RlUYfdJCAvI/AAAAAAAAACc/sA6X4KBgV6Y/s1600-h/GendottiWeb1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5067983884352881394" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RlUYfdJCAvI/AAAAAAAAACc/sA6X4KBgV6Y/s200/GendottiWeb1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - in occasione dell'inaugurazione della mostra "Stefano Franscini 1796-1857. Le vie alla modernità" a Villa Ciani, Lugano, di mercoledì 23 maggio 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentili Signore, Egregi Signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;come responsabile del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport sono particolarmente felice di partecipare all'inaugurazione di questa grande mostra su Stefano Franscini in occasione del 150° della sua morte.&lt;br /&gt;Per sottolineare degnamente l'evento, il Cantone, doverosamente, ha previsto una serie di manifestazioni che si affiancheranno ad altre promosse da enti e associazioni. Oltre ad aver appoggiato e sostenuto, con la Città di Lugano, questa grande mostra a Villa Ciani, ha affidato all'Archivio di Stato e alla Biblioteca cantonale di Bellinzona il compito di allestire, a complemento, una seconda piccola mostra che si aprirà ad ottobre, e che sarà un'occasione per scrutare con discrezione il Franscini intimo attraverso le sue lettere e i suoi scritti, presentare alcune fra le opere maggiori di un autore che, da vivo, non fu sempre gratificato dal Ticino e qualche volta fu addirittura ripudiato in modo indegno dai ticinesi – si ricordi lo sgarbo vergognoso subito dal Franscini nel 1854 - ma che fu senza dubbio, e a lungo, fra i ticinesi più tradotti in Svizzera, e non dimentichiamo infine la triste pagina dei manoscritti fransciniani, alcuni ritrovati e altri smarriti forse per sempre.&lt;br /&gt;Il Cantone Ticino riproporrà poi, a cura di un gruppo di studiosi coordinati da Raffaello Ceschi, una edizione nuovissima e enormemente ampliata, dell’Epistolario di Stefano Franscini, che consentirà di chiudere le celebrazioni con un’opera di valore, sicuramente uno stimolo per nuove prospettive di ricerca sullo statista leventinese. Questo per dire dell’importanza del personaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella storia cantonale, dal 1803 ad oggi, sono molti gli uomini politici che hanno dato un contributo determinante al processo di edificazione e al consolidamento dello Stato cantonale. Nell'atrio della sala del Gran Consiglio sono esposti i busti di alcuni di loro, da Vincenzo Dalberti a Giacomo Luvini-Perseghini a Giovan Battista Pioda a Carlo Battaglini a Giuseppe Motta a Giuseppe Cattori - e altri come Gioachimo Respini, Rinaldo Simen, o Guglielmo Canevascini e parecchi ancora - sono nella memoria collettiva o, meglio, erano parte integrante della memoria collettiva: perché è pur vero che, generazione dopo generazione, la loro immagine si è appannata e affievolita fino a scomparire quasi del tutto.&lt;br /&gt;Tuttavia, il Franscini è lui sempre lì, e gode di universale consenso. Tanto che, in un modo o nell'altro, tutti ne rivendicano l'eredità, o quantomeno ne riconoscono i meriti indiscussi. Il Franscini insomma non fa parte della cultura di partito perché appare come l'unica personalità condivisa, un patrimonio e un’eredità comune che non genera antagonismi e passioni partigiane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul Franscini sono stati scritti e si continuano a scrivere libri, saggi, tesi di laurea, un’ infinità di articoli e sono organizzati seminari e convegni: oggi conosciamo molto del Franscini statistico, e tanto è stato scritto sul Franscini uomo di scuola, e sul Franscini politico impegnato a edificare lo Stato con buone leggi e a diffondere l'istruzione che emancipa gli uomini dall’ignoranza e ne fa dei cittadini maturi e responsabili; e pagine illuminanti sono state scritte sul Franscini storico, che sorregge l'azione politica con lo studio del passato che gli consente di capire a fondo la natura e i bisogni del presente. E sicuramente questa mostra luganese e le altre manifestazioni che seguiranno daranno atto di questi aspetti e costituiranno un ulteriore contributo di conoscenza.&lt;br /&gt;Lungi da me l'intenzione di elencare i meriti del Franscini, e ancor meno di ripercorrere le tappe della sua azione politica fra il Ticino e Berna. Consentitemi però di ricordare un aspetto qualche volta trascurato: quello del Franscini ribelle, dell’innovatore, del precursore di una visione della politica intesa come azione volta a promuovere e cementare lo sviluppo materiale del paese con il progresso delle menti. Quando il Franscini proclama la necessità dell’ “incivilimento del paese” pensa proprio a questa sintesi fra sviluppo materiale e maturità delle coscienze. Mi pare che, almeno in parte, il mistero del Franscini celebrato oggi, ma qualche volta sottovalutato, frainteso e addirittura ripudiato con fastidio dagli uomini del suo tempo, stia proprio in questi suoi atteggiamenti innovativi in politica: infastidiva il suo "J'accuse" senza appello rivolto ai colleghi parlamentari, agli appaltatori scellerati, ai politici avidi, che al bene generale anteponevano l'utile privato o tutt'al più l’egoismo regionale e corporativo, infastidiva la sua avversione alle fazioni e alle contrapposizioni rigide, infastidiva la sua condanna di ogni forma di esclusivismo e della faziosità esasperata.&lt;br /&gt;Il suo concetto di politica come "scambievole riconoscimento", come ricerca del negozio e della conciliazione strideva con la realtà del suo tempo che vedeva il paese spaccato in due tribù il cui obiettivo era la reciproca sopraffazione. Il concetto fransciniano della politica come arte della composizione, come mezzo di superamento delle conflittualità attraverso la ricerca del giusto compromesso fra le parti e della soluzione mediata fra posizioni diverse, ci rimanda a una visione della politica che sarà del secolo successivo. Una visione, la sua, sorretta dalla consapevolezza dell'enorme responsabilità che il politico si assume nei confronti dei cittadini: il politico per il Franscini deve esprimere le virtù dei migliori, perché a nulla valgono le buone leggi se la volontà dell’uomo di governo non si cementa costantemente con il bene pubblico "verace, sincero, disinteressato".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bene pubblico come obiettivo supremo, il rifiuto di qualsiasi forma di condiscendenza verso ogni manifestazione di integralismo settario, sono i principi guida che hanno permeato l'azione del Franscini e ne hanno fatto, e ne fanno, un esempio di perenne attualità. Il Franscini sicuramente unico per la sua infaticabile attività di forgiatore di programmi per la crescita economica, sociale, culturale del Paese, fu unico per la sua straordinaria attività di costruttore e di edificatore dello Stato liberale, ma fu soprattutto unico per la sua capacità di schiacciare gli avversari non tanto con il linguaggio del formidabile polemista quale egli era, ma col peso della sua onestà, della sua devozione assoluta e perfino intransigente alla cosa pubblica un esempio e un monito per tutti noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Unico anche per la sua capacità e la sua attitudine di principio, come sottolineò il Martinola in occasione del primo centenario della sua morte, ad “un diretto e aperto e fiducioso colloquio col popolo, senza riserve astute e misteri, una politica che si dispiegava alla luce del giorno, sotto gli occhi di tutti, all’insegna così rara del dir pane al pane, anche agli amici occorrendo, e nella forma della più consacrata pubblicità, la stampa”.&lt;br /&gt;Da qui la modernità e l’attualità del suo pensiero.&lt;br /&gt;lo non voglio tuttavia terminare, gentili Signore, egregi signori, senza un cenno doveroso e dovuto al fatto che questo evento- molto di più di quello del 1998 - è stato possibile grazie a un progetto comune che ha dato origine a una intensa, proficua e fruttuosa collaborazione fra il Cantone e la Città di Lugano, fra il DECS e il dicastero cultura retto da Giovanna Masoni. È il segno tangibile di un dialogo culturale che il Cantone intende perseguire con gli enti locali e che in particolare il Cantone vuole approfondire in primis con la Città di Lugano. Sviluppare una efficace politica culturale in una società sempre più multiculturale come la nostra significa combattere le spinte alla frammentazione e promuovere lo scambio, la comprensione interculturale, la comunicazione fra culture e realtà altrimenti giustapposte.&lt;br /&gt;È compito del Cantone ed è compito di un grande centro di attrazione come Lugano ricercare gli strumenti più adattati per raggiungere insieme questi obiettivi. Obiettivi fransciniani, direi, perché si tratta appunto di riprendere il principio fransciniano dello scambievole riconoscimento, di individuare e fare interagire gli interessi comuni e cercare le vie più proficue per una loro realizzazione: il dialogo è stato proficuo attorno a questo evento, e lo è già attorno a problemi che richiedono soluzioni a lungo termine, come quello della politica museale o dei rapporti fra istituti culturali del Cantone e istituti cittadini.&lt;br /&gt;Chiudo quindi ringraziando la Città di Lugano per il suo determinante contributo alla riuscita dell'evento e non voglio dimenticare i miei collaboratori del DECS, dell’Archvio di Stato e della Divisione della cultura e degli studi universitari, che con non poche difficoltà, sono riusciti a portare a termine un lavoro veramente impegnativo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-7698399036177876069?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/7698399036177876069/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=7698399036177876069' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/7698399036177876069'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/7698399036177876069'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/05/mostra-stefano-franscini-1796-1857-le.html' title='Mostra &quot;Stefano Franscini 1796-1857. Le vie alla modernità&quot;'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RlUYfdJCAvI/AAAAAAAAACc/sA6X4KBgV6Y/s72-c/GendottiWeb1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-7957897339789564915</id><published>2007-05-14T07:37:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:53.732+01:00</updated><title type='text'>L'ambizione di un modello ticinese nella formazione terziaria</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rkf2uNrBX5I/AAAAAAAAACU/5K4RUcs6Exs/s1600-h/GabrieleGendottiHome.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5064287579805933458" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rkf2uNrBX5I/AAAAAAAAACU/5K4RUcs6Exs/s200/GabrieleGendottiHome.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - all'USI di Lugano in occasione del "Dies Academicus" di sabato 12 maggio 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[fa stato il testo parlato]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signor presidente dell'USI,&lt;br /&gt;autorità, ospiti delle altre università e dei politecnici federali,&lt;br /&gt;Signore e signori professori,&lt;br /&gt;Signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ho il gradito compito e soprattutto l'onore di portare il saluto del Consiglio di Stato al Dies academicus dell'Università della Svizzera Italiana al quale partecipo con un sentimento di soddisfazione e di orgoglio: soddisfazione e orgoglio che si traducono in un sincero ringraziamento che rivolgo a tutti coloro che contribuiscono a sviluppare la realtà della formazione terziaria della Svizzera italiana in un contesto di qualità e di eccellenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sappiamo che le università svolgono la loro missione di insegnamento e di ricerca attraverso un dialogo costante con la società; università che fungono da motore dell'innovazione, che rispondono ai bisogni della collettività e che garantiscono un contributo fondamentale per l'analisi, la comprensione e la risoluzione di problemi nazionali e internazionali. Per dire che il ruolo assunto dall'USI - e con essa l'intero settore della formazione terziaria - si traduce nel panorama formativo in opportunità di crescita scientifica, culturale e morale del nostro Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Su un piano federale&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Su un piano federale si discute in modo convinto ed appassionato sul futuro della formazione superiore, sul suo ruolo irrinunciabile per affrontare le sfide di domani. Il Consiglio federale ha recentemente licenziato il messaggio concernente il promovimento della formazione, della ricerca e dell'innovazione negli anni 2008- 2011. È un messaggio importante - oserei dire decisivo - che ha ben recepito le nuove disposizioni costituzionali accettate dal popolo nel maggio 2006. Sono disposizioni che impegnano tanto la Confederazione quanto i Cantoni e che si concentrano su due principali linee direttrici: la prima riguarda la formazione e mira ad assicurarne la sostenibilità e a migliorarne la qualità, mentre la seconda riguarda la ricerca e l'innovazione e mira a stimolarne la competitività e la crescita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La formazione, la ricerca e l'innovazione sono considerate ambiti strategici per lo sviluppo sociale e per la prosperità economica del Paese e, conseguentemente, il Consiglio federale intende attribuire a questi settori le necessarie risorse proponendo una crescita media della dotazione finanziaria per la formazione, la ricerca e l'innovazione del 6% ogni anno a partire dal 2008. Rispetto alla dotazione disponibile per il periodo 2004-2007, la pianificazione 2008-2011 presenta un aumento pari a 3,3 miliardi di franchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello stesso tempo il Consiglio federale vuole accrescere l'efficacia delle risorse assegnandole in modo competitivo, cioè in modo selettivo a sostegno dei migliori progetti e dei migliori ricercatori. Questo vale in particolare per la ricerca con gli aumentati finanziamenti al Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca Scientifica e alla Commissione per la tecnologia e l'innovazione. Non solo, vale anche per l’insegnamento attraverso progetti di cooperazione tra le università per creare centri di eccellenza di valore internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'aumento delle risorse tiene conto dei "ritardi" accumulati nel corso degli anni in alcuni ambiti e dei nuovi obblighi legali della Confederazione. Va anche però detto in questa sede che non è tutto oro ciò che luccica: in realtà l'aumento della dotazione permette una compensazione del rincaro e il finanziamento dell'aumento del numero effettivo degli studenti che frequentano gli istituti di formazione superiore. Ricordo infatti che le università continuano ad essere confrontate con la forte crescita del numero di studenti: il loro numero è aumentato del 15 % circa tra il 2000 e il 2005; mentre il numero di studenti è praticamente raddoppiato dal 1980 ad oggi. In termini reali i sussidi risultano così essere costanti, e ciò spiega perché tutti gli ambienti vicini alla formazione (in particolare la Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione, la Conferenza universitaria svizzera e la Conferenza dei rettori delle università svizzere) avevano chiesto alla Confederazione un intervento di sostegno ben più generoso che andasse al di là della crescita media del 6% citata prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sfide e obiettivi&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;In base alla Legge sull'aiuto alle università la Confederazione sostiene le dieci università cantonali nel loro sforzo di mantenere un eccellente livello di insegnamento e di ricerca in un contesto di accresciuta concorrenza. Concorrenza che ha spinto l'Unione europea a reagire e a darsi l'obiettivo - senz'altro ambizioso - di diventare la società della conoscenza più competitiva e dinamica al mondo entro il 2010, auspicando una riforma della ricerca e dell'insegnamento superiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per l’USI, un ateneo giovane che ha da poco compiuto 10 anni, le scelte strategiche dei prossimi anni saranno determinanti e dovranno considerare le grandi tendenze in atto su un piano globale. Dopo un primo decennio improntato, come era naturale, allo sviluppo di base dell’insieme della struttura accademica, gli obiettivi relativi al prossimo quadriennio e la “visione” 2015 indicano che l’università tende verso un modello di sviluppo ben definito, così come ha descritto il presidente dell'USI, prof. Piero Martinoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consolidare quanto è già stato realizzato finora nell’offerta formativa, nella ricerca e nei servizi è il nostro obiettivo prioritario. Direi di più: non solo consolidare, ma anche sviluppare ulteriormente l'offerta, puntando in particolare su una ricerca intesa come uno degli assi prioritari del futuro sviluppo dell’USI. La qualità dei risultati ottenuti nel campo della ricerca saranno dunque essenziali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Una prima indagine: evoluzione del numero di studenti del settore terziario nella Svizzera italiana&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Il Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport ha dato mandato al Servizio ricerca USI - SUPSI di raccogliere dati indicativi e di produrre indicatori dello sviluppo del sistema universitario e della ricerca nel Canton Ticino come supporto alla pianificazione strategica e alle decisioni di politica universitaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La raccolta dei dati ha permesso di disporre, per la prima volta, di una visione d'assieme, includendo tutte le scuole terziarie (quindi non solo USI e SUPSI) e di misurare l'impatto dell’istituzione di USI e SUPSI sulla formazione terziaria in Ticino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è in particolare potuta esaminare l'evoluzione del numero di studenti negli ultimi 20 anni che indica una crescita continua e molto forte del numero complessivo di studenti del terziario, numero che è praticamente triplicato. Gli anni '80 sono stati caratterizzati da una forte crescita degli studenti universitari, mentre negli anni '90 l'aumento ha toccato soprattutto la formazione professionale superiore, come conseguenza della riforma del settore e l'introduzione della maturità professionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo sviluppo della formazione si è tradotto anche in un aumento del livello di formazione della popolazione lavorativa: in effetti la percentuale di giovani fra i 25 e i 34 anni che dispone di un diploma superiore è quasi raddoppiata, passando dall’11% del 1980 a poco più del 20% nel 2005. Questa evoluzione è particolarmente importante poiché, nell’attuale economia fondata sulla conoscenza e l’innovazione, il livello di formazione della manodopera rappresenta uno degli elementi chiave dello sviluppo economico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli studenti del settore terziario sono circa 10'000. Gli studenti ticinesi fuori dal Ticino sono 5'000 mentre quelli che studiano nel Cantone sono più di 3'000. Gli altri 2'000 sono studenti non ticinesi che studiano in Ticino. Come auspicato l’istituzione dell'USI e della SUPSI non ha frenato la mobilità degli studenti ticinesi e circa il 60% degli studenti ticinesi nel settore terziario continua a studiare fuori dalla nostra regione. D'altra parte il numero di studenti non ticinesi che studiano da noi è assai consistente, visto che corrisponde ad oltre un terzo del totale degli iscritti; presenza di studenti non ticinesi che è particolarmente elevata all'accademia di architettura e nelle tre facoltà dell'USI - a testimonianza dell'internazionalità dell'ateneo - come pure alle scuole universitarie di teatro Dimitri e di musica del Conservatorio affiliate alla SUPSI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scelta dell’ambito di studio da parte degli studenti rappresenta infine un dato molto importante per lo sviluppo delle politiche della formazione. A livello svizzero è ben noto che gli ultimi decenni sono stati caratterizzati da un forte incremento degli studenti in scienze sociali e allo stesso tempo da una stagnazione (o anche una diminuzione) di quelli nelle scienze esatte e tecniche. Non a caso il DECS ha recentemente promosso una campagna di sensibilizzazione dei giovani - che continuerà anche nel corso dei prossimi anni - alle formazioni tecniche e scientifiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo inoltre constatato una tendenza importante rappresentata dallo sviluppo di una consistente offerta di formazione terziaria nella regione, che si è progressivamente strutturata attorno all'USI per la formazione universitaria generale e alla SUPSI per la formazione con orientamento professionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I dati raccolti dallo studio indicano che il processo di raggruppamento della formazione superiore è da considerarsi (quasi) realizzato, con l'eccezione rilevante della formazione dei docenti che avviene all'Alta scuola pedagogica, eccezione sulla quale sarà opportuno chinarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Una seconda indagine: evoluzione della ricerca competitiva nella Svizzera italiana&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Considerata l'importanza della ricerca abbiamo anche ritenuto opportuno approfondire l'evoluzione sull'arco di più anni dei finanziamenti alla ricerca. Anche qui i dati sono interessanti: il totale dei finanziamenti erogati dal Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca Scientifica, dall'Unione europea, dalla Commissione per la tecnologia e l'innovazione e dal Campus virtuale svizzero ha raggiunto e superato i 12 milioni di franchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di un aumento enorme se consideriamo che solo 10 anni fa i finanziamenti erano dell'ordine di 1 milione di franchi. La politica del Cantone nel campo dell'università e della ricerca - con l’istituzione di USI, SUPSI e il sostegno ad istituti come l'IRB di Bellinzona - ha quindi portato a risultati significativi in termini di inserimento nelle reti di ricerca internazionale, e ciò sebbene vi sia stato un forte aumento della competizione per i finanziamenti alla ricerca che ha visto diminuire fortemente i tassi di accettazione delle proposte di progetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Cantone crede molto nella ricerca quale motore di sviluppo di un paese moderno e in essa ha deciso di continuare ad investire. Ricordo che recentemente il governo ha licenziato un importante messaggio per il rilancio economico e di sostegno all'occupazione nonché allo sviluppo della ricerca scientifica, alla quale sono attribuiti 15 mio di franchi. Si tratta di un sostegno strategico finalizzato ad investimenti nella ricerca che persegue l'obiettivo di continuare in modo convinto, coerente e nel segno della continuità sulla strada di un Ticino in grado di attirare cervelli, di promuovere la produzione e la divulgazione del sapere, di creare opportunità di lavoro e di crescita non solo attraverso il sostegno di enti pubblici e parapubblici - penso in particolare al Centro svizzero di calcolo scientifico, all'IRB, allo IOSI - ma anche attraverso misure puntuali volte a sostenere lo sviluppo e il consolidamento di istituti di ricerca privati di riconosciuta qualità scientifica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Una terza indagine: il sistema terziario e il contesto economico e sociale in cui opera&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Il Consiglio di Stato si è pure interrogato sulle ricadute di tipo sociale e economico indotte dalla presenza sul territorio dell'USI e della SUPSI. La ricerca, affidata a tre professori, è del 2004, ma le tendenze generali ivi delineate sono ancora significative e attuali. Dalle analisi è emerso che il polo universitario è ormai bene innestato sul territorio cantonale ed è diventato un fattore di attrazione di flussi finanziari all'interno del Cantone, con un beneficio netto rilevante. Si è stimato che il moltiplicatore per unità di spesa pubblica netta del Cantone è pari a circa 3. È un polo universitario che ha l'opportunità di accompagnare l'evoluzione verso un settore industriale innovativo e soprattutto verso un maggiore orientamento ai servizi. È un polo universitario che è considerato come un fattore di rafforzamento in termini di competitività, di identità culturale e di visibilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensiamo ad esempio ai programmi di ricerca applicata e ai progetti di transfert tecnologico svolti in collaborazione fra gli istituti di livello universitario e l'economia. I finanziamenti competitivi, messi a disposizione principalmente per le PMI, costituiscono uno stimolo importante per le alte scuole a condurre una ricerca e uno sviluppo basati sulle necessità del mercato. Gli esempi concreti di iniziative recenti che vogliono contribuire a trasformare conoscenze in attività economiche e in benessere generale non mancano: pensiamo a Ticino Transfert, CP Start-up, Tecnopolo, Biopolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altri indicatori infatti segnalano che il Ticino si trova ancora nella posizione di Cantone "esportatore" di accademici; i posti di lavoro per accademici creati dalle aziende e dai servizi è inferiore al numero dei diplomati formati. Il circolo virtuoso tra formazione, ricerca, applicazione, creazione di posti di lavoro va perciò sviluppato in tutte le sue componenti, se si vuole che i nostri sforzi si traducano in benessere culturale, sociale e economico per il Cantone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;A quali conclusioni possiamo giungere?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;In sintonia con le scelte strategiche e di indirizzo maturate su un piano nazionale, il Ticino ha costruito una politica universitaria attraverso la quale vogliamo sviluppare ulteriormente l'offerta di formazioni terziarie e di ricerca scientifica inserite sempre più in una visione unitaria e coordinata. È il "modello ticinese" che consente una visione d'assieme, coordinata e unitaria dei vari enti di formazione e ricerca (USI, SUPSI, Alta scuola pedagogica, Istituto universitario federale per la formazione professionale).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prossimamente il DECS presenterà un messaggio concernente la pianificazione 2008 - 2011 della politica universitaria. Sarà un messaggio importante e al contempo impegnativo nel quale verrà illustrato il quadro completo delle strategie e della pianificazione future che tiene conto delle indicazioni emerse da organi superiori - come la CUS e la CRUS - nell'ambito del Paesaggio universitario svizzero che prevede l'elaborazione di un'unica legge volta a dare maggiore coerenza e a rafforzare le sinergie fra le 10 università, le 7 scuole universitarie professionali e i due politecnici federali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella Svizzera italiana le collaborazioni in corso e - soprattutto - quelle previste fra USI, SUPSI, Alta scuola pedagogica, Istituto universitario federale per la formazione professionale citate prima - devono fungere da stimolo per creare e sviluppare sinergie; le collaborazioni si devono inserire in un contesto di complementarità delle prestazioni assicurate, di messa in rete delle competenze, di impiego razionale delle risorse umane e finanziarie a disposizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Legge cantonale USI/SUPSI ha d'altronde sempre ribadito la volontà di una stretta collaborazione fra gli enti di formazione, volontà ormai citata in molti documenti ufficiali della Confederazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Ticino è una collaborazione che sinora si è sviluppata soprattutto nell’ambito dei servizi interni, ambito che sarà coronato dalla prevista coabitazione in due campus di Lugano (a breve termine con un investimento attorno agli 80 mio di franchi) e di Mendrisio (a più lungo termine). La collaborazione negli ambiti della ricerca e dell’insegnamento procede in modo sicuramente avanzato rispetto ad altre realtà svizzere, ma ancora piuttosto puntuale e non sempre perfettamente aderente ad una visione strategica coordinata. Da segnalare comunque che - oltre ad un istituto comune alle due istituzioni (l’IDSIA), ad unità condivise come il Servizio ricerca e a collaborazioni in progetti e in offerte di formazione continua per professionisti - con il Master in informatica USI-SUPSI dal settembre 2007 si compie una significativa tappa anche nella formazione di base degli studenti, tappa significativa che è anche espressione di una precisa volontà di dare forma ad una strategia di sviluppo coordinata da parte dei due Consigli di USI e SUPSI: i progetti di master comuni nel campo dell’architettura e dell’informatica sostenuti dalla Confederazione, sono un modello per ulteriori sviluppi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le sfide che le università dovranno saper affrontare nel prossimo futuro sono dunque quelle tipiche di un contesto sempre più competitivo per cui solo chi investe e si rinnova, solo chi sa cogliere le opportunità e lavorare su progetti forti e condivisi potrà affermarsi e ritagliarsi un ruolo di leader su un piano internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Svizzera italiana ha capito per tempo che in un'economia sempre più fondata sulla conoscenza la diffusione del sapere e la messa in rete di un sistema scientifico coordinato e di qualità rivestono una notevole importanza e che è un compito prioritario dello Stato mettere a disposizione le necessarie risorse umane e finanziarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ce l'aveva già insegnato il Franscini, di cui quest'anno commemoriamo i 150 della morte, che "spendere si deve per fondare e migliorare quelle istituzioni che centrali essere devono [ma] che senza cantonali sussidi non sorgeranno mai nel Cantone".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi crediamo molto in questo Modello ticinese che costituisce per noi una strada obbligata, ma che sarà sicuramente seguito da altri.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-7957897339789564915?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/7957897339789564915/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=7957897339789564915' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/7957897339789564915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/7957897339789564915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/05/lambizione-di-un-modello-ticinese-nella.html' title='L&apos;ambizione di un modello ticinese nella formazione terziaria'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rkf2uNrBX5I/AAAAAAAAACU/5K4RUcs6Exs/s72-c/GabrieleGendottiHome.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-1856678850171578996</id><published>2007-05-10T16:36:00.000+02:00</published><updated>2007-05-10T16:45:03.085+02:00</updated><title type='text'>Assemblea della Società Svizzera degli Impresari Costruttori sezione Ticino (SSIC Ticino)</title><content type='html'>(Intervento di Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - in occasione dell'Assemblea della Società Svizzera degli Impresari Costruttori sezione Ticino - SSIC Ticino - di giovedì 10 maggio 2007 a Mendrisio)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[fa stato il testo parlato]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signori presidente, signor direttore,&lt;br /&gt;signore e signori impresari,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sono particolarmente compiaciuto di portare il saluto del Consiglio di Stato all’assemblea della SSIC, che è un po’ la cartina di tornasole dell’economia ticinese: se il settore dell’edilizia sta bene, se è in buona salute, normalmente è in buona salute anche l’economia del Cantone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sappiamo che nel campo della formazione il Cantone Ticino viene spesso considerato come una palestra di innovazioni, un cantiere aperto, attento ai bisogni dell'individuo e, al contempo, alle nuove esigenze di una società moderna; un Cantone capace di dar vita a progetti pilota o a riforme che diventano poi modelli per altri cantoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi riferisco unicamente alla politica universitaria del nostro Cantone, una politica unitaria e coordinata in collaborazione con l'industria, che mira a sviluppare ulteriormente l'offerta di formazioni superiori e la ricerca scientifica di base e applicata. In occasione della vostra assemblea penso in particolare al settore della formazione professionale. Ed è proprio in questo settore che mi piace sottolineare l'ottima, intensa e proficua collaborazione che si rinnova, anno dopo anno, fra i servizi del mio Dipartimento e la Società Svizzera degli Impresari Costruttori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il centro SSIC di Gordola&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;L'ultimo tassello importante di questa collaborazione è la recente approvazione del Gran Consiglio del contributo di 13 mio di franchi per il programma di ampliamento, ristrutturazione e messa in sicurezza del Centro professionale di Gordola della SSIC.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È un Centro che svolge un ruolo importante nella formazione di base e continua in cui si svolgono i corsi interaziendali per gli apprendisti delle professioni artigianali che gravitano nell'ambito dell'edilizia e del genio civile. Un Centro che definirei come un ulteriore "fiore all'occhiello" del panorama formativo ticinese; un Centro che accoglie anche giovani e operai provenienti dai Grigioni e italofoni residenti in altri cantoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il convinto sostegno del Parlamento va interpretato come un esplicito e concreto riconoscimento dell'importanza di un Centro che ogni anno ospita circa 1'500 apprendisti ai quali si aggiungono altri 1'700 giovani e meno giovani iscritti ai corsi di formazione continua. Il sostegno del Parlamento. È anche espressione della volontà di continuare sulla strada della collaborazione fra l'ente pubblico e le organizzazioni del mondo del lavoro che condividono gli stessi spazi e che trovano - e troveranno sempre più - a Gordola un ambiente e le infrastrutture ideali per la formazione e il perfezionamento delle loro collaboratrici e dei loro collaboratori.&lt;br /&gt;Non solo: il convinto sostegno del Parlamento va anche inteso come riconoscimento a chi ha diretto con passione e competenza il Centro. Al direttor Losa esprimo il mio sincero ringraziamento per tutto quanto ha fatto per la formazione, per averlo fatto con dedizione, con passione, per aver creduto sino in fondo a tutti i passi che il Centro ha compiuto per migliorare la formazione di migliaia di apprendisti; al contempo auguro soddisfazioni per il futuro al direttore entrante, Paolo Ortelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Una riflessione sul ruolo della SSIC nella formazione professionale&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Nella formazione la SSIC svolge un ruolo di primo piano. Riconosco alla SSIC un tipo di approccio molto attento, sensibile e dinamico alla formazione professionale. È un'attenzione che si traduce in iniziative concrete come i corsi di qualifica e di riqualifica che offrono la possibilità a molte persone di acquisire e di perfezionare le loro competenze per svolgere nel migliore dei modi il loro lavoro nell’edilizia e nel genio civile e che consentono al contempo di valorizzare la dignità del singolo collaboratore, di soddisfare le ambizioni personali, di stimolare la curiosità e la voglia di imparare sempre qualcosa di nuovo, magari ottenendo una gratificazione sul piano morale (che è poi la valorizzazione del capitale umano) oppure materiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo: so che la disponibilità delle imprese di costruzione a mettere a disposizione posti di tirocinio è generosa. In altre parole, nell'ambito del collocamento a tirocinio, l'offerta  soddisfa la domanda. Tanto per dare un valore quantitativo del vostro impegno in materia di formazione professionale, nel Canton Ticino vi è più o meno lo stesso numero di apprendisti muratori che nel Canton Zurigo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sembra interessante sottolineare un dato: se nella seconda metà degli anni '90 i nuovi contratti di tirocinio stipulati erano circa 40 - 50 all'anno, a partire dal 2004 i nuovi contratti oscillano attorno alle 70 - 80 unità. Si tratta di un aumento significativo, di certo non casuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Probabilmente i fattori che hanno concorso ad aumentare il numero di posti disponibili sono molteplici: la congiuntura più favorevole come conseguenza della ripresa economica - il vostro presidente ha sottolineato come “stiamo attraversando un momento particolarmente felice per la [vostra] attività imprenditoriale” - ha senz'altro avuto un ruolo decisivo.&lt;br /&gt;Credo che l'introduzione del criterio "formazione di apprendisti" nell'ambito dell’attribuzione delle commesse pubbliche abbia ulteriormente - diciamo - “stimolato” l'offerta di posti.&lt;br /&gt;Forse potremmo anche aggiungere l’opera di sensibilizzazione sulle professioni tecniche e dell'edilizia e, in particolare, su una professione, quella di muratore, che presenta interessanti riscontri finanziari (già durante l’apprendistato gli standard retribuitivi sono senz’altro buoni) e altrettanto interessanti sbocchi professionali, di studio e possibilità di carriera. Sappiamo infatti che il nostro sistema formativo è sempre più flessibile, è sempre più in grado di rispondere alle esigenze e alle capacità del singolo. Ottenuto l'attestato federale di muratore è possibile frequentare una Scuola specializzata superiore, diventare capo muratore, impresario costruttore oppure, con la maturità professionale, iscriversi ad una Scuola universitaria professionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche i dati del collocamento a tirocinio per i muratori sono quest'anno confortanti: l'Ufficio dell'orientamento scolastico e professionale mi ha segnalato proprio ieri che i nuovi posti di tirocinio annunciati sono attualmente 74, di cui 60 sono ancora liberi, 8 in trattativa, 6 già occupati. Nelle prossime settimane confidiamo di poter aumentare l'offerta sino a 80-90 unità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È anche vero che, a differenza di altri settori, come ad esempio quello commerciale o della vendita, il vostro settore corre il rischio di non trovare abbastanza apprendisti “indigeni”. L'offerta supera infatti la domanda. E per soddisfare la domanda circa 1/3 degli apprendisti muratori provengono dalle zone di confine, soprattutto dal Varesotto, senza dimenticare Como e Verbania-Cusio-Ossola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'interesse e l'importanza che la SSIC attribuisce alla formazione trova rispondenza anche attraverso azioni ben studiate come:&lt;br /&gt;·      il nuovo dossier illustrato sulla professione di muratore e di muratrice, allestito in collaborazione fra la SSIC e l’Ufficio dell’orientamento scolastico e professionale;&lt;br /&gt;·      il programma "il mio stage in impresa" che aiuta ad avvicinare i futuri apprendisti al mondo della costruzione e a capire se quest'ultimo risponde alle loro ambizioni e ai loro interessi, in altre parole se il "mestiere piace"; ma aiuta anche il datore di lavoro a pianificare in modo efficace e mirato lo stage.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei prossimi anni saremo tutti chiamati a compiere ancora nuovi sforzi per adeguare i percorsi formativi alle nuove esigenze del mondo del lavoro: l’intero settore della formazione professionale adotterà infatti le nuove ordinanze federali che sostituiranno progressivamente i precedenti regolamenti di tirocinio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Due parole sui lavori pubblici&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;In questi mesi il Governo, attraverso i suoi servizi, sta allestendo il Piano finanziario per il quadriennio 2008-2011. Vi posso anticipare che, perlomeno al momento in cui vi parlo, si intende mantenere un alto volume complessivo degli investimenti, anche per avere risposte pronte nel caso in cui, dopo il picco di volumi di lavori nell’edilizia che si sta registrando, dovesse subentrare una fase di assestamento. Gli investimenti pubblici previsti dovrebbero contribuire ad assorbire una possibile ma evidentemente non augurabile né augurata stasi nell’edilizia privata, provocata dal rialzo degli interessi bancari che si sta lentamente delineando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel complesso degli investimenti previsti dal Cantone nel quadriennio 2008-2011, un particolare spazio sarà dedicato al risanamento e alla conservazione del patrimonio immobiliare dello Stato, sulla scorta di un’analisi effettuata con un programma elaborato dalla Sezione della logistica in stretta collaborazione con la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana. Vedete come le strutture universitarie che sono state istituite in questi anni servono anche per muovere l’economia privata e in particolare l’edilizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D’altro canto, assieme agli investimenti pubblici promossi dal Cantone, vi sono pur sempre, nell’immediato e anche più lontano futuro, quelli dei grandi cantieri ferroviari, che hanno pur sempre un indotto anche per le imprese locali, perlomeno nei lavori di preparazione e nelle sistemazioni esterne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pertanto, pur con la necessaria prudenza, penso che possiate guardare al futuro, per quel che riguarda la parte pubblica, con un certo ottimismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Concludo con un accenno alle sfide per il futuro&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Nel rendiconto 2006 il vostro direttore ha sottolineato il contributo dato dal vostro settore alla crescita economica, quindi al benessere, del Paese; ed ha anche sottolineato la necessità di affrontare problematiche ambientali, al punto tale che parecchie aziende sarebbero interessate ad “effettuare investimenti legati alla protezione della natura”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È un tema, quello ambientale, attorno al quale ha riflettuto anche il Governo nella sua recente seduta al Monte Verità, cosciente che le grandi sfide del futuro si chiamano, ad esempio, energia, risorse, carichi ambientali e cosciente che gli effetti dei cambiamenti climatici sono ormai tangibili anche da noi. Pensiamo all’oro blu, all’acqua. La Svizzera è considerata il "tesoro idrico" dell'Europa e i momenti di siccità in estate non sono mai durati così a lungo da indebolire nelle persone la sensazione di vivere nell'abbondanza d'acqua. Ma c'è qualcosa oggi che fa traballare quell'idea di disporre di un bene essenziale considerato inesauribile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono sfide che non conoscono confini e che chiederanno sempre più adattamenti nei nostri comportamenti individuali e collettivi, che chiederanno profonde riflessioni e forti investimenti; sono problemi globali che devono essere affrontati e risolti anche su un piano locale con un approccio di tipo interdisciplinare e senza tabù, un approccio che consideri il giusto equilibrio - sottolineo equilibrio - fra le esigenze dell’economia, della società e dell’ambiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È il principio dello sviluppo sostenibile che finalmente non viene più confuso – in modo superficiale e distorto – con la pura e semplice protezione della natura; che si è finalmente svincolato dall’etichetta di “freno allo sviluppo economico”; che sta pian piano diventando - e a giusta ragione - un metro di valutazione per tutte le politiche settoriali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono sicuro che anche il mondo della costruzione, che vive e dialoga con il territorio, saprà affrontare queste nuove sfide con senso di responsabilità, con quello spirito aperto e innovativo necessario per poter cogliere le opportunità di crescita economica, sociale e culturale del Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi ringrazio dell'attenzione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-1856678850171578996?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/1856678850171578996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=1856678850171578996' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/1856678850171578996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/1856678850171578996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/05/assemblea-della-societ-svizzera-degli.html' title='Assemblea della Società Svizzera degli Impresari Costruttori sezione Ticino (SSIC Ticino)'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-7143235903144481937</id><published>2007-05-07T10:00:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:53.903+01:00</updated><title type='text'>www.gendotti.ch</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rj7dx9rBX4I/AAAAAAAAACM/hryko_7Npoc/s1600-h/GabrieleGendotti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5061726881649352578" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rj7dx9rBX4I/AAAAAAAAACM/hryko_7Npoc/s200/GabrieleGendotti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Buongiorno a tutti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Rammento la disponibilità, in parallelo a questo mio blog, del mio sito web &lt;a href="http://www.gendotti.ch"&gt;www.gendotti.ch&lt;/a&gt;, sempre di attualità e attualmente in fase di riorganizzazione e di aggiornamento, all'interno del quale trovare utili e interessanti informazioni politiche, ma non soltanto, e grazie al quale potermi facilmente contattare, per trasmettermi e comunicarmi idee, critiche, suggerimenti, osservazioni,... Sarò ben lieto di rispondere ad ogni vostra richiesta!&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cordialità,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lele Gendotti&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-7143235903144481937?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/7143235903144481937/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=7143235903144481937' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/7143235903144481937'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/7143235903144481937'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/05/wwwgendottich.html' title='www.gendotti.ch'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rj7dx9rBX4I/AAAAAAAAACM/hryko_7Npoc/s72-c/GabrieleGendotti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-2406705293393177140</id><published>2007-05-07T08:05:00.000+02:00</published><updated>2007-05-07T08:07:22.365+02:00</updated><title type='text'>INPUT - INternational PUblic Television</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti - Consigliere di Stato e Direttore del DECS - di sabato 5 maggio 2007 a Lugano)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentili signore e signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;porgo il saluto più cordiale, mio personale e del Consiglio di Stato, alle persone qui presenti, in particolare ai membri del Gruppo di progetto e del Comitato di pilotaggio e del Comitato editoriale, alle collaboratrici e ai collaboratori che operano nel campo dell’informazione audiovisiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo mese di maggio la Svizzera è al centro del mondo dell’audiovisivo. Anche il nostro Cantone, che ha una televisione tutta sua, dà così il suo apporto allo sforzo che in particolare il mezzo televisivo fa nel far conoscere il mondo, gli usi e i costumi delle varie popolazioni, i problemi che le politiche locali devono affrontare e risolvere perché ci sia un po’ più di giustizia e sopra tutto perché siano garantite le libertà fondamentali, tra le quali – per citarne due contenute nella direttiva “Televisione senza frontiere” – la libertà di ricezione dei programmi televisivi e la libera circolazione dei servizi televisivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come direttore di un Dipartimento che si occupa della scuola e della cultura mi preme sottolineare l’importanza della televisione nella promozione della diversità culturale. E’ un aspetto dell’informazione che concerne da sempre il nostro Paese in cui le peculiarità delle regioni che lo compongono sono motivi di orgoglio - mi auguro non solo in occasione dei discorsi del primo di agosto. La libertà di ricezione dei programmi televisivi promuove la comprensione, la quale, a sua volta, passa attraverso la conoscenza delle lingue nazionali. Non è qui il momento di aprire un discorso che qualche dispiacere ce lo ha pur già dato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A proposito di promozione di una televisione senza frontiere mi auguro che grazie alla tecnica – e sopra tutto alla politica – la TSI riconquisti presto quella parte di pubblico del Nord Italia che l’avvento del digitale terrestre ha letteralmente offuscato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlando di scuola e dunque di giovani che crescono in una realtà non certo facile per loro, mi preme sottolineare l’importanza di compiere ogni sforzo per proteggerli non solo dai programmi diseducativi - a sfondo sessuale - e dei quali la televisione satellitare è riccamente dotata, 24 ore su 24, ma anche e soprattutto dai programmi di estrema violenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo so che le immagini di attualità che scorrono sul piccolo schermo sono ormai un evento di normale quotidianità - perché la violenza è purtroppo motivo ricorrente della cronaca di oggi, che sarebbe assurdo ignorare -. Meno giustificabile è invece la programmazione di programmi di cartoni animati per bambini e ragazzi in giovane età che inneggiano alla violenza, all’uccisione del così detto avversario, allo sterminio di chi non è della nostra idea. Ai giovani non possiamo somministrare giorno dopo giorno modelli negativi che costituiscono, i fatti lo dimostrano, potenziali di emulazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diceva una voce fuori campo l’altra sera: “I nostri programmi si concludono con un film da non perdere”. Seguiva il titolo del film e l’orario: le 23.30. Dico, con un sorriso sulle labbra, che è anche bello vedere un film da non perdere in prima serata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ solo una battuta, che mi permette però di augurare a voi tutti, con un sorriso di ottimismo, che questo incontro sia, come voi dite, “un’opportunità di sviluppo professionale”, ma anche un’occasione di riflessione sul ruolo della televisione nella realtà di oggi, una televisione sempre più presente nelle nostre case, una televisione che sempre più influisce sul nostro modo di comportarci, di vedere i problemi della vita, di presentarci agli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un mezzo di comunicazione potente e utile anche per le nostre scuole, a condizione che il prodotto televisivo sia accompagnato dalla capacità di giudizio del docente a scuola e dei genitori a casa. Vuol dire educare i giovani ad assumere un atteggiamento critico di fronte all’informazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrivete in un documento sui servizi audiovisivi e d’informazione: “La lotta contro la circolazione di contenuti dannosi per la dignità umana e la tutela dei minori è indispensabile per permettere lo sviluppo di nuovi servizi audiovisivi e d’informazione in un clima di fiducia.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allargando il campo dei servizi, si tratta della fiducia nel mezzo d’informazione che è l’autenticità dell’immagine che appare sullo schermo o delle parole di chi riferisce i fatti. E’ la verità dell’informazione, tema onnipresente, oggi come domani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il servizio pubblico e privato di informazione all'utente, che è anche cittadino, deve dunque passare attraverso l'autenticità dell'immagine e la ricerca della verità. È da qui che passa la credibilità dei servizi audiovisivi e di informazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi ringrazio dell’attenzione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-2406705293393177140?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/2406705293393177140/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=2406705293393177140' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/2406705293393177140'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/2406705293393177140'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/05/input-international-public-television.html' title='INPUT - INternational PUblic Television'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-7566286279784484322</id><published>2007-05-07T08:01:00.000+02:00</published><updated>2007-05-07T08:03:43.529+02:00</updated><title type='text'>Maggio profumato</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti - Consigliere di Stato e Direttore del DECS - durante la conferenza stampa per la presentazione del "Maggio profumato", Campagna primaverile del DECS, di venerdì 27 aprile 2007 a Mezzana)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentile signora Bissegger,&lt;br /&gt;Signore e signori della stampa,&lt;br /&gt;Collega e colleghi dei servizi del DECS,&lt;br /&gt;Caro direttore dell’Azienda agricola di Mezzana,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E’ venuto il maggio con tutti i suoi bei fiori.” La maggiolata di Meret Bissegger suonerebbe forse così: “L’è vegnüd ul magg con tütt i so erbett, l’insalada növa e ‘l rusmarin, i verzitt, al basilic e i urtig”. Perché va bene i fiori che rallegrano la vista, ma anche lo stomaco vuole la sua parte!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo incontro ha un profumo tutto particolare: profumo di rosmarino, di origano, di basilico, di spezie che vengono da lontano; profumo dei prodotti dell’orto di casa e di piante selvatiche, di ortiche e di verzette, da sentirsi venir l’acquolina in bocca solo a pensare ai cibi conditi con queste erbette.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diciamo che quanto ci propone Meret Bissegger è tutto il contrario di quello che ci è offerto dalle grandi, pur benemerite e ormai irrinunciabili catene di distribuzione, per le quali non ci sono piú i prodotti di stagione, perché la stagione dura dodici mesi come l’anno e i prodotti sono quelli conservati nelle celle frigorifere, con tanto di imballaggio munito della lista delle vitamine di cui gode indistintamente il forte e il fiacco mangiatore e del numero delle calorie, termometro regolatore moderno di chi teme di metter su pancia a dispetto di un fascino personale che sta svanendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’era del fast food, sarà pur comodo e indispensabile per le massaie – compresi gli uomini – cucinare in fretta e poter consumare tutto l’anno mandarini, insalata fresca e minestroni preconfezionati in cellophane. Ma il food di Meret Bissegger è invece un altro: è quello della cucina naturale, quella che sfrutta quanto la terra ci dà nel corso delle stagioni, i prodotti di stagione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vive a Malvaglia. La sua casa è sempre aperta: in primavera per i prodotti integrali di casa nostra, in autunno per una “burbura” con le zucche maturate al sole dell’estate e cosí via. Direbbe al sciur maestru, l’Angiulin Frigeri, che ha lavorato anche qui in questa azienda: i è i dii da la tera. La vita e il cibo segnati dal ritmo delle stagioni. Ma il nostro non è piú tempo di rimpianti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fil rouge che unisce la cucina di Meret Bissegger al DECS passa attraverso il suo Ufficio cantonale della refezione e dei trasporti scolastici che gestisce 9 ristoranti scolastici a conduzione statale e 14 ristoranti scolastici a gerenza privata. Il Servizio di consulenza alimentare ha sede nella Scuola superiore alberghiera e del turismo di Bellinzona. La preoccupazione comune è di promuovere la salute attraverso una sana alimentazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occuparsi di scuole, oggi, è anche occuparsi di come le ragazze e i ragazzi vivono nei momenti in cui le lezioni sono sospese per la pausa del mezzogiorno. C’è una preoccupazione per così dire “sociale”, perché il DECS offre in primo luogo un aiuto a quelle famiglie in cui ambedue i genitori lavorano o sono assenti da casa o alle famiglie monoparentali, sempre più numerose ai nostri giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bisogno è grande ed è confermato dalle numerose richieste di apertura di nuove mense anche a livello comunale. E’ un problema che coinvolge l’autorità cantonale con i suoi uffici dell’alimentazione e di sorveglianza, l’autorità comunale chiamata a programmare l’introduzione di nuovi servizi, le famiglie e naturalmente le ragazze e i ragazzi. E’ un problema di persone, ma che ha anche risvolti finanziari non insignificanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E c’è una preoccupazione che concerne la salute. Viviamo in un’epoca piuttosto disordinata per quanto concerne l’alimentazione, talvolta condizionata dalla fretta o dal bombardamento pubblicitario. I medici, i consulenti alimentari, gli psicologi, molti ci rendono attenti sulle conseguenze di una cattiva alimentazione, sul fisico, ma anche sul morale della persona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Offrire nuovi servizi vuol dire condividere tutte quelle preoccupazioni e dunque assumere tutte le responsabilità legate alla nuova offerta. L’incontro di quest’oggi è un’occasione per ribadire i concetti fondamentali che informano la politica dello Stato in questo specifico settore, per riflettere su un aspetto della crescita e dello sviluppo della nostra gioventù e per coltivare rapporti tra Ufficio cantonale e persone che condividono le nostre preoccupazioni e dispongono della necessaria esperienza per arricchire le nostre conoscenze. Non soltanto offerta di pasti, dunque, ma anche controllo della qualità del servizio e di quanto vien servito a tavola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco il senso di questa iniziativa del DECS e di questo incontro con la stampa, che ringrazio del sostegno che ci dà nell’informare il grande pubblico, quello i cui figli varcano ogni giorno la soglia delle nostre scuole e l’altro pubblico, attento ai passi che il cantone compie per migliorare la qualità della vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il filosofo Epicuro sosteneva che la vita è pratica della felicità e che tra i piaceri naturali e necessari, ai quali non si può rinunciare per ottenere la felicità, c’è anche il piacere del cibo. L’abbondanza invece è un piacere naturale, ma non del tutto necessario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per tornare alle nostre mense e a Meret Bissegger: non porzioni da abbuffata, ma alimentazione equilibrata e sopra tutto mangiare assieme perché, diceva il filosofo, “dilaniare carni senza la compagnia di un amico è vita da leone e da lupo.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie dell’attenzione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-7566286279784484322?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/7566286279784484322/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=7566286279784484322' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/7566286279784484322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/7566286279784484322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/05/maggio-profumato.html' title='Maggio profumato'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-4068411596136339590</id><published>2007-04-01T20:22:00.000+02:00</published><updated>2008-12-10T06:48:54.111+01:00</updated><title type='text'>Grazie per le Elezioni cantonali 2007!</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rg_54TTnoEI/AAAAAAAAAB4/nRpaI7JYKC8/s1600-h/GabrieleGendottiBlog.jpeg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5048528452956168258" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rg_54TTnoEI/AAAAAAAAAB4/nRpaI7JYKC8/s200/GabrieleGendottiBlog.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un grazie a tutti i miei elettori ed a tutti i ticinesi, per la fiducia nuovamente accordatami per il nuovo quadriennio politico, in occasione delle elezioni cantonali 2007!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lavorerò, come sempre, per tutti voi e per tutto il Ticino!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Lele Gendotti&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-4068411596136339590?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/4068411596136339590/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=4068411596136339590' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/4068411596136339590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/4068411596136339590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/04/grazie.html' title='Grazie per le Elezioni cantonali 2007!'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/Rg_54TTnoEI/AAAAAAAAAB4/nRpaI7JYKC8/s72-c/GabrieleGendottiBlog.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-4710505802942203857</id><published>2007-03-22T11:14:00.000+01:00</published><updated>2008-12-10T06:48:54.302+01:00</updated><title type='text'>ARAF, Associazione della rete di aziende formatrici del Cantone Ticino</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RgJXayTXtMI/AAAAAAAAABk/_Ej6Y2gMQrw/s1600-h/GabrieleGendottiBlog.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5044690650299610306" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RgJXayTXtMI/AAAAAAAAABk/_Ej6Y2gMQrw/s200/GabrieleGendottiBlog.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - alla Conferenza stampa ARAF, Associazione della rete di aziende formatrici del Cantone Ticino, di giovedì 22 marzo 2007 a Bellinzona)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Signor Presidente Rinaldo Gobbi della neocostituita associazione,&lt;br /&gt;Signori collaboratori dell’associazione, in particolare la signora Sabrina Guidotti, capoprogetto, e della sic ticino,&lt;br /&gt;Signore e signori corrispondenti dei media,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il tema del collocamento a tirocinio, una realtà positiva consolidata nel nostro Cantone, si arricchisce di anno in anno di nuovi capitoli. Uno di questi è certamente il progetto dell’Associazione delle reti d’aziende formatrici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti, non si può certo riposare sugli allori, se si vogliono mantenere i risultati positivi delle campagne di collocamento a tirocinio, che, grazie alla disponibilità delle aziende formatrici ma anche dei servizi del Cantone, consentono di chiudere ogni anno a zero, ossia in pratica senza più giovani da collocare alla fine del mese di settembre. Occorre, ogni anno, sfruttare nuove potenzialità del tessuto aziendale ticinese. Queste potenzialità ci sono certamente, poiché – è un dato di fatto che da un lato può preoccupare ma dall’altro è incoraggiante per chi vuole fare qualcosa – la quota di aziende formatrici, poco più di 2700, rispetto al totale delle aziende elencate nel registro federale delle aziende, più di 19'000, è una delle più basse della Svizzera. Siamo seguiti, secondo i dati del 2005, solo da Basilea e da Ginevra. Dunque ci sono spazi di miglioramento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi spazi di miglioramento devono essere visti, oltre che nell’ancor più accurato e capillare monitoraggio corrente, giorno per giorno durante l’intera estate, della situazione collocamento, nell’allargamento degli effettivi delle aziende formatrici. In proposito devo dire che gli sforzi che vengono fatti sono già intensi. Difatti, i servizi del DECS registrano già ogni anno alcune centinaia – lo scorso anno erano 237– di nuove aziende che sono reclutate grazie all’azione dei promotori di posti, gli ispettori del tirocinio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia gli sforzi devono essere sviluppati non solo sul piano quantitativo, ossia semplicemente aggiungendo nuove aziende a quelle già autorizzate. Occorre diversificare anche sul piano qualitativo, essere propositivi. E’ quanto credo di poter dire si voglia fare con il progetto ARAF.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti ARAF coglie uno degli aspetti che ostacolano la partecipazione di un maggior numero di aziende all’impegno formativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da un lato vi sono i limiti operativi che può avere un’azienda, nel senso che il tessuto aziendale ticinese è caratterizzato da non poche microaziende, le quali fanno fatica a garantire un programma completo di formazione per un eventuale apprendista assunto. Completezza che può essere trovata solo ricorrendo a un’azienda partner, ciò che non sempre è ovvio, vista anche un certo individualismo dell’imprenditoria ticinese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall’altro lato ci sono anche i limiti di natura didattico-amministrativa che può presentare un’azienda, nel senso che non sempre sono disponibili, pensando sempre alle microimprese, ma non solo, ticinesi, persone in grado di assumere gli impegni di natura didattica e amministrativa per seguire un giovane in formazione. Si tratta pur sempre di allestire un programma di formazione per l’apprendista, di seguirne lo sviluppo, di valutare i risultati raggiunti, di comunicare e discutere i risultati con l’apprendista, di fissare i nuovi obiettivi, ecc. Tutte attività che richiedono competenze e, se non vi sono le competenze, la formazione per acquisirle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ dunque senz’altro da condividere l’obiettivo che si pone ARAF di farsi carico di questi limiti di varia natura e di proporre soluzioni per superarli, soprattutto soluzioni di qualità, nell’ambito della formazione classica duale, fatta in azienda e a scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D’altra parte c’è un altro aspetto che sta a cuore al Dipartimento. Per quanto possibile è il tirocinio in azienda che si vuole promuovere, rispetto alla formazione in scuole a tempo pieno, come le scuole medie di commercio per il settore del commercio e dei servizi. Ci sono almeno due ragioni per questa scelta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima ragione: sembra, ma i dati non sono consolidati, che la formazione in azienda dia più chance di collocamento al termine della stessa rispetto alla formazione in una scuola a tempo pieno. Lo si rileva, anche se queste indicazioni devono essere prese con prudenza, dall’indagine sulle prospettive di collocamento fatta verso la fine dell’anno scolastico presso le persone che nel 2006 stavano per concludere la loro formazione. Addirittura le prospettive di occupazione di chi stava svolgendo un tirocinio in azienda erano doppie rispetto alle persone in formazione nelle scuole medie di commercio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seconda ragione: è certo che la formazione duale classica, con la formazione pratica in azienda, quella teorica a scuola e complementi dell’una e dell’altra nei corsi interaziendali, costa meno allo Stato di quella acquisita nelle scuole a tempo pieno, in ragione circa della metà. Ossia, secondo i costi standard rilevati dalla Confederazione, 8'800 franchi l’anno per apprendista rispetto a 16'800 franchi l’anno per la persona in formazione nelle scuole a tempo pieno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se a minori costi per lo Stato si può addirittura abbinare – sia pure con un giudizio prudente – migliori vantaggi per il collocamento, è evidente che le preferenze dello Stato devono andare a questo tipo di formazione, che è nell’interesse della popolazione giovanile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per queste ragioni ben vengano iniziative come quelle dell’ARAF e dell’azienda guida, la sic ticino, con cui tra l’altro il Governo cantonale ha recentemente rinnovato la convenzione di collaborazione, che tendono – questo tipo di formazione - a allargarlo e a consolidarlo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-4710505802942203857?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/4710505802942203857/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=4710505802942203857' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/4710505802942203857'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/4710505802942203857'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/03/araf-associazione-della-rete-delle.html' title='ARAF, Associazione della rete di aziende formatrici del Cantone Ticino'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RgJXayTXtMI/AAAAAAAAABk/_Ej6Y2gMQrw/s72-c/GabrieleGendottiBlog.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-7679468779199577472</id><published>2007-03-22T11:10:00.000+01:00</published><updated>2008-12-10T06:48:54.549+01:00</updated><title type='text'>Campagna 2007 di sensibilizzazione dei giovani a Scienza e Tecnica</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RgJWoiTXtLI/AAAAAAAAABc/V7nJA838z2g/s1600-h/GabrieleGendottiBlog.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5044689787011183794" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RgJWoiTXtLI/AAAAAAAAABc/V7nJA838z2g/s200/GabrieleGendottiBlog.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(Intervento di Gabriele Gendotti - Consigliere di Stato e Direttore del DECS - in occasione del Lancio delle iniziative di giovedì 14 marzo 2007 a Mezzovico per la Campagna 2007 di sensibilizzazione dei giovani a Scienza e Tecnica)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Gentili Signore e Signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;prima di tutto un sentito ringraziamento alla ditta Hydac di Mezzovico che ci ospita: è una delle aziende che collabora con la SUPSI in progetti di tecnologie innovative e ci è sembrato giusto collocare la nostra iniziativa in un contesto significativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, parlare di scienza e di tecnica esige una visione globale del problema, dalla formazione di base, alla ricerca di punta, alle applicazioni aziendali, fino alle condizioni quadro politiche necessarie perché tutto questo complesso circolo virtuoso possa prosperare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutta Europa serpeggia una preoccupazione relativa alla diminuzione di interesse da parte dei giovani e delle giovani per le formazioni e le professioni scientifiche e tecniche: il fenomeno è ancora poco visibile, perchè in numeri assoluti non assistiamo a crolli importanti (salvo, stranamente, in informatica) ma se confrontiamo l’aumento importante in altre discipline ci rendiamo conto della perdita di velocità delle discipline scientifiche. Fenomeno ancor più preoccupante se esaminiamo la situazione della formazione dottorale: rimane una formazione di alta qualità, ma pochi svizzeri in proporzione vi accedono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa preoccupazione del mondo politico e della formazione si è tradotta in tutta la Svizzera in una serie di iniziative per sensibilizzare la popolazione e sostenere i giovani e le giovani nella scelta di una formazione impegnativa e non priva di ostacoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In nessun modo si tratta di creare una inesistente concorrenza o confronto tra le discipline tecnico-scientifiche e quelle umanistiche: entrambe sono parte integrante della nostra cultura. Ogni progresso scientifico e le relative applicazioni tecniche hanno sempre richiesto un approfondimento sul piano umanistico, filosofico, etico. Basti pensare allo sviluppo della biomedicina, campo in cui anche il Ticino ha istituti di alto prestigio, e alle implicazioni etiche, filosofiche, politiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi anni il DECS ha messo l’accento sullo sport, sulla formazione professionale, sulla lettura. Ricordo le campagne di sensibilizzazione dei giovani realizzate in collaborazione con il Centro scolastico per le industrie artistiche – il CSIA di Lugano – "Dopo scuola… faccio sport" (2003), "Coltivo il mio carattere senza le dipendenze" (2004), "Effetto lettura" (2005), "Apprendista apprendi e sorprendi" (2006).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La campagna di quest’anno vuole, se possibile, contribuire a compensare uno squilibrio, evitare l'impoverimento del settore scientifico, apparentemente meno attrattivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto “Ticino della scienza e della tecnica” vuole creare occasioni di incontro e di esperienze dirette: non riteniamo efficace vendere la scienza come si vende un gelato o una canzone, ma creare concrete occasioni per conoscere persone appassionate del loro mestiere, capaci di trasmettere questa passione e anche la forza per sostenere gli sforzi necessari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste esperienze dirette vogliamo offrirle a tutte le età e in contesti diversi: la scuola rimane il luogo privilegiato dove si sviluppa il piacere della conoscenza, ma non è il solo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo nelle iniziative raggruppate sotto il progetto “Ticino della scienza e della tecnica” troviamo campi di vacanza e di scoperte, abbinamenti tra sport e scienza, attività di tempo libero, speriamo capaci di affascinare e di creare interessi durevoli. Evidentemente non abbiamo dimenticato i luoghi della ricerca e della produzione tecnologica, come l’azienda che ci ospita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Ticino è entrato tardi nel mondo dell’alta tecnologia e della ricerca: abbiamo oggi premesse impensabili ancora pochi anni fa. Il Cantone dispone di strutture di formazione universitaria, USI, SUPSI, ASP, Istituto universitario federale per la formazione professionale. Operano sul nostro territorio prestigiosi e riconosciuti istituti di ricerca scientifica (pensiamo all'IRB o allo IOSI o al CSCS), di transfert tecnologico.&lt;br /&gt;Ma sul nostro territorio sono pure presenti importanti aziende innovative. Si tratta di una base di partenza favorevole per un ulteriore passo avanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Settimana prossima il Gran Consiglio voterà, se non ci saranno sorprese dell'ultimo minuto, il messaggio sugli investimenti resi possibili dai proventi dell'oro della Banca nazionale: 15 milioni di franchi sono previsti per investimenti nella ricerca, 10 per il sostegno alle imprese innovative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma le premesse strutturali e i finanziamenti non servono se non ci sono le donne e gli uomini competenti e capaci di assumere gli impegni necessari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto non vuole lanciare proclami o parole d’ordine, vuole permettere alle giovani e ai giovani di questo Cantone di scegliere con lucidità il loro futuro, di trovare i necessari sostegni per professioni, studi, carriere impegnative e molto esigenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una società che sembra premiare il tutto e subito, il facile e il piacevole dire con convinzione che anche le scelte impegnative pagano, che il futuro – il loro e il nostro – passa anche dalla coltivazione di una passione non è facile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli attori dei progetti vi illustreranno alcune iniziative: il denominatore comune è dato dall’incontro diretto con uomini e donne che fanno scienza, che usano la tecnica, con intelligenza e ne sono soddisfatti. Sono convinto che questi incontri con le persone e le emozioni che sapranno suscitare potranno essere il miglior strumento per avvicinare le giovani e giovani alla scienza e alla tecnica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto è un cantiere aperto: le iniziative presentate sono quelle conosciute in questo momento e che si sono inserite nel progetto, altre iniziative saranno evidentemente ben accolte. Sappiamo che il tema è molto sentito e che si sta lavorando in molti contesti. L’unificazione degli sforzi permetterà di aumentarne l’efficacia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dieci anni fa il nostro Cantone era in grado di attrarre progetti nella ricerca scientifica per meno di 1 milione di franchi: quest’anno siamo sui 10 milioni, evidentemente ancora pochi se ci confrontiamo con Zurigo o Ginevra, ma l'aumento è stato imponente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stesso processo dobbiamo poterlo provocare nella creazione di posti di lavoro per personale qualificato: il Ticino rimane un esportatore di cervelli. È un fenomeno non facile da misurare, ma semplificando al massimo se il Ticino produce 100 diplomati, poi può offrire solo 80 posti di lavoro qualificati: il Canton Zurigo forma 100 diplomati e offre 150 posti di lavoro. Se non riusciamo a invertire anche questa tendenza, tutti i nostri sforzi saranno inutili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io mi auguro che tra dieci anni il mio successore possa affermare che il processo iniziato nel 1996 con la creazione dell’USI e della SUPSI ha dato i suoi frutti e che da esportatori di cervelli siamo diventati attrattori, capaci di mantenere il circolo virtuoso tra formazione, ricerca, occupazione. Insisto su questa visione globale, che vede una collaborazione trasversale tra vari settori dell’amministrazione pubblica, tra vari ordini di scuole, tra formazione e azienda, tra tecnica e umanesimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se avremo successo, magari un piccolo riconoscimento verrà dato anche a questo progetto, perché senza donne e uomini competenti e impegnati nessun progresso è possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi ringrazio dell’attenzione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-7679468779199577472?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/7679468779199577472/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=7679468779199577472' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/7679468779199577472'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/7679468779199577472'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/03/campagna-2007-di-sensibilizzazione-dei.html' title='Campagna 2007 di sensibilizzazione dei giovani a Scienza e Tecnica'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_RIp3t7ix-1k/RgJWoiTXtLI/AAAAAAAAABc/V7nJA838z2g/s72-c/GabrieleGendottiBlog.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-8286374722612450191</id><published>2007-03-22T11:07:00.000+01:00</published><updated>2007-03-22T11:09:32.157+01:00</updated><title type='text'>Consegna diplomi tecnici SSS edilizia e impiantistica</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - alla Consegna diplomi ai tecnici diplomati SSS dell’edilizia e ai tecnici diplomati SSS dell’impiantistica di giovedì 15 marzo 2007 a Lugano-Trevano)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signori rappresentanti delle organizzazioni del mondo del lavoro,&lt;br /&gt;Signori Direttore, vicedirettori e docenti,&lt;br /&gt;Signori invitati e&lt;br /&gt;Signori neodiplomati,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;è con estremo piacere che passo brevemente da voi per la cerimonia di consegna dei diplomi di scuola specializzata superiore di tecnica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il piacere deriva dalla possibilità di partecipare a un evento che ha sempre un carattere positivo. Infatti che cosa c’è di meglio che poter festeggiare la fine di un ciclo di studio e il conseguimento di un diploma? Un diploma che da un lato testimonia il raggiungimento di competenze tecniche e trasversali elevate e dall’altro costituisce sicuramente un elemento per il consolidamento o lo sviluppo di una carriera professionale e, conseguentemente, anche di una carriera retributiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso che siano un po’ questi i sentimenti soprattutto dei neo diplomati, sentimenti di orgoglio per il risultato raggiunto e di attesa per le prospettive che si aprono sul piano personale e professionale. Questi sentimenti servono anche a cancellare qualche impressione non sempre positiva recepita lungo il corso. Cominciando dalle difficoltà incontrate da chi ha ricominciato uno studio dopo avere magari svolto per vari anni un’attività lavorativa. In questi casi il ritorno sui banchi di scuola è sempre un passaggio problematico, anche se è oggi è difficile immaginare che ci sia un professionista che nel corso di un anno non si trovi più di una volta dietro un banco, non più della scuola ma della formazione continua, ad aggiornarsi o a perfezionarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’altra difficoltà incontrata, soprattutto per chi ha frequentato il corso dell’impiantistica parallelo all’attività professionale, è sicuramente quella della difficile conciliazione tra lavoro, vita personale e magari familiare, frequenza scolastica e studio. E’ un difficile alternarsi tra situazioni diverse, talvolta come persona attiva nel lavoro e nel resto, talaltra come persona fruitrice più passiva di un insegnamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo giorno però, nel momento in cui si riceve il diploma, tutti questi problemi, tutte queste difficoltà sono superati è resta solo la soddisfazione per avercela fatta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è un secondo motivo per il mio compiacimento nel partecipare alla consegna dei diplomi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, in queste occasioni vedo da vicino come si concretizzano le iniziative del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport che dirigo - e in particolare della Divisione della formazione professionale. Spesso la percezione di queste iniziative è del tutto immateriale, nel senso che ci sono le informazioni che arrivano dai servizi, ci sono le decisioni prese sulla scorta delle indicazioni degli stessi servizi, c’è magari anche qualche meno bella notizia, magari ribaltata sui giornali, di qualche problema insorto qua e là nel sistema scolastico e formativo ticinese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è solo partecipando a cerimonie come queste, o visitando le scuole come spesso faccio, e guardando in faccia le persone che traggono benefici delle decisioni politiche e amministrative in materia scolastica e formativa prese dal Dipartimento o dal Consiglio di Stato o talvolta dal Parlamento, che si ha la percezione precisa di come e dove arrivino a destinazione gli sforzi rilevanti che il nostro Cantone compie per elevare il grado della conoscenza dei suoi abitanti di ogni età, dall’infanzia fino alle persone adulte e già attive professionalmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo è che se vogliamo, come lo vuole il Consiglio di Stato nelle sue linee direttive, come sembra lo vogliano buona parte delle formazioni politiche che si contendono i posti nell’Esecutivo cantonale e nel Legislativo, se vogliamo il Ticino della conoscenza, occorre anche ricordare che questo Ticino della conoscenza ha bisogno di non poche risorse finanziarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono risorse finanziarie che finora il Cantone è stato in grado di mettere a disposizione. E quando si dice Cantone, per essere chiari a tal proposito, si intendono tutti i soggetti ticinesi, persone fisiche e giuridiche, che contribuiscono all’introito fiscale. Una mano ce la dà anche la Confederazione, ma anche lì in ultima analisi i finanziatori sono ancora cittadini ed enti stavolta di tutto la nazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La disponibilità finanziaria per iniziative come quella della Scuola specializzata superiore di tecnica dell’edilizia e dell’impiantistica, arricchita da quest’anno anche di una sezione della chimica e biologia, è data però anche da misure di razionalizzazione all’interno del sistema, come quelle della creazione di centri di competenza in cui concentrare l’insegnamento professionale degli apprendisti. Non si può solo chiedere cose in più, occorre anche saper razionalizzare quello che già si ha per trovare gli spazi per il progresso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo progresso nel sistema formativo ticinese lo vogliamo fermamente, per dare risposte a persone come voi, che hanno sentito il bisogno di migliorare il loro grado di conoscenze e oggi siete qui, con grande soddisfazione vostra ma anche nostra, mia e certamente anche dei docenti che hanno contribuito alla vostra formazione, a ricevere il diploma di scuola specializzata superiore, peraltro riconosciuto, non vorrei dimenticarlo, dalla Confederazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo risultato vi faccio i miei complimenti e i migliori auguri di poterlo sfruttare in futuro, sia per magari nuovi passi formativi, sia soprattutto nella carriera professionale e di riflesso nella vostra vita di cittadini attivamente partecipi alle sorti di questo Cantone.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-8286374722612450191?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/8286374722612450191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=8286374722612450191' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/8286374722612450191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/8286374722612450191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/03/consegna-diplomi-tecnici-sss-edilizia-e.html' title='Consegna diplomi tecnici SSS edilizia e impiantistica'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-7498550317831890166</id><published>2007-03-22T11:03:00.000+01:00</published><updated>2007-03-22T11:06:01.763+01:00</updated><title type='text'>Assemblea Coiffure Suisse - Sezione Ticino</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - durante l'Assemblea Coiffure suisse - SezioneTicino di lunedì 12 marzo 2007 a Giubiasco)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signora Presidente,&lt;br /&gt;Signore e signori membri di coiffure suisse e ospiti,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non sono qui, l’avete sicuramente capito, per parlare degli aspetti tecnici o normativi della vostra professione, che evidentemente mi sfuggono, essendo anche un assai limitato fruitore dei vostri servizi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra l’altro, fra questi servizi, ne aggiungerei uno che spesso si tralascia e che in fondo riprende in chiave moderna i contenuti antichi del vostro mestiere, che comprendeva anche interventi di natura medica, di chirurgia o di flebotomia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sto parlando di quel servizio - compreso nelle vostre tariffe, che in questa prospettiva potrebbero essere anche maggiori - di quel servizio integrato che si configura un po’ nel ruolo di ascoltatore, di confidente, di consolatore, di suggeritore, di stimolatore nei confronti del cliente durante la mezz’ora o le ore (parlo adesso al femminile) in cui è sottoposto alle vostre attenzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo proprio che il vostro ruolo dovrebbe essere rivalutato anche in quest’ottica, poiché facendo qualche conto ho l’impressione che il vostro intervento, che vorrei quasi chiamare di natura psicosociale - forse esagerando un po’ ma nemmeno troppo – si sostituisce spesso ai servizi privati o pubblici dello Stato chiamati a svolgere questo compito, con un bel risparmio diretto o indiretto per le casse pubbliche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiusa questa parentesi sul ruolo della parrucchiera e del parrucchiere nella società moderna, che spesso concede alle persone un momento di tranquillità – e di conseguenza di dialogo aperto o perlomeno di ascolto - solo quando usufruiscono dei vostri servizi, dirò allora la ragione della mia presenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la mia partecipazione all’assemblea voglio rendere omaggio oltre che alla vostra professione all’impegno che l’associazione – oggi bisognerebbe dire organizzazione del mondo del lavoro – mette nella formazione professionale di base e continua. Impegno dell’associazione che è poi l’impegno di tutti i membri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo impegno è del resto percepibile anche fisicamente, perché per svolgere questa assemblea ci troviamo proprio nei locali che coiffure suisse impiega per la formazione professionale di base e continua; e devo dire – da quel che vedo firmando le risoluzioni che finanziano le attività – che impiega in maniera intensa e ottimale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c’è però solo questa manifestazione fisica dell’impegno dell’associazione e dei suoi membri. Ci sono aspetti dell’impegno che hanno carattere più immateriale e si configurano nella collaborazione continua data in questi anni nel collocamento a tirocinio. Il settore professionale delle cure del corpo, in cui vi sono in prima fila le parrucchiere e i parrucchieri, è un settore sempre critico per quel che riguarda i posti di tirocinio. Tante sono infatti le giovani – bisogna riconoscere che è una professione molto "al femminile", almeno a livello della formazione – che hanno ancora, penso giustamente, un’immagine assai positiva della professione e aspirano a un tirocinio in essa. Ogni anno il numero delle domande di un posto di tirocinio di queste giovani si avvicina – quando non lo supera – al numero delle offerte segnalate dalle aziende di tirocinio, i vostri saloni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In queste circostanze – perché alla fin dei conti occorre esserci quando conta - scatta però quasi sempre un’eccellente collaborazione tra i nostri servizi, la nostra Divisione della formazione professionale, e la vostra associazione e naturalmente le aziende associate e no per risolvere quella mezza dozzina di casi di giovani che fanno fatica a trovare un posto di tirocinio e ne hanno però anche le attitudini. Soluzione un po’ complicata in questi anni dalla nuova ordinanza in materia di formazione di base che chiama spesso i saloni da donna e da uomo a collaborare in rete per assicurare la formazione completa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa circostanza ho pertanto l’occasione di ringraziare l’associazione e soprattutto le aziende per questo impegno messo alla formazione dei giovani. Ho parlato di un impegno di carattere immateriale, perché in effetti, formando un giovane, si attivano compiti di natura sociopolitica ed economica generali e particolari. Generali, perché si assume una responsabilità istituzionale, quella dell’educazione e della formazione, si contribuisce a garantire la continuità della manodopera qualificata e se ne assicura il ricambio. Particolari poiché si collabora in maniera importante nella costruzione, oltre che delle competenze pratiche e teoriche di natura professionale, della personalità di un giovane fino a farne una persona in grado di entrare nella vita economica, sociale, politica, insomma a farne una cittadina o un cittadino completo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Evidentemente l’impegno non è solo immateriale, poiché perlomeno il tempo – lasciamo pur stare le attrezzature – messo a disposizione costa, e non sempre il ritorno dell’investimento – che mediamente, in tutti tirocini, c’è – è tale da compensare con grandi margini questo costo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devo anche sottolineare che l’Associazione non si limita allo stretto necessario nel campo della formazione di base e continua. Basterebbe citare al riguardo uno gli eventi più appariscenti che è legato alla formazione professionale, il Ricciolo d’oro, competizione fra apprendiste e apprendisti parrucchieri o fra persone già formate, cui ho avuto l’occasione già di partecipare più di una volta negli anni passati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci voglio però aggiungere anche l’intenso impegno nella preparazione dei formatori, sia attraverso i corsi per l’attestato professionale, sia attraverso quelli per la maestria o più semplicemente attraverso il modulo minimo richiesto in aggiunta al corso per maestri di tirocinio. E vi aggiungo pure la vivace attività nella formazione dei periti d’esame.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque, in conclusione, un’associazione che oso dire esemplare per quel che fa, assieme alle aziende di tirocinio, a favore della formazione professionale, che voglio ringraziare in modo particolare e stimolare a continuare su questa strada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Auguro, per la parte restante dell’assemblea, lavori proficui di risultati positivi e faccio i migliori auguri ai presenti sul piano professionale e su quello personale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31135996-7498550317831890166?l=gendotti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gendotti.blogspot.com/feeds/7498550317831890166/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=31135996&amp;postID=7498550317831890166' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/7498550317831890166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/31135996/posts/default/7498550317831890166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gendotti.blogspot.com/2007/03/assemblea-coiffure-suisse-sezione.html' title='Assemblea Coiffure Suisse - Sezione Ticino'/><author><name>Gabriele Gendotti</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15672718259437067227</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://www.gendotti.ch/images/GendottiWeb5.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-31135996.post-4459638904776989368</id><published>2007-03-22T10:59:00.000+01:00</published><updated>2007-03-22T11:03:01.232+01:00</updated><title type='text'>Non stop PLRT a Lugano</title><content type='html'>(Intervento di Gabriele Gendotti – Consigliere di Stato e Direttore del DECS - in occasione della Non stop PLRT di sabato 10 marzo 2007 a Lugano)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[fa stato il testo parlato]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amiche e amici liberali radicali,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima riflessione: cogliamo le opportunità!&lt;br /&gt;In questi tempi di campagna elettorale frequento sale da Airolo a Chiasso. Questa sera mi rivolgo a Lugano e ai luganesi, alla Città e alla regione che più di ogni altra hanno saputo cogliere le opportunità di crescita e di sviluppo, non solo economico, ma anche politico e istituzionale. E questo non tanto perché sono forti finanziariamente, ma perché hanno dimostrato di avere idee e progetti chiari e persone illuminate, determinate e capaci di costruire il consenso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I soldi non sono necessariamente garanzia di successo, ma senza dubbio servono. Il risanamento finanziario dei conti dello Stato deve dunque rimanere l'obiettivo prioritario per tornare a fare più politica e meno contabilità, per ritagliarsi lo spazio e così rispondere ai problemi e alle ambizioni delle componenti sociali, economiche del Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seconda riflessione: parliamo di progetti e di programmi!&lt;br /&gt;Il Ticino della conoscenza ha avuto un riguardo particolare per Lugano e per la regione: esempi sono l'estensione delle attività di USI e SUPSI (nuove facoltà di scienze informatiche Dipartimento di sanità alla SUPSI); la ristrutturazione della biblioteca cantonale; il nuovo istituto di studi italiani, l'impegno per mantenere il CSCS.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono attività che danno un enorme valore aggiunto alla realtà culturale e scientifica di un'intera regione e, di riflesso, di un intero Cantone. Ne ha approfittato anche la realtà economica: pensiamo alla relazione formazione professionale - aziende, alle collaborazioni USI e SUPSI nel campo della ricerca con il mondo imprenditoriale e finanziario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono fatti più discreti, ma non meno importanti: pensiamo alle migliaia di giovani luganesi ai quali siamo riusciti a garantire un posto di apprendistato oppure agli aiuti che diamo agli studenti perché possano frequentare gli studi superiori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per il futuro? Un solo esempio: nel mio cassetto c'è già il nuovo Campus USI-SUPSI di Lugano, un'ottantina di mio di investimenti per la scienza e la cultura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terza riflessione: ribadiamo i valori liberali radicali!&lt;br /&gt;Il PLRT è sinonimo di stabilità, progresso, valori. Oggi si parla di scheda senza intestazione come espressione di disagio e di sfiducia nella classe politica. E la fiducia nel sistema è fondamento della democrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi chiediamo nuovamente la fiducia alle elettrici e agli elettori, perché abbiamo idee chiare e progetti forti; perché abbiamo lavorato sodo e i fatti sono lì a dimostrarlo; perché ci assumiamo sempre e fino in fondo le nostre responsabilità; perché crediamo nell'iniziativa e responsabilità individuale e nel ruolo di uno Stato laico, forte ma non invadente, capace di dettare alcune regole del gioco e di assicurare condizioni quadro per uno sviluppo economico che genera ricchezza e opportunità di lavoro; perché crediamo nella solidarietà, nella giustizia, nella tolleranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vogliamo una squadra disposta a lavorare unita e senza cedimenti, con tenacia, passione e anche un po' di umiltà che ci permette di imparare dagli errori commessi nel passato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludo: apprezziamo di più questo Ticino. Il Ticino della conoscenza; il Ticino della cultura e di un territorio ricco di storia che garantiscono qualità di vita; il Ticino della gente e delle aziende che lavorano; il Ticino fiero delle sue radici; il Ticino dello sport, del turismo e dello svago; il Ticino curioso e aperto al nuovo; il Ticino solidale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da sempre il Ticino e i ticinesi hanno dato il meglio nei momenti più difficili, facendo uso della ragione, della determinazione, della forza di volontà e di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coltiviamo un po' più di ottimismo e di entusiasmo. Tocca a noi im
